AOC 2025 – EW e ISR: l’Italia accelera. La visione del Gen. Goretti tra tecnologia, cultura e futuro operativo

A Roma, durante l’AOC Europe 2025, il convegno internazionale dedicato alla guerra elettronica e alle operazioni nello spettro elettromagnetico, il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana, Generale Luca Goretti, ha offerto una ampia riflessione sulle sfide che attendono le forze aeree nel contesto tecnologico attuale.

Nel suo intervento Goretti ha parlato apertamente delle difficoltà legate all’adattamento delle forze armate a un contesto operativo in rapido mutamento, sottolineando l’importanza crescente dell’Electronic Warfare (EW) e dell’Intelligence, Surveillance, Reconnaissance (ISR) rispetto agli strumenti tradizionali.

L’elettromagnetismo come dominio strategico

Il Generale ha ribadito con forza che la capacità di operare e difendersi nello spettro elettromagnetico è oggi centrale tanto quanto quella cinetica. “Senza dati, le armi perdono efficacia” ha detto, sottolineando come la capacità di raccogliere, condividere e proteggere l’informazione sia ormai una componente imprescindibile della superiorità operativa.

In questo senso, Goretti ha richiamato l’esperienza maturata nel supporto occidentale all’Ucraina, dove – pur senza un coinvolgimento diretto – il trasferimento di conoscenze, tecnologie e soluzioni per la resilienza digitale ha avuto un impatto cruciale nei primi mesi del conflitto.

L’Italia e la leadership europea in ambito EW

Goretti ha evidenziato come l’Italia sia stata tra i primi Paesi europei a investire con decisione in capacità ISR e guerra elettronica, citando in particolare l’introduzione di piattaforme come gli assetti CAEW, i Gulfstream G-550 con sensori ELINT/SIGINT, gli Escort Jammer, e l’impiego evoluto dei droni. “L’Air Force italiana ha compiuto scelte coraggiose” ha affermato “aprendo la strada a una nuova architettura operativa basata sulla superiorità informativa”.

Formazione e simulazione avanzata: il cervello come obiettivo

Un tema ricorrente è stato quello della formazione. Il Generale ha insistito sul valore della simulazione avanzata come strumento per preparare i piloti alle pressioni cognitive del combattimento moderno. “L’obiettivo è allenare la mente del pilota fino al limite, saturarla di informazioni come farebbe un avversario in guerra. Solo così si costruisce la resilienza” ha dichiarato, paragonando l’esperienza a quella di un bambino che impara attraverso errori “brucianti ma formativi”.

Sfide politiche e industriali

Goretti ha inoltre toccato con franchezza i nodi strutturali del sistema di procurement italiano: i lunghi iter burocratici e la necessità di convincere attori politici e industriali non sempre allineati con le esigenze operative. “Chi oggi frena l’innovazione, domani pretenderà soluzioni pronte. Ma serve tempo per costruire capacità efficaci” ha avvertito.

Una cultura da aggiornare

Uno dei passaggi centrali del discorso ha riguardato il cambiamento culturale necessario per affrontare le sfide attuali. Goretti ha posto l’accento sulla necessità di coinvolgere le giovani generazioni di ufficiali nella definizione dei requisiti operativi, anche a scapito delle strutture gerarchiche tradizionali: “Io non combatterò le guerre del futuro. Loro sì. È da loro che voglio sapere cosa serve davvero.”

Ha quindi proposto un modello di collaborazione più aperto e paritetico con l’industria e invitando ad una maggiore prontezza nel recepire le esigenze operative emergenti. “Acquisire capacità in tempi utili è difficile” ha spiegato “ma è fondamentale per non trovarsi impreparati”.

Integrazione e resilienza: il ruolo della tecnologia

Un altro punto chiave è stato il concetto di “mosaic effect”, un modello di comunicazione distribuita che garantisce continuità operativa anche in ambienti fortemente degradati, come quelli caratterizzati da minacce elettromagnetiche avanzate. Goretti ha citato l’esempio di reti satellitari come Starlink, capaci di offrire ridondanza e flessibilità rispetto ai tradizionali canali centralizzati.

Ha inoltre messo in guardia dai rischi legati all’eccessiva fiducia nelle piattaforme: anche un sistema avanzato come l’F-35, ha detto, può essere vulnerabile se privato delle informazioni necessarie. “La tecnologia va affiancata a una preparazione mentale e operativa adeguata, e a scenari addestrativi che simulino davvero il caos del combattimento contemporaneo”.

Il ruolo dell’AOC e la cooperazione transatlantica

Il Capo di Stato Maggiore ha ringraziato gli organizzatori della conferenza AOC, definendola un punto di riferimento fondamentale per la comunità della guerra elettronica. Ha ricordato la sua partecipazione negli anni passati all’edizione americana, sottolineando l’importanza dello scambio di esperienze tra forze armate, industria e mondo accademico. “Questi forum sono essenziali per costruire un linguaggio comune e orientare gli sviluppi tecnologici verso ciò che davvero serve sul campo.”

Il Generale Goretti ha infine chiuso il suo intervento sottolineando il ruolo strategico dell’industria nazionale e internazionale nella costruzione di capacità EW e ISR all’avanguardia, esortando a rafforzare il dialogo tra forze armate, istituzioni e settore privato. “Abbiamo bisogno di strumenti, ma soprattutto di una visione comune” ha affermato. “Il futuro sarà deciso da chi saprà adattarsi prima.”

Immagini: L3Harris, Aeronautica Militare, Leonardo, Ares Difesa