Lanciato con successo dalla Corea del Sud il razzo vettore Nuri

Lo scorso 26 maggio la Corea del Sud ha lanciato con successo il suo razzo vettore Nuri, un giorno dopo essere stato costretto a posticipare a causa di un problema tecnico riscontrato poche ore prima del previsto lancio.

Si tratta del terzo lancio del Nuri, un razzo a tre stadi, lungo più di 47 metri e del peso di 200 tonnellate.

Il lancio è stato eseguito dal Naro Space Center nella regione costiera meridionale della Corea del Sud.

Nei lanci precedenti, Nuri trasportava strumentazione atta a verificare le prestazioni del razzo vettore.

Il razzo trasportava otto satelliti funzionanti, incluso il satellite NEXTSat 2 da 180 chilogrammi da osservazione terrestre, sviluppato dal Korea Advanced Institute of Science and Technology (KAIST), dotato di un radar ad apertura sintetica di dimensioni limitate in grado di catturare immagini ad alta risoluzione a prescindere dalle condizioni meteorologiche.

Raggiunta l’altitudine di 300 km vi è stata la prevista separazione del secondo stadio.

Tutti e gli otto i satelliti sono stati immessi nell’orbita prevista e messi in funzione regolarmente, con il NEXTSat 2 posto all’altitudine prevista di 550 km dalla Terra.

L’Agenzia Spaziale della Corea del Sud prevede di inviare veicoli spaziali sulla Luna entro il 2032 ed organizzare una missione marziana entro il 2045.

La Corea del Sud ha elaborato piani ambiziosi per lo spazio, compreso l’atterraggio di veicoli spaziali sulla Luna entro il 2032 e su Marte entro il 2045.

Risulta interessante notare che il programma Nuri nasceva in origine come collaborazione con la Russia ma i primi lanci sono stati dei completi fallimenti.

L’ultimo lancio eseguito con successo risale al giugno 2021 ma parte degli stadi del motore era ancora di tecnologia russa che non si era dimostrata affidabile nei lanci precedenti.

A seguito dei precedenti insuccessi e per assicurare l’indipendenza e sovranità tecnologica spaziale, l’Agenzia Spaziale di Seul ha rivisto completamente il programma, abbandonando la tecnologia russa a favore dello sviluppo e messa a punto della tecnologia sud coreana, tanto da permettere, ora, alla Corea del Sud di poter entrare nell’ancora ristretto numero di Paesi al Mondo in grado di immettere in orbita carichi utili a mezzo di un proprio razzo vettore.

Fonte e foto@Korea Research Aerospace Institute

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