In Giappone la base mobile di spedizione USS Miguel Keith (ESB-5), appartenente alla classe Lewis B. Puller della Marina degli Stati, ha completato una revisione durata cinque mesi presso il cantiere giapponese Mitsubishi Heavy Industries (MHI) a Yokohama, segnando la prima partecipazione di un cantiere giapponese in un progetto di lunga durata per la Marina statunitense.

Finora, le lunghe revisioni e manutenzioni di largo respiro delle navi militari ed ausiliarie della US Navy sono state riservate ai cantieri navali statunitensi, con le piccole manutenzioni ed attività di riparazione della durata di pochi giorni assegnate ai cantieri dei Paesi esteri in cui si trovavano le unità , ma motivi politici ed esigenze operative, soprattutto, nell’area del Indo-Pacifico hanno mutato tale modus operandi.
La “nuova” strategia di ricorrere a cantieri internazionali punta, infatti, a mantenere le navi critiche come ad esempio le ESB operative il più possibile nelle aree loro assegnate.
Il contratto aggiudicato dal USN a MHI del valore di 12 milioni di dollari ha comportato la sostituzione della pavimentazione, l’esecuzione di lavori negli spazi interni e la manutenzione generale della sovrastruttura e delle attrezzature a bordo della USS Miguel Keith.
La Marina statunitense ha ampliato progressivamente la collaborazione con cantieri internazionali anche in Corea del Sud e India, puntando a rinforzare le capacità di costruzione navale e l’espansione della flotta statunitense.
In tal senso, il Segretario della Marina ha recentemente visitato i cantieri in Giappone e Corea del Sud per discutere i progetti di riparazione ed il supporto dei cantieri internazionali.
Caratteristiche delle Expeditionary Mobile Base classe Lewis B. Puller
Le navi ESB sono piattaforme altamente flessibili progettate per supportare più missioni marittime, tra cui Air Mine Counter Measures (AMCM), Special Operations Forces (SOF) e risposta limitata alle crisi.
Operando come basi marittime mobili, le ESB che dislocano circa 90.000 tonnellate a pieno carico, lunghe 240 metri, larghe 50 metri e con pescaggio a pieno carico di 12 metri, sono configurabili con un ponte di volo di 52.000 piedi quadrati per supportare le operazioni di velivoli MH-53, MH-60, MV-22 ed elicotteri AH-1Z ed UH-1Y. In particolare possono operare dal ponte di volo fino a 4 MH-53 in contemporanea, mentre l’hangar di cui è dotata la nave è in grado di ospitare 1 elicottero classe MH-53.
Tali navi possono raggiungere una velocità massima di 17 nodi ed un’autonomia di 9500 miglia nautiche; l’equipaggio è particolarmente numeroso tra personale della Marina e personale a contratto, fino ad un massimo di 250 uomini e donne. Per operazioni di trasferimento dei mezzi e degli equipaggiamenti verso e da terra le ESB sono dotate di diversi tipi di imbarcazioni che sono messe a mare o recuperate tramite una gru da 11 tonnellate.
Al momento sono state ordinate ed in costruzione sei Expeditionary Mobile Base appartenenti alla classe Lewis B. Puller, mentre le due precedenti Expeditionary Transfer Dock, o ESD, classe Montford Point sono inattive con stato di approntamento ridotto.
Foto credit @US Navy-Mass Communication Specialist 2nd Class Hector Carrera