L’Hermes 900, uno dei droni più avanzati sviluppati dall’azienda israeliana Elbit Systems, si trova al centro di controversie in India e Svizzera.
Progettato per missioni di sorveglianza, ricognizione e attacco, il drone ha dimostrato capacità molto elevate in molti scenari venendo infatti adottato a livello mondiale da diverse aeronautiche e forze di polizia.
India

In India, il programma per l’integrazione dell’Hermes 900 nelle forze armate ha incontrato ostacoli significativi. Le autorità militari indiane hanno segnalato problemi legati al sistema di comunicazione del drone, che risulta cruciale per operazioni a lungo raggio e in condizioni meteorologiche avverse.
La questione è particolarmente rilevante per l’India, che punta su sistemi avanzati per migliorare la sorveglianza lungo i suoi confini strategicamente delicati. Ritardi nei test e nella certificazione del drone stanno mettendo sotto pressione Elbit Systems, dato che l’India rappresenta un mercato chiave per l’espansione delle esportazioni di droni israeliani.
Un Drishti 10 Starliner prodotto dalla Adani Defence and Aerospace, variante locale dell’Hermes 900, è precipitato il 14 gennaio 2025 durante un volo di prova in vista della consegna.
Secondo quanto riferito da fonti locali ad India Today lo schianto, avvenuto in mare, è successivo ad una perdita di comunicazione con l’UAV per cause che devono ancora essere determinate.
Il drone in questione era uno dei due ordinati dalla Marina indiana con una procedura di emergenza per fare fronte nel più breve tempo possibile ad un gap capacitivo importante.
A settembre 2024 un MQ-9B noleggiato dalla Marina indiana dagli Stati Uniti è precipitato nel Golfo del Bengala a causa di un problema tecnico.
Svizzera

In Svizzera, le forze armate hanno riscontrato problemi tecnici legati all’adattamento dell’Hermes 900 agli stringenti standard di sicurezza aerea. Tra i problemi segnalati figurano anomalie nel sistema di rilevamento e prevenzione delle collisioni (Detect and Avoid – DAA), un aspetto cruciale per operare in spazi aerei condivisi e vista anche la particolare orografia del terreno svizzero.
Queste difficoltà hanno generato critiche nei confronti dell’acquisto del drone, in un contesto politico già caratterizzato da una crescente attenzione pubblica verso la spesa militare.
Tra le richieste della normativa svizzera figura l’obbligo per l’UAV ad eseguire un atterraggio automatico senza il supporto del sistema GPS ed una capacità del sistema di prevenzione delle collisioni molto evoluta tanto che il drone dovrà essere in grado di evitare in modo autonomo anche i parapendii.
Nel caso in cui non fosse pienamente integrabile un sistema di prevenzione delle collisioni così evoluto, il Direttore dell’Ufficio Federale degli Armamenti Url Loher, il drone dovrà essere accompagnato in volo da un elicottero.
Questa eventualità è stata però definita remota dato che la RUAG ha confermato che sarà in grado, insieme ad Elbit, di sviluppare il software nel modo richiesto.
A seguito dell’incidente del 14 gennaio, Armasuisse ha sospeso le operazioni di volo degli Hermes 900 fino a quando non sarà chiara la causa dell’incidente. Si stima che i voli di addestramento e prova in Svizzera dell’Hermes 900 saranno sospesi per circa tre settimane.
Nonostante il drone sia stato elogiato per le sue capacità avanzate, come la durata di volo prolungata e la possibilità di trasportare payload multipli, i problemi di conformità alle normative locali hanno dunque ritardato la piena operatività del sistema.
Allo stato attuale risultano consegnati quattro droni su sei e l’operatività è attesa non prima del 2029.
Elbit Systems

Elbit Systems ha risposto alle segnalazioni affermando che i problemi identificati sono affrontabili e che sono in corso sforzi per garantire che l’Hermes 900 soddisfi tutte le aspettative operative e normative. L’azienda ha una lunga storia di successi nell’adattare le sue tecnologie alle esigenze specifiche dei clienti, ma il doppio colpo subito in due mercati cruciali rappresenta una sfida significativa.
La reputazione dell’Hermes 900, che ha operato con successo in numerosi conflitti e missioni di pace, potrebbe essere messa a rischio se queste problematiche non saranno risolte rapidamente. Tuttavia, Elbit ha sottolineato che il drone rimane uno dei sistemi di sorveglianza e ricognizione più affidabili e capaci al mondo, grazie alla sua tecnologia all’avanguardia.
L’Hermes 900 è l’unico UAV ad avere ottenuto la conformità alla normativa NATO STANAG 4671 che può essere dunque integrato negli spazi aerei dei paesi della NATO come se fosse un aereo con il pilota a bordo.