Negli Stati Uniti la General Atomics Aeronautical Systems, Inc. (GA-ASI) ha annunciato che il suo drone da combattimento MQ-20 Avenger ha completato un volo autonomo da San Diego, effettuando un’intercettazione aerea in tempo reale contro un velivolo avversario.

Questo test, finanziato internamente da GA-ASI, ha dimostrato le capacità autonome del drone, che ha pianificato e gestito la missione con l’apporto di un minimo intervento umano. Tale dimostrazione ha evidenziato l’evoluzione raggiunta dall’autonomia consentita dall’intelligenza artificiale (AI) nei velivoli da combattimento di nuova generazione.
L’impiego di un’interfaccia dedicata HMI
Durante il volo, la missione è stata pianificata attraverso un’interfaccia dedicata uomo-macchina (HMI) ed è stata eseguita dal MQ-20 grazie ad un software di autonomia di ultimo tipo rilasciato dall’autorità governativa.
L’Avenger nel corso della dimostrazione ha volato nello spazio aereo assegnato, dando dimostrazione di saper riconoscere e rispettare le aerovie riservate al traffico civile evitandole.
La prova si è concentrata sull’utilizzo di un sensore IRST (Infra-Red Search and Track) fornito da Anduril Industries per la rilevazione passiva di un bersaglio aereo, dimostrando la capacità del sistema di calcolare una rotta e simulare un attacco al bersaglio.
Caratteristiche del MQ-20 Avenger
Lo MQ-20 Avenger è un velivolo senza pilota progettato da GA-ASI in grado di volare ad alta velocità e con basso impatto sonoro.
Il velivolo può volare a 740 km/h ad altitudini superiori ai 15.000 metri e ha un’autonomia di oltre 20 ore.
Il sistema è in grado di trasportare oltre una tonnellata di armi e sensori, posizionandosi come un velivolo da combattimento di Gruppo 5.
Impiego del MQ-20 per lo sviluppo del CCA della US Air Force
Negli ultimi anni, l’MQ-20 è stato utilizzato come piattaforma per lo sviluppo dell’iniziativa Collaborative Combat Aircraft (CCA) della US Air Force.
Le prove recenti hanno dimostrato che i velivoli autonomi possono migliorare le campagne aeree future, consentendo l’esecuzione di manovre più complesse e riducendo il carico di lavoro per i piloti a terra.
Inoltre, la prova conclusa con successo riflette l’importanza dell’autonomia di missione in operazioni aria-aria, rendendo le flotte aeree nel futuro sempre più efficienti e pronte per il combattimento.
Fonte e foto credit @General Atomics Aeronautical Systems Inc. (GA-ASI)