Negli Stati Uniti si assiste ad uno scenario curioso nel settore aeronautico con l’US Navy che prosegue spedita nella corsa verso lo sviluppo del primo caccia di sesta generazione, mentre l’USAF, che aveva avviato per prima l’iniziativa, ha messo in pausa il suo programma per motivi di costi e per valutare se il NGAD sia la migliore risposta alle minacce del futuro.

Infatti, il Capo di Stato Maggiore della US Navy, l’Ammiraglio Lisa Franchetti, ha annunciato che il Servizio si appresta a selezionare per il suo programma F/A-XX la vincente tra le proposte presentate da Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman, indicate in rigoroso ordine alfabetico.
La tempistica del programma F/A-XX è stringente perché l’US Navy richiede che il nuovo caccia entri in servizio nel corso del prossimo decennio. Intanto, per il Fiscal Year 2025 al Congresso è stata presentata per l’approvazione una richiesta di budget di 454 milioni di dollari per il programma.
Il F/A-XX dovrà essere una piattaforma di sesta generazione dotata di sensori avanzati, letalità avanzata, e raggio d’azione aumentato rispetto gli attuali Super Hornet ed F-35C e dovrà essere in grado di integrarsi con velivoli con e senza equipaggio, i cd. Loyal Wingman, il tutto senza richiedere costi esorbitanti.
Nei programmi della US Navy il F/A-XX dovrà sostituire sia gli F/A-18E/F Super Hornet che gli aerei da guerra elettronica e soppressione delle difese aeree E/A-18G Growler, affiancando gli F-35C Lightning II sui ponti delle portaerei.
I ripensamenti dell’USAF sul NGAD
Se la US Navy spinge a fondo sul F/A-XX, invece l’USAF ha sostanzialmente frenato sul programma Next Generation Air Dominance (NGAD) per rinnovare la prima linea da supremazia e superiorità aerea oggi basata sugli F-22 Raptor e sui nuovi F-15EX Eagle II di cui è iniziata la produzione di serie e la distribuzione ai reparti della Air National Guard della USAF.
I motivi del brusco ripensamento possono essere individuati nell’esplosione dei costi previsti per singolo esemplare di serie (le stime si attestano oggi tra i 200 ed i 300 milioni di dollari) e sul reale miglioramento di tutti i parametri rispetto alle piattaforme legacy oggi in uso.
Le valutazioni dell’USAF riguardano anche i sistemi d’arma (su tutti la presenza o meno di un sistema ad energia ad alta potenza laser o HEL), il raggio d’azione e l’autonomia, aspetti questi ultimi che riguardano non solo il propulsore che sarà selezionato ma anche il sistema di rifornimento aereo di nuova generazione oggi allo studio.
Immagine credit @Boeing