Il Regno Unito ha presentato ufficialmente Atlantic Bastion, un nuovo programma nazionale per la superiorità subacquea progettato per rispondere all’incremento dell’attività sottomarina russa nell’Atlantico Settentrionale e per tutelare le infrastrutture critiche poste sul fondale marino.
L’iniziativa è stata annunciata l’8 dicembre dal Ministero della Difesa britannico e rappresenta uno dei principali pilastri operativi individuati dalla recente Strategic Defence Review.
L’urgenza del programma è stata sottolineata da episodi recenti come la presenza della nave russa Yantar nelle vicinanze delle acque britanniche, accusata dal MoD di condotte ostili verso la RAF, inclusa l’emissione di laser contro equipaggi di velivoli P-8 Poseidon.
Secondo l’intelligence britannica, Mosca sta potenziando le proprie capacità sottomarine non solo in chiave militare, ma anche per interferire con infrastrutture considerate oggi vitali per la sopravvivenza economica del Paese, come cavi sottomarini e condotti energetici.
Il Segretario alla Difesa John Healey ha colto l’occasione per rimarcare come lo scenario subacqueo sia diventato un dominio altamente competitivo che richiede innovazione rapida. “Questa nuova era di minacce richiede una difesa in grado di innovare a ritmo di tempo di guerra. Atlantic Bastion rappresenta il modello futuro della Royal Navy”, ha dichiarato durante una visita alla base navale di Portsmouth, dove sono già in corso sperimentazioni dei primi sistemi.
Atlantic Bastion prevede lo sviluppo di una rete di sensori subacquei integrata con piattaforme autonome, intelligenza artificiale applicata alla rilevazione di unità nemiche e una digitalizzazione profonda dell’intero ecosistema operativo. L’obiettivo è creare un ambiente monitorato e reattivo che si estenda dalla dorsale medio-atlantica fino al Mare di Norvegia, consentendo di tracciare movimenti sottomarini e di reagire in tempi ridotti.
Secondo quanto comunicato dal Ministero della Difesa, una parte significativa del finanziamento iniziale proviene da un pacchetto congiunto pubblico-privato pari a 14 milioni di sterline. Il livello di interesse dell’industria si è dimostrato elevato, con numerose aziende britanniche ed europee coinvolte nello sviluppo di sensori, piattaforme autonome e software avanzati per analisi e classificazione dei contatti. La componente privata, al momento, supera quella governativa con un rapporto di quattro a uno, dimostrando una spinta industriale rara per un progetto della fase iniziale.
Il First Sea Lord, General Sir Gwyn Jenkins, ha definito Atlantic Bastion come una transizione strategica, evidenziando come la sicurezza marittima sia tornata a essere un elemento cardine della politica nazionale. “Non possiamo permetterci di rimanere immobili. Le minacce evolvono e noi dobbiamo evolvere più rapidamente”, ha affermato, sottolineando che il dominio sottomarino rappresenta oggi un’area di vulnerabilità ma anche di possibile vantaggio competitivo.
I primi sistemi derivanti dai test attualmente in corso entreranno in mare nel prossimo anno. Successivamente, il governo prevede di destinare ulteriori fondi per lo sviluppo di una flotta integrata che unisca sottomarini tradizionali, navi di superficie e droni marini ad alto livello di autonomia.
Atlantic Bastion non è soltanto un progetto tecnologico, ma costituisce una risposta strutturale a un contesto geopolitico caratterizzato da crescente pressione russa sulle rotte dell’Atlantico settentrionale. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare la resilienza nazionale e mantenere un vantaggio tattico e strategico in un dominio tradizionalmente invisibile ma oggi cruciale per la sicurezza e la stabilità economica del Regno Unito.