Secondo il Washington Post, il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha firmato un promemoria, ordinando ai dirigenti senior del Pentagono ed ai vertici militari di predisporre piani per tagliare circa il 40% del bilancio della difesa entro il 2030, con incrementi dell’8% all’anno per i prossimi cinque anni.

Il bilancio della difesa degli Stati Uniti nel 2025 ha toccato quasi 850 miliardi di dollari, essendo cresciuto drasticamente dalla metà degli anni 2010 a causa delle minacce provenienti sia dalla Cina che dalla Russia, che continuano entrambe ad aumentare la loro spesa annuale per la difesa.
Il promemoria del Segretario Hegseth ordina che i tagli proposti siano elaborati entro il 24 febbraio, con solo 17 categorie di spesa per la difesa che non saranno assoggettate ai tagli dall’amministrazione Trump, che includono le operazioni al confine tra Stati Uniti e Messico, la modernizzazione delle armi nucleari e del sistema di difesa missilistico Iron Dome for America di cui è stato avviato di recente lo sviluppo e l’acquisizione di sottomarini, droni d’attacco ed altre munizioni.
I tagli richiesti dall’amm.ne Trump dovranno comunque passare al vaglio del Congresso dove sicuramente ci sarà “battaglia” con gli stessi senatori repubblicani che ostacoleranno in ogni modo quelle misure di contenimento della spesa che possano direttamente interessare i loro bacini di voti degli Stati laddove sono maggiormente presenti le industrie del settore difesa.
Lo stesso Pentagono è stato “invitato” a presentare delle misure di risparmio predisponendo le liste di personale militare e civile che possa essere licenziato con breve o senza preavviso.
Tutto ciò si scontra con la politica di rendere gli Stati Uniti sempre più forti militarmente in chiave di contenimento della Cina e di altri potenziali avversari, seguita in questi anni dalle varie amm.ni (tra cui anche la prima di Donald Trump) che è stata sostanzialmente e fattivamente condivisa dal Congresso.
Foto @US Department of Defense