Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha annunciato lo stanziamento di 9,3 miliardi di dollari canadesi, pari a 5,95 miliardi di euro, aggiuntivi al bilancio della Difesa che porteranno la spesa militare di Ottawa a raggiungere il traguardo del 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL).

Con tale mossa, già a partire da quest’anno, il Canada uscirà dal gruppo dei Paesi minori contributori in ambito NATO.
A corredo di quest’iniziativa il premier Carney ha spiegato che le risorse saranno investite nel acquisto di nuovi sottomarini, aerei, navi, veicoli da combattimento, artiglieria, radar e droni.
Carney ha sottolineato che si tratta di equipaggiamenti che per troppo tempo il Canada ha lasciato invecchiare e deteriorare (peraltro dal suo stesso partito che ha guidato il Paese per anni); ha aggiunto che saranno ricostruiti con l’acciaio canadese, l’alluminio canadese e con i lavoratori canadesi; un messaggio chiaro per evitare polemiche sulle future commesse e per dimostrare che la misura è stata presa anche per sostenere i livelli occupazionali e come leva per l’economia canadese.
L’obiettivo del 2% era già stato pianificato dal precedente premier Justin Trudeau ma, secondo la sua pianificazione, sarebbe stato raggiunto solo nel 2032.
Il tema del aumento delle spese della Difesa richiesto dalla NATO era stato anche al centro del dibattito elettorale nel ambito del Partito Liberale di cui Carney nel marzo 2025 è stato nominato leader e successivamente primo ministro; quest’ultimo aveva dichiarato che l’aumento sarebbe stato inevitabile e che, in caso della sua vittoria, sarebbe stato raggiunto nel 2030.
Evidentemente, Carney ha accelerato la programmazione della spesa militare in vista del prossimo vertice G7 che sarà tenuto tra alcuni giorni ad Alberta, nel corso del quale dai leader probabilmente sarà trattato il tema del incremento della spese militari viste le turbolenze internazionali in atto.
Inoltre, c’è da dire che al G7 di Alberta si presenterà il Presidente Donald Trump che più volte ha tentato di destabilizzare i rapporti tra Stati Uniti e Canada, chiedendo prima a Trudeau e poi a Carney di far diventare il Canada il 51° Stato dell’Unione, ricordando ad entrambi i leader che Ottawa dipende largamente da Washington per la difesa e che il contributo economico canadese in tema di spese militari è sempre stato largamente insufficiente, il tutto successivamente tradottosi in una guerra commerciale con l’apposizione reciproca di dazi ed ulteriori polemiche tra i due Paesi, non ultima l’offerta al Canada di poter beneficiare gratis del Golden Dome, il sistema di difesa voluto da Trump, a patto che Ottawa rinunci alla sua indipendenza (sistema che peraltro nella bozza di bilancio 2026 approntata dall’amm.ne Trump non riceve grandi risorse e che ne mette in forse il futuro).
Foto credit @Mark Carney (profilo social X)