Rheinmetall punta KNDS? Il programma MGCS franco-tedesco potrebbe essere in bilico

La partita per il controllo della difesa terrestre europea si gioca sempre più sotto bandiera tedesca. Dopo anni di tentativi più o meno velati, Rheinmetall potrebbe essere vicina a un risultato storico: entrare nel capitale di KNDS, la holding franco-tedesca nata nel 2014 dalla fusione tra Nexter Systems e Krauss-Maffei Wegmann (KMW).

Secondo le indiscrezioni raccolte dalla stampa tedesca e internazionale, la famiglia Bode-Wegmann, titolare del 50% di KNDS Deutschland (ex KMW), vuole cedere una quota del 12,5% della sua partecipazione. Un’occasione che Rheinmetall osserva con crescente interesse, con l’amministratore delegato Armin Papperger pronto a muoversi: “Se KNDS dovesse andare in Borsa e si presentasse l’occasione, la coglieremmo al volo”, ha dichiarato senza mezzi termini.

L’appetito di Düsseldorf

L’azienda di Düsseldorf è ormai il gigante indiscusso della difesa tedesca, con un portafoglio ordini che supera i 55 miliardi di euro e una crescita esponenziale negli ultimi anni grazie al riarmo tedesco e agli ordini europei. L’ingresso in KNDS rappresenterebbe il colpo definitivo per assumere un ruolo egemone nel settore della difesa terrestre europea.

Il quadro appare chiaro: se l’opzione IPO dovesse concretizzarsi, Rheinmetall si posizionerà per acquisire quote strategiche; se invece ci fosse una vendita diretta della quota Bode-Wegmann, Rheinmetall si candida come acquirente privilegiato. In entrambi gli scenari, il baricentro della holding rischia di spostarsi verso la Germania, con pesanti ripercussioni sugli equilibri franco-tedeschi.

Verso una “germanizzazione” di KNDS?

A preoccupare Parigi è soprattutto il rispetto della parità azionaria che da sempre governa KNDS. La cessione del 12,5% da parte della famiglia Bode-Wegmann obbligherebbe lo Stato francese a fare altrettanto, aprendo quindi il capitale a nuovi soggetti e potenzialmente spingendo il gruppo verso una progressiva “germanizzazione” della governance.

Rheinmetall non ha mai nascosto la propria ambizione: già nel 2018 tentò una manovra di fusione con KMW, osteggiata dalla Francia, e oggi la prospettiva di entrare dalla porta principale in KNDS riaccende le tensioni strategiche tra Berlino e Parigi.

Smantellamento o assorbimento?

Non si esclude nemmeno lo scenario più radicale: in assenza di accordo, la famiglia Bode-Wegmann potrebbe spingere per lo smantellamento di KNDS, dividendo gli asset tra Germania e Francia e lasciando Rheinmetall campo libero sul mercato tedesco. Si tratterebbe di un colpo mortale per il programma Main Ground Combat System (MGCS), il futuro carro armato europeo già segnato da cronici ritardi.

La crescente pressione tedesca viene alimentata anche da un clima politico favorevole: settori della politica e dei sindacati tedeschi vedrebbero con favore una maggiore autonomia industriale nazionale e un ridimensionamento delle partnership obbligate con Parigi.

La difesa europea alla prova della forza economica tedesca

Il prossimo vertice tra il Cancelliere Friedrich Merz e il Presidente Emmanuel Macron, previsto per il 23 luglio, sarà un crocevia per il destino non solo di KNDS ma dell’intera architettura industriale della difesa europea. Berlino spinge per rafforzare i propri campioni nazionali, con Rheinmetall in testa, mentre Parigi rischia di perdere il controllo su un asset strategico.

Se Rheinmetall dovesse avere successo, si aprirebbe una nuova fase: quella di un gruppo dominante a trazione tedesca, con la Francia costretta a inseguire in un settore dove puntava a esercitare leadership.