Giovedì 19 giugno 2025, alle ore 10:00, Nave Alghero, cacciamine della Marina Militare, farà rientro presso l’Arsenale Militare Marittimo della Spezia, attraccando al Molo Varicella 2 (lato Nord), al termine del proprio impiego nell’ambito dell’operazione NATO NOBLE SHIELD, avviata lo scorso 18 aprile.

Nel corso della missione, l’Unità ha operato all’interno dello Standing NATO Mine Countermeasures Group, contribuendo al rafforzamento della sicurezza marittima nel Mediterraneo. Tra le attività più significative, la partecipazione all’esercitazione internazionale ESP MINEX 25, svoltasi in acque spagnole con il coinvolgimento di numerose Marine alleate. L’evento ha rappresentato un’importante occasione per consolidare le capacità di Mine Countermeasures (MCM), accrescendo l’interoperabilità tra le forze partecipanti e confermando l’efficacia dell’Alleanza nella protezione degli spazi marittimi di interesse strategico.
Durante l’operazione NOBLE SHIELD, Nave Alghero ha percorso oltre 5.500 miglia nautiche ed effettuato 852 ore di moto, operando in acque spagnole, francesi, italiane e croate. L’equipaggio, altamente qualificato, ha svolto un ruolo determinante nella mitigazione della minaccia rappresentata dalle mine navali, contribuendo in modo concreto alla sicurezza della navigazione e alla protezione degli spazi marittimi.
Il rientro a La Spezia rappresenterà un momento di intensa emozione per tutto il personale imbarcato, accolto al molo dai propri familiari dopo oltre due mesi di attività continuativa all’Estero.
La missione NOBLE SHIELD
La missione NOBLE SHIELD garantisce la continuità di presenza e azione dello Standing Maritime Task Group permanente dell’Alleanza Atlantica, che ha lo scopo di mantenere e sviluppare le capacità di difesa e deterrenza dell’Alleanza nel bacino del Mediterraneo, sorvegliando gli spazi marittimi di interesse della NATO.
Le Standing Naval Forces rappresentano uno strumento di fondamentale importanza in seno all’Alleanza Atlantica, in quanto garantiscono lo sviluppo dell’interoperabilità delle forze marittime alleate tramite le intense attività addestrative che vengono svolte durante i deployments, e permettono al contempo di poter esprimere una propria Naval Diplomacy, elemento caratteristico e distintivo delle forze marittime.
Nave Alghero è un’unità tipo MHC – Mine Hunter Coastal (Cacciamine Costiero) appositamente progettata per la localizzazione e la disattivazione/distruzione di mine navali. Per l’esecuzione di tali operazioni l’Unità è dotata di un sofisticato sistema sonar che può essere filato sino a 270 metri, e di due veicoli filoguidati (ROV – Remote Operated Vehicle), tramite i quali è possibile rilevare e investigare ogni oggetto che giace sui fondali marini sino a una profondità superiore ai 600 metri.
Nonostante il principale impiego sia orientato ad operazioni di bonifica di aree marine con presenza di ordigni, per le peculiarità che caratterizzano questa tipologia di Unità navali, si presta anche all’esecuzione di attività complementari. Queste ultime, nel tempo, hanno riguardato diverse collaborazioni con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, con la Magistratura nazionale e con altri Enti e Dicasteri dello Stato, tutti a vario titolo interessati ad esplorare le profondità marine con lo scopo di ricercare e investigare relitti di navi o aeromobili, reperti di interesse storico o qualunque altro oggetto giacente sui fondali, anche per scopi legati alla preservazione dell’ecosistema marino, sovente con finalità scientifiche.
Inoltre, disponendo di camera iperbarica multiposto, e personale sanitario specializzato in fisiopatologia subacquea, l’Unità può essere utilmente impiegata in supporto di operazioni di subacquei operanti anche a quote profonde. Infatti, la Nave dispone di personale palombaro che può immergersi fino ad una quota di 60 metri.
Fonte e foto credit @Marina Militare-Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione