La fregata olandese Evertsen ingaggia sciami di droni, prima partecipazione NATO all’esercitazione Sharpshooter

La Royal Netherlands Navy ha completato con successo una sessione di addestramento a fuoco reale al largo della costa gallese, affrontando uno scenario costruito attorno a minacce “swarm” e ad attacchi multi-dominio con bersagli sia aerei sia di superficie.

L’attività, condotta nel poligono di MOD Aberporth (Wales), ha segnato un passaggio di rilievo: per la prima volta un alleato NATO diverso dal Regno Unito ha partecipato a Exercise Sharpshooter, pacchetto addestrativo gestito da QinetiQ e basato sulla combinazione di minacce reali e stimoli sintetici/virtuali

Tre giorni di “alta intensità” contro minacce aeree e di superficie

Tra il 15 e il 17 dicembre, la fregata HNLMS Evertsen (F805) ha operato a circa 20 miglia dalla costa gallese venendo sottoposta a una sequenza di attacchi simulati che puntavano a stressare l’intera catena operativa: scoperta, tracciamento, ingaggio e valutazione dell’effetto. Secondo quanto comunicato dagli organizzatori, l’unità ha tracciato e neutralizzato cinque minacce aeree e ha inoltre colpito e affondato due mezzi di superficie senza equipaggio impiegati come bersagli. 

Per la componente “live”, QinetiQ ha utilizzato il bersaglio aereo Banshee Whirlwind e il proprio USV Hammerhead, affiancandoli a ulteriori attacchi virtuali per riprodurre la densità e la simultaneità tipiche degli sciami. 

Un elemento chiave: la fusione tra bersagli reali e minacce sintetiche

Il valore aggiunto di Sharpshooter sta nella costruzione di un ambiente che non si limita ai droni “fisici” come target, ma integra minacce sintetiche per rappresentare anche profili più complessi, inclusi vettori assimilabili a missili da crociera e balistici e a velivoli ostili. Lo scenario, sviluppato da Inzpire (società del gruppo QinetiQ), era orientato alla difesa di “asset critici” in acque contese, con specialisti tattici incaricati di orchestrare l’integrazione tra tracce live e virtuali per mettere alla prova procedure e decision-making in condizioni realistiche. 

In una fase storica in cui l’impiego di UAS a basso costo e la saturazione dei sensori sono diventati un problema operativo quotidiano, questo tipo di “blended training” mira a replicare non solo l’ingaggio, ma anche l’attrito cognitivo: gestione delle priorità, riconoscimento della minaccia, coordinamento dei team in CIC e continuità della prontezza per più giorni.

Una piattaforma nata per la difesa aerea

La scelta di impiegare Evertsen è coerente con il profilo dell’unità. La fregata appartiene alla classe De Zeven Provinciën, progettata attorno a una suite sensori e CMS pensati per l’Air Defence, con radar SMART-L e APAR e un set di armamenti che include VLS Mk 41, oltre a CIWS. È proprio questo tipo di architettura, eccellente contro minacce convenzionali, a essere oggi messo alla prova dalla proliferazione di bersagli piccoli, numerosi e spesso cooperanti. 

Interoperabilità

QinetiQ inquadra Sharpshooter come uno strumento per far crescere interoperabilità e prontezza decisionale con alleati e partner, valorizzando un modello in cui il Regno Unito mette a fattor comune siti, strumentazione e know-how addestrativo. MOD Aberporth è uno dei poligoni gestiti da QinetiQ per conto del Ministero della Difesa britannico nell’ambito del Long Term Partnering Agreement (LTPA), un quadro che copre attività T3E su un network di 16 siti

Per la NATO, l’interesse è evidente: poter effettuare live firing e training avanzato “chiavi in mano” riduce i tempi di preparazione, consente di confrontare tattiche e procedure tra Marine diverse e accelera l’adattamento a un threat set in rapido cambiamento.

Sharpshooter non è nuovo per la Royal Navy: nel 2025 il cacciatorpediniere HMS Dauntless ha condotto attività analoghe contro sciami di droni, presentate come banco di prova prima del dispiegamento nell’ambito del Carrier Strike Group. Il fatto che oggi lo stesso framework venga “internazionalizzato” con un’unità olandese è un indicatore della direzione: standardizzare addestramento e readiness su un problema operativo condiviso, quello degli sistemi senza equipaggio impiegati in massa.