La Bundeswehr ha assegnato diversi contratti alla industria tedesca della Difesa per lo sviluppo di componenti per il Leopard 2AX.

Con l’avvenuta pubblicazione sul portale EU Tenders o TED degli appalti europei è stato certificato l’avvio del programma di sviluppo del nuovo carro armato che sarà ben più dell’ennesima versione del Leopard 2, entrato in servizio nel 1978 con la consegna alla Bundeswehr dei primi esemplari operativi.
In base a quanto apparso su TED Aaranno KNDS DE, Rheinmetall ed Hensoldy principalmente a beneficiare di questi contratti in vista della realizzazione di un nuovo carro armato, quale successore del Leopard 2A8 e, per il momento, come misura ad interim in attesa del MGCS franco-tedesco.
Soluzione ad interim o qualcosa di più in attesa del MGCS?
E’ interessante notare che la Bundeswehr ha fretta; tra un paio di anni saranno emesse le specifiche definitive del nuovo carro armato le cui consegne dovranno iniziare a partire dal prossimo decennio.
La scelta tedesca è ambigua poiché da poco, dopo una serie infinita di problemi con la controparte francese, è stata costituita la società paritetica incaricata di progettare e sviluppare l’MGCS che, già si sa, darà vita a due mezzi diversi perché Heer ed Armée de Terre hanno idee non collimanti sul armamento principale (130 mm per i Tedeschi, 140 mm per i Francesi che guardano anche ad altre soluzioni per cannoni di calibro inferiore ma ad alta velocità) e sul sistema di comando e controllo del nuovo mezzo di combattimento.
Sul MGCS si è passati da una scadenza temporale iniziale del 2035 ad una previsione di immissione in servizio dei primi esemplari operativi spostata prudenzialmente al 2040-2045.
Tutto questo mentre dalla sponda francese, nonostante non siano stati previsti appositi fondi nella Legge di programmazione pluriennale 2024-2030, si fanno sempre più numerosi i rumors sulla possibile messa in produzione del Ascalon (Autoloaded and SCALable Outperforming guN) proposto nei calibri 120 mm e 140 mm, una versione profondamente riveduta e corretta del Leclerc di cui, peraltro, l’Armée de Terre nel ambito del programma Scorpene ha ordinato l’aggiornamento allo standard XLR di duecento esemplari.
Novità concrete rispetto il Leopard 2A8
Tornando al Leopard 2AX, questo sarà un carro armato piuttosto diverso dal Leopard 2A8; infatti, a KNDS DE che gestirà il programma come capo commessa, è stato aggiudicato un contratto per sviluppare un nuovo motore, l’OLYMP PowerPack che, stante alle indiscrezioni, sarà fornito da Liebherr, abbandonando il propulsore fornito tradizionalmente da MTU.
Per questo mbt è prevista l’adozione di una nuova versione del Multifunctional Self-Protection System (MUST) che, oltre a difendere il carro armato dai missili, proiettili, razzi e droni, sarà anche in grado di rilevare la fonte da cui il carro armato è inquadrato/illuminato, permettendo al equipaggio del carro armato sotto attacco di prendere le necessarie contromisure.
La Bundeswehr punta al calibro 130 mm per l’arma principale
La novità rispetto al Leopard 2A8 è nel calibro del cannone; la Bundeswehr punta decisamente al 130 mm al posto del attuale 120/55 mm ed affida a Rheinmetall che negli anni scorsi ha progettato un dimostratore da 130/55 mm di sviluppare la famiglia di munizionamento, da quello per le certificazioni, allo esplosivo multifunzione fino al munizionamento perforante ad energia cinetica.
Hensoldt, da parte sua, dovrà occuparsi di un sistema di regolazione automatica del campo, probabilmente legata alla precisione del tiro dell’arma principale che, stante il calibro, dovrebbe prevedere anche un autoloader; bisognerà vedere se l’Heer manterrà i classici quattro uomini di equipaggio o li ridurrà a tre, accettando limitazioni per i servizi di guardia del carro armato e di altre funzionalità, od ancora adotterà una soluzione simile a quella presentata da KNDS DE in occasione del ultimo Eurosatory, una torretta disabitata a controllo remoto a bordo dello sperimentale Leopard 2A-RC 3.0. con equipaggio di tre uomini al interno dello scafo.
C’è da dire che il dimostratore di 130/55 mm a suo tempo presentato da Rheinmetall, pur ottenendo prestazioni nettamente superiori al ottimo 120/55 mm, è decisamente più pesante ed ingombrante e le dimensioni ed il peso del proiettile non ne permettono il caricamento manuale rendendo necessaria l’adozione di autoloader; le dimensioni ed il peso dei nuovi proiettili si riflettono sul ingombro a bordo, diminuendo il numero di proiettili che ogni carro armato potrebbe portare rispetto alle dotazioni da 120 mm.
Questa diminuzione potrebbe essere compensata con l’installazione di una RWS con arma di medio calibro e con lanciatori di missili per colpire a distanza bersagli, sfruttando le capacità del sistema di scoperta ed ingaggio di nuova generazione.
Foto credit @KNDS DE