Il budget per la Missile Procurement dell’USAF nel FY2026 si attesta a 4,22 miliardi di dollari, cifra in lieve calo rispetto al FY2025 (4,26 miliardi), ma che raggiunge i 6,15 miliardi complessivi se si considerano le integrazioni (“reconciliation”) previste.
Il confronto con il FY2024 – quando la spesa superava i 6,38 miliardi – indica che l’USAF sta razionalizzando il portafoglio missilistico, puntando su alcune piattaforme chiave e sospendendone altre.
Le principali tendenze emergenti mostrano una doppia direzione con da un lato, il consolidamento e l’ottimizzazione di capacità già mature (JASSM, AMRAAM, SDB II) e dall’altro, l’avanzamento verso sistemi più sofisticati e furtivi (Joint Strike Missile, Stand-In Attack Weapon), destinati a operare in scenari A2/AD (Anti-Access/Area Denial).
JASSM (Joint Air-to-Surface Standoff Missile)

- FY2024: 450 unità / $1.04 miliardi
- FY2026: 245 unità / $490 milioni
- Advance Procurement: $182M per FY2028
Tra tutti i sistemi convenzionali ad alta priorità, il JASSM (Joint Air-to-Surface Standoff Missile) si conferma nel FY2026 come il programma missilistico tattico più finanziato dell’intero budget dell’USAF, superando anche AMRAAM e LRASM. La richiesta include 245 missili per un totale di 490 milioni di dollari, con un ulteriore Advance Procurement da 182 milioni destinato a supportare le produzioni FY2028. Se si considera anche il reconciliation fund (FY2026 Total), il programma supera il miliardo di dollari, segnando un ritorno ai livelli del FY2024.
Il JASSM, prodotto da Lockheed Martin, è disponibile in più versioni: JASSM-A (originale, ~370 km), JASSM-ER (Extended Range, >900 km) e JASSM-D (o XR) (in sviluppo, >1.800 km, seeker avanzato).
Grazie alla sua architettura modulare e alla capacità di essere lanciato da F-15E, B-1B, B-52, F-35 e in futuro anche da B-21, il JASSM rappresenta la soluzione principale per colpire bersagli strategici da distanza di sicurezza, anche in scenari con forti difese aeree (A2/AD). La crescita degli ordini nel FY2026 coincide con l’integrazione su F-35A in Europa e Pacifico, e con l’evoluzione verso la variante JASSM-XR.
LRASM (Long Range Anti-Ship Missile)

- FY2024: 115 missili / $379M
- FY2026: 25 missili / $112M
- Advance Procurement FY2028: $25M
Il Long Range Anti-Ship Missile (LRASM) – progettato come la risposta americana alla crescente minaccia navale cinese – mostra nel FY2026 un netto calo negli ordini: solo 25 missili acquistati per un totale di 112,2 milioni di dollari, a fronte dei 93 missili ordinati nel FY2025 e 115 nel FY2024. Anche il budget dedicato riflette questo trend discendente, con un investimento dimezzato rispetto al picco FY2024.
Sebbene il numero di missili ordinati nel FY2026 (solo 25 unità) possa far pensare a un disimpegno, il budget riflette la transizione verso la nuova variante C‑3 del missile LRASM, indicata come AGM‑158C‑3, con capacità potenziate per strike a lungo raggio e guerra anti-nave in ambienti contestati.
L’AGM‑158C‑3 è un Engineering Change Proposal (ECP) della versione C‑1 attualmente in uso. Si tratta quindi di una modifica “forward fit”, ovvero integrata direttamente nelle nuove produzioni, e non una semplice retrofitting. La C‑3 introduce: miglioramenti alla gittata e alla letalità, verosimilmente un nuovo seeker multispettrale o capacità target-in-the-loop, maggiori capacità di sopravvivenza con ambienti A2/AD ancora più avanzati.
LRSO (Long Range Stand-Off Weapon)

- FY2025: 210,3 milioni di dollari
- FY2026: 442 milioni di dollari
Tra le voci più significative spicca il Long Range Stand-Off Weapon (LRSO), il futuro missile da crociera nucleare destinato a sostituire l’ormai obsoleto AGM-86B ALCM. Sebbene non siano previste consegne nel FY2026, il programma riceve un finanziamento diretto di 192 milioni di dollari, a cui si aggiungono ben 250 milioni in advance procurement per componenti a lunga lavorazione destinate agli anni successivi. L’LRSO si sta avvicinando rapidamente alla fase di produzione iniziale a basso ritmo (LRIP), attesa per il FY2027.
Il missile, progettato per essere impiegato dai bombardieri B-52H e B-21 Raider, rappresenta un elemento cruciale nella modernizzazione della triade nucleare americana. La sua capacità di penetrare ambienti altamente difesi grazie a bassa osservabilità e lunga gittata garantirà all’USAF una capacità di attacco nucleare stand-off credibile per le prossime decadi.
Il FY2027 potrebbe dunque segnare l’avvio concreto del programma, con stanziamenti superiori al mezzo miliardo di dollari e le prime assegnazioni contrattuali per la produzione.
APKWS

- FY2025: 340 missili / 13,4 milioni di dollari (circa 39.500 dollari/unità)
- FY2026: 340 missili /13,4 milioni di dollari (circa 39.500 dollari/unità)
Nel bilancio FY2026, l’APKWS (Advanced Precision Kill Weapon System) continua a occupare un ruolo stabile come soluzione a basso costo per l’ingaggio di bersagli leggeri o mobili, specialmente in scenari a bassa intensità o contro-insurrezionali. Il numero di missili richiesto per l’anno è 340 unità, identico a quello del FY2025, per un costo totale di circa 13,4 milioni di dollari. Si tratta di una conferma del posizionamento operativo di questo sistema: un missile guidato laser, economico e versatile, derivato da un razzo Hydra 70 da 2,75″ dotato di sistema di guida semi-attiva.
Sebbene non si tratti di un sistema all’avanguardia per scenari ad alta intensità, l’APKWS rimane strategicamente utile per garantire capacità di ingaggio scalabili, rapide e a basso impatto collaterale.
Per il FY2027, è prevedibile una linea di continuità: finché resteranno in vigore operazioni di supporto a forze partner o scenari counter-terrorism, l’USAF continuerà a fare affidamento su munizionamenti “budget-friendly”.
Joint Strike Missile (JSM)

- FY2025: 40 missili / $165M
- FY2026: 112 missili / $377M
Nel FY2026, l’USAF raddoppia la fiducia nel Joint Strike Missile (JSM), con un ordine da 112 missili per un valore di 376,9 milioni di dollari, confermando l’incremento già avviato nel FY2025 (40 missili, $165,9M). Il dato è ancora più significativo se si considera che nel FY2024 non erano previsti acquisti: il programma è quindi entrato in fase di produzione attiva in appena due anni, sintomo di una priorità operativa crescente.
Derivato dal Naval Strike Missile (NSM) norvegese, il JSM è un missile da crociera stand-off stealth, dotato di capacità di navigazione a bassa quota e penetrazione radar, seeker dual-mode (IR + GPS/INS), portata stimata tra i 300 e i 500 km e perfetta integrazione nel vano interno del F-35A, rendendolo l’unico missile stand-off compatibile in modalità stealth.
Queste caratteristiche lo rendono particolarmente adatto a scenari A2/AD, dove missili più visibili o pesanti (come JASSM o LRASM) potrebbero essere intercettati. La sua capacità anti-nave è inoltre in linea con le esigenze Indo-Pacifiche, suggerendo un impiego tattico anche contro assetti marittimi.
Con la produzione in piena espansione e l’interesse espresso anche da partner NATO (Polonia, Norvegia, Finlandia), è altamente probabile che l’USAF mantenga o aumenti il volume degli ordini nel FY2027, arrivando a 150–200 missili/anno. La perfetta compatibilità con l’F-35A in modalità low-observable e la sua flessibilità lo candidano a essere il vettore stealth stand-off per teatri ad alta minaccia, affiancando il più potente (ma più visibile) JASSM.
Stand-In Attack Weapon (SIAW)

- FY2025: 113 missili / $152M
- FY2026: 99 missili / $185M
Nel FY2026, l’USAF finanzia l’acquisto di 99 missili AARGM‑ER come parte del programma SIAW (Stand‑In Attack Weapon), uno degli armamenti chiave per garantire capacità di soppressione/neutralizzazione delle difese aeree (SEAD/DEAD) in ambienti altamente contestati. L’investimento, pur con un numero inferiore di missili rispetto alla previsione FY2025, rappresenta un rafforzamento qualitativo, Il calo delle quantità è causato da un aumento del costo per missile, comunicato dalla US Navy, partner industriale nel programma.
Il SIAW è un missile aria-superficie stand-in a lungo raggio, basato sull’AARGM-ER (Advanced Anti-Radiation Guided Missile – Extended Range), ma adattato per esigenze USAF con profilo di volo a bassa quota, supersonico, per penetrare bolle A2/AD, seeker multi-spettro (radar passivo + radar attivo + INS/GPS) e possibilità di colpire radar terra-aria, nodi C2, jammer mobili, lanciatori balistici e cruise, ecc.
Inoltre, è integrato internamente nel vano armi dell’F-35A, garantendo una combinazione letale di furtività e letalità SEAD/DEAD.
Il SIAW è destinato a diventare l’arma tattica principale dell’USAF per aprire varchi nelle difese nemiche, una sorta di “chiave stealth supersonica” per il futuro della penetrazione stand-in.
JATM – AIM-260

Nel budget FY2026, la voce “Joint Advanced Tactical Missile” (JATM) riceve un finanziamento corposo di 368,6 milioni di dollari, pur senza indicazione pubblica del numero di missili acquistati, segno che il programma resta in fase di sviluppo pre-operativa o iniziale.
Il JATM è largamente identificato con il progetto AIM-260, il missile aria-aria a lungo raggio destinato a sostituire – o quantomeno affiancare – l’AMRAAM AIM-120. Nato per contrastare il crescente vantaggio cinetico dei missili russi e cinesi (come il PL-15 cinese, con portate superiori ai 200 km), il JATM mira a ripristinare la superiorità aria-aria statunitense a lungo raggio, con una portata stimata >200 km, guida attiva radar avanzata, e possibilità di integrazione nativa su F-22, F-35, NGAD e forse anche F-15EX.
Il programma è gestito con massimo riserbo: non è associato a procurement standard come AMRAAM o Sidewinder, e il numero esatto di munizioni non è pubblico. Tuttavia, il budget da oltre 368 milioni suggerisce un passaggio concreto che può essere il passaggio dalla fase di prototipazione/test a LRIP (Low Rate Initial Production) oppure o l’avvio della produzione limitata per IOC (Initial Operational Capability) su F-22 o F-35 in teatri chiave (INDOPACOM, in primis).
AMRAAM – AIM-120

Il programma AMRAAM (AIM‑120), missile a medio raggio aria-aria prodotto da Raytheon, resta nel FY2026 un pilastro della difesa aerea dell’USAF, ma con segnali evidenti di transizione verso il successore AIM‑260 JATM.
Per il FY2026, l’Air Force prevede l’acquisto di 226 missili, per un budget base di 365,1 milioni di dollari, a cui si aggiungono $53,1 milioni in Advance Procurement (FY2025).
Il programma AMRAAM è gestito con una strategia mista: produzione di AUR (All-Up Rounds) per impiego operativo, produzione di CATMs per addestramento (non specificati nel P-1, ma storicamente ~10–15% del totale) e investimenti in Advance Procurement per preservare continuità di produzione e costi.
Il missile è impiegato su un’ampia gamma di piattaforme: F-15C/E, F-16, F-22A, F-35A, e forze alleate NATO e partner FMS (oltre 40 Paesi).
L’AIM-120D è oggi la variante più avanzata disponibile, con portata estesa (>160 km), datalink a due vie e guida radar attiva e INS aggiornata.
Tuttavia, la concorrenza internazionale (PL-15 cinese, Meteor europeo) e i limiti architetturali imposti dalle dimensioni lo rendono ormai tecnologicamente “saturato”.
L’AIM-260 JATM (finanziato parallelamente con $368,6M nel FY2026) è progettato per sostituirlo con portata e manovrabilità superiori.
La produzione AMRAAM, però, potrebbe estendersi fino a FY2030 per i partner FMS, mentre l’USAF orienterà risorse e piattaforme verso il nuovo standard.
AIM-9X

Nel FY2026 l’USAF conferma il suo impegno nel programma AIM‑9X Block II, con l’acquisto di 173 missili, suddivisi in 149 All-Up Rounds (AURs), missili operativi completi e 24 Captive Air Training Missiles (CATMs) e missili inerti per addestramento.
Il budget totale per l’USAF in FY2026 è pari a circa 100,4 milioni di dollari, in linea con l’anno precedente (FY2025: 136 missili / $101,8M). Si tratta della dodicesima tranche di produzione a pieno ritmo (FRP Lot 12), e il costo unitario beneficia di una struttura congiunta multi-forza: infatti, il prezzo finale è negoziato insieme a US Navy, Army e clienti esteri attraverso il meccanismo FMS (Foreign Military Sales).
Il programma non si limita alla semplice produzione: una parte del finanziamento FY2026 è destinata a gestione dell’obsolescenza (Diminishing Manufacturing Sources – DMS) e preservazione della base industriale per future produzioni
Interessante notare che il programma AIM‑9X si estende anche oltre il bilancio ordinario e sono stati allocati fondi extra per alleati chiave: Ucraina (Tranche 28): $81,7M per 177 AURs, Israele (Tranche 3 & 4): $23M per 50 AURs e nuovamente Israele (Tranche 6): $4,67M per 10 AURs (FY26 Lot).
AGM-88A

Il missile AGM-88A HARM, lanciato negli anni ’80 come arma anti-radiazioni standard della NATO, è ormai in una fase terminale della sua vita operativa presso l’USAF, con nessuna quantità acquistata nel FY2026 e una progressiva sostituzione da parte di sistemi più moderni come AARGM, AARGM-ER (per la US Navy) e il nuovo SIAW (per l’USAF).
Nessuna voce nel P-1 FY2026 o nel P-40 indica acquisti attivi per l’AGM-88A o per upgrade delle sue versioni legacy (B/C), e già nel FY2025 e FY2024 gli ordini erano pressoché assenti, segnalando un declino strutturale e irreversibile del programma in ambito USAF.
Il passaggio da HARM a SIAW è più che una semplice sostituzione dato che l’AGM‑88A si basa su un seeker passivo e guida INS con capacità limitate contro radar moderni mobili mentre l’AARGM e il SIAW integrano radar attivo, navigazione GPS avanzata e capacità stand-in e stand-off. Inoltre il SIAW è compatibile con vani interni di piattaforme stealth (es. F-35A), mentre l’HARM richiede hardpoint esterni, esponendo l’aereo al tracciamento radar.
Un aspetto interessante è che alcuni AGM‑88A/B/C sono stati trasferiti dagli stock USA/NATO all’Ucraina, dove sono stati adattati (in modo creativo) per l’impiego su MiG‑29 e Su‑27. Questo uso secondario non implica però una rinascita del programma: si tratta di riutilizzo di surplus e non di produzione nuova.
L’AGM‑88A è stato un’icona della guerra elettronica tattica, impiegato in Iraq, Kosovo, Libia e Siria, ma oggi l’USAF guarda oltre: precisione, stealth compatibility e letalità stand-in sono le nuove priorità.
AGM-86B ALCM

L’AGM‑86B ALCM (Air-Launched Cruise Missile) è il principale vettore nucleare a lungo raggio dell’USAF, progettato negli anni ’70 e operativo dal 1982 a bordo dei B‑52H Stratofortress. Pur essendo tecnicamente obsoleto, l’arma continua a essere mantenuta in servizio attivo, in attesa dell’arrivo del suo successore, il Long Range Stand Off missile (LRSO).
Nel bilancio FY2026, l’ALCM non figura come programma di approvvigionamento attivo: non vengono acquistati nuovi missili, ma sono previsti fondi in altri canali per aggiornamenti di sicurezza e affidabilità del sistema d’arma, prolungamento della vita utile fino al FY2030, soglia critica stimata per la completa transizione verso il LRSO e integrazione con i pacchetti software di missione del B‑52 aggiornato, in particolare nel contesto del radar AESA, della nuova avionica e del sistema di comunicazione criptata NC3.
Negli ultimi anni, l’AGM‑86B ha ricevuto interventi limitati, mirati a mantenerlo operativo con modifiche ai sistemi di navigazione inerziale e GPS, sostituzioni componenti minori nei sistemi di controllo di volo, verifica e mantenimento della testata nucleare W80-1 (in gestione al DoE/NNSA) e mantenimento della compatibilità con i sistemi di targeting e comunicazione aggiornati del B‑52H.
Tuttavia, l’arma presenta gravi limiti di sopravvivenza in ambienti difesi moderni con velocità subsonica, scarsa manovrabilità, segnatura radar elevata (non stealth) e assenza di seeker terminale.
Per questi motivi, viene oggi considerato un sistema di deterrenza nucleare “legacy”, utile solo in scenari ad accesso relativamente libero.
L’LRSO (Long Range Stand Off missile) è il programma destinato a sostituire integralmente l’AGM‑86B. Sviluppato da Raytheon Missiles & Defense
Nel FY2027 ci si aspetta ulteriori fondi per la gestione transitoria ALCM/LRSO, possibile riduzione numerica dell’inventario attivo ALCM, inizi di preparazione per test congiunti LRSO–B-52 e studi sull’eventuale conversione di alcuni ALCM a bersagli per test o training.
Ipersonico – ARRW

Dopo mesi di incertezza e dichiarazioni contrastanti, il FY2026 segna formalmente una “nuova partenza” per il programma AGM‑183A ARRW, l’arma ipersonica sviluppata dall’USAF con Lockheed Martin come principale appaltatore.
Il documento di bilancio chiarisce che l’acquisto operativo di ARRW inizia nel FY2026 come “new start procurement”, ovvero una linea di bilancio distinta, formalmente separata dalla precedente fase RDT&E, acquisti iniziali non divulgati pubblicamente e soggetti a variabilità nei prezzi e nelle quantità, secondo il meccanismo Buy‑To‑Budget.
Nel 2023 e 2024 l’USAF aveva lasciato intendere che l’ARRW sarebbe stato cancellato dopo test misti e problemi nella fase terminale. Ma il budget FY2026 riattiva il programma come linea di acquisto, indicando che l’arma è stata probabilmente ottimizzata o modificata ed esistono scenari operativi specifici in cui l’USAF vede un valore unico per l’ARRW.
SDB I

Nel FY2026, l’USAF continua a finanziare il programma SDB Increment I (GBU-39/B) con un budget destinato non solo alla produzione di munizionamento, ma anche a una vasta gamma di attività di supporto e aggiornamento, tra cui acquisizione di BRU‑61/A Smart Racks (i lanciatori quadrupli per F-15, F-16, F-22, F-35), aggiornamenti software per l’Operational Flight Program (OFP) dei velivoli compatibili, gestione dell’obsolescenza di componenti elettronici e meccanici, integrazione con sistemi avionici avanzati come SABR-Y (radar AESA per F-16), SMC-2 e i futuri blocchi software Block 21 e Block 24 e supporto ingegneristico tramite contractor EPASS e spese operative secondarie (viaggi, GPC, ecc.).
L’ SDB continua a essere prodotta in volumi significativi, destinata a rimanere l’arma preferita per ingaggi a basso costo e bassa collateralità, soprattutto in contesti di precision strike su target multipli.
GBU-53/B – SDB II

Il budget FY2026 segna un anno chiave per la SDB II, con la produzione del Lot 12 in fase avanzata, supportata da fondi specifici per integrazione, aggiornamento software e sostenibilità a lungo termine. L’USAF prevede di acquistare 255 AUR (All-Up Rounds) come baseline e 806 AURs totali nel Lot 12 FY2026 (Buy-To-Budget), in base ai fondi disponibili e ai costi negoziati.
Questo fa della GBU-53/B una delle munizioni più importanti nella transizione verso un arsenale aria-superficie più intelligente, agile e adatto a teatri ad alta complessità.
Ciò riflette l’obiettivo di trasformare SDB II in una capacità pienamente integrata, sostenibile e largamente distribuita, anche grazie all’integrazione su F-15E, F-35A, F-16 e in prospettiva NGAD.
Rispetto alla SDB I, la StormBreaker offre seeker triplo (radar millimetrico, IR e laser semi-attivo), capacità Fire-and-Forget, fire-through-weather, fire-on-the-move, portata >70 km da quota elevata e capacità anti-target mobili come mezzi leggeri e veicoli corazzati.
Queste caratteristiche la rendono indispensabile nei conflitti ad alta intensità, specialmente nei contesti dove l’identificazione e l’ingaggio rapido di bersagli in movimento sono critici.
Deterrenza Nucleare – LGM-35A Sentinel

La spesa nella categoria “Ballistic Missiles” scende da $63M a $37M. Tuttavia, dietro questa apparente discesa si nasconde l’enorme investimento infrastrutturale per la transizione da Minuteman III al nuovo LGM-35A Sentinel, in particolare:
- Payload Transporter Replacement (PTR)
- Little Mountain Test Facility (LMTF)
- HACTS 2.0 (Higher Authority Communications Test System)
Questi programmi minori totalizzano oltre $15M nel solo FY2026, ma vanno letti come preparativi logistici e infrastrutturali per il dispiegamento del Sentinel a partire dal FY2027–FY2028. Ciò coincide con l’inizio della deterrenza nucleare moderna full-spectrum USAF.
Conclusione

Il budget FY2026 per la Missile Procurement dell’USAF è il manifesto di una transizione tecnologica. L’Aeronautica statunitense sta progressivamente uscendo dalla dipendenza da sistemi legacy per abbracciare armi stealth, modulari e a lungo raggio, integrabili con il concetto di Air Dominance nel teatro Indo-Pacifico.
Il FY2027 sarà un anno chiave: vedremo la piena operatività di nuove munizioni a lungo raggio, la sostituzione delle piattaforme aria-aria tradizionali, e l’inizio concreto della deterrenza nucleare del XXI secolo.