Continua la produzione dei missili anticarro Javelin

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato un nuovo ordine del valore di 44,8 milioni di dollari che integra un contratto già in essere alla Raytheon/Lockheed Martin Javelin JV.

I lavori di detta commessa saranno eseguiti a Tucson, in Arizona, con una data di completamento stimata per il 29 luglio 2024.

I fondi dell’US Army pari a 44,8 milioni di dollari sono divenuti obbligatori al momento della aggiudicazione.

L’US Army Contracting Command, Redstone Arsenal, Alabama è la stazione d’appalto di riferimento di questa commessa.

Il missile Javelin è salito all’onore delle cronache per il larghissimo impiego fattone dalle unità terrestri ucraine nella guerra in corso contro le forze russe.

Decine di migliaia di missili Javelin sono stati consegnati dagli Stati Uniti e da Paesi Alleati con il consenso di Washington in questo anno di guerra.

Secondo i rapporti del Pentagono il Javelin si è dimostrato particolarmente micidiale, avendo la meglio anche contro i carri armati russi dotati di protezione reattiva di tipo avanzato e di sistemi di protezione attiva (APS).

La più recente versione del FGM-148 Javelin è in grado di ingaggiare anche bersagli diversi dai carri armati, come edifici o postazioni protette, aumentando la versatilità di impiego del sistema d’arma.

Il missile Javelin è del tipo “fire & forget” ed ha una capacità di attacco dall’alto con leggera picchiata sul bersaglio, in alternativa all’ingaggio diretto.

Negli Stati Uniti il Dipartimento della Difesa ha ordinato alla Raytheon/Lockheed Martin Javelin JV di produrre nuovi missili Javelin sia per ricostruire le scorte e le dotazioni dell’US Army e dell’USMC intaccate dai prelievi presidenziali, sia per le esigenze dei Paesi Alleati e partner nonché per far fronte alle richieste ucraine.

Nell’ambito della Javelin Joint Venture, Raytheon è responsabile della CLU (l’unità di comando del lancio), dell’elettronica di guida e del software, mentre Lockheed Martin si occupa del sensore di ricerca e dell’assemblaggio finale del missile.

Foto @US Army-Sgt. John Yountz

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