Probabilmente l’Australia si doterà di una nuova classe di sottomarini convenzionali

Il nuovo Ministro della Difesa australiano, Richard Marles, ha dichiarato che probabilmente l’Australia avrà necessità di dotarsi di una nuova classe di sottomarini convenzionali.

Infatti, Marles si è detto scettico riguardo la capacità australiana di costruire il primo sottomarino a propulsione nucleare entro il 2038, obiettivo questo fissato dal precedente Governo Morrison, espressione del Partito Conservatore.

Secondo Marles la nuova classe di battelli convenzionali servirà ad evitare una grave lacuna di capacità operative delle ADF stante l’inesorabile obsolescenza degli attuali sottomarini classe Collins entrati in servizio tra il 1996 ed il 2003.

Il precedente Governo Morrison aveva prima siglato un contratto con la Francia per la costruzione di dodici battelli classe Attack a propulsione convenzionale derivati dai sottomarini d’attacco a propulsione nucleare classe Barracuda attualmente in costruzione in sei esemplari per la Marine Nationale.

Il programma Attack era teso a sostituire la classe Collins oggi in servizio e raddoppiare la linea dei sottomarini della Royal Australian Navy.

Chiave di volta del programma Attack era la partecipazione industriale australiana e la realizzazione di buona parte del lavoro direttamente in Australia con trasferimento di tecnologie da parte di Naval Group che gestiva il progetto.

Ma il programma è andato fuori controllo nei costi schizzati ad oltre 90 miliardi di dollari e nelle tempistiche con problemi insorti nell’adattamento del Barracuda alle esigenze australiane, nella progettazione di dettaglio e nel trasferimento di tecnologie che secondo il precedente esecutivo di Canberra andava troppo a rilento.

Tutto ciò ha portato l’Australia a risolvere il contratto in essere (con annesso contenzioso legale) ed a puntare ad ottenere battelli a propulsione nucleare nell’ambito dell’alleanza stretta con il Regno Uniti e gli Stati Uniti (AUKUS).

Peraltro, il Governo Morrison, conscio della complessità dell’operazione, a titolo cautelativo ha ordinato un profondo ammodernamento della classe Collins, pur essendo difficile installare sistemi di propulsione indipendenti dall’aria (AIP) su questi sottomarini.

Ma le recenti elezioni nazionali hanno decretato il trionfo del Partito Laburista che deve gestire ora tutta una serie di programmi per il potenziamento delle ADF voluti dal precedente esecutivo.

Marles non ha “chiuso la porta” all’acquisizione di sottomarini a propulsione nucleare ma ha preso atto che per l’attuale panorama industriale australiano sarebbe un’impresa forse al di fuori dalla sua portata e suggerisce che un passo intermedio, costituito dall’allestimento di una classe di sottomarini convenzionali avanzati, potrebbe essere il giusto viatico per rendere possibile il passo successivo, la costruzione in Australia di battelli d’attacco a propulsione nucleare.

Infine, Marles ha voluto sottolineare che, a differenza dei principali titolari della Difesa Australiana, vuole adottare un profilo meno “muscolare” con la Cina, più aperto al dialogo; peraltro, il recentissimo episodio di un velivolo da caccia cinese che ha affiancato e lanciato chaff e flares addosso ad un P-8A australiano in missione sul Mar Meridionale cinese fa presumere che, nonostante le buone intenzioni dimostrate dal nuovo esecutivo di Canberra, i rapporti tra Cina ed Australia siano sempre più tesi ed imprevedibili.

Foto Royal Australian Navy/Daniel Goodman

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