Il RAF Regiment in azione in Medio Oriente per abbattere droni

Nata durante la Seconda Guerra Mondiale, la qualifica di asso della Royal Air Force (RAF) era concesso ai piloti che avevano abbattuto cinque o più aerei nemici. Oggi, in un contesto bellico completamente diverso, gli artiglieri del RAF Regiment hanno raggiunto un traguardo simile, neutralizzando cinque minacce aeree in occasione di una singola operazione in Medio Oriente, utilizzando un moderno sistema di difesa anti drone.

Nel corso della Seconda Guerra Mondiale, un asso della RAF doveva vedersi accreditate cinque vittorie in combattimento aereo confermate visivamente, dimostrando abilità, istinto e lavoro di squadra.

Oggi, le minacce sono diverse, come droni ostili e tecnologie avanzate di attacco come quelle messe in campo in Medio Oriente o nel conflitto in corso da oltre quattro anni tra Russia ed Ucraina.

Per far fronte alle continue esigenze operative, la RAF ha schierato ulteriori capacità C-UAS con sistemi avanzati di rilevamento e neutralizzazione come Orcus e Ninja, che combinano la tecnologia radar ed a radiofrequenza per fornire un’opzione di intercettazione difensiva precisa a distanza.

L’impiego del Rapid Sentry

Questi sistemi sono integrati in una rete difensiva a più livelli che già protegge il personale della coalizione che prevede ora l’impiego anche dei Rapid Sentry sistemi di difesa aerea a corto raggio (SHORAD) in forza al RAF Regiment per proteggere le basi aeree ed il personale dalle minacce dei droni. Il Rapid Sentry funge da assetto cinetico finale all’interno di una rete di difesa a più livelli, intervenendo allorquando le contromisure elettroniche non riescono a neutralizzare il bersaglio in arrivo.

Il Rapid Sentry si compone di un affusto dotato di quattro Martlet o Lightweight Multirole Missile (LMM) ed un sistema EO/IR per scoperta ed inseguimento del bersaglio; per ampliare la capacità di intervento, il sistema normalmente lavora con un radar di scoperta del tipo Giraffe 1X di Saab; il Martlet è accredidato della capacità di colpire bersagli di dimensioni ridotte e veloci fino a una distanza di 6-8 km.

Il Martlet pesa circa 13 kg di cui 3 rappresentati dalla testata esplosiva, è lungo 1,3 metri, raggiunge una velocità massima di Mach 1,5 ed è dotato di un sistema di guida laser beam-riding, seguendo il raggio laser puntato dall’operatore sul bersaglio che ne assicura una forte resistenza alle contromisure (flare).

Il sistema EO/IR del Rapid Sentry è costituito da un sensore agli infrarossi (IR) che ricorre ad una telecamera termica ad altissima risoluzione per rilevare la firma di calore dei motori dei droni, efficace anche di notte od in condizioni di scarsa visibilità, ad un canale ottico (EO) con telecamere HD a colori con zoom ottico elevato per l’identificazione del bersaglio e con un Laser Range Finder (LRF), un telemetro laser che misura con precisione millimetrica la distanza dal drone per fornire dati di tiro accurati al lanciatore di missili LMM/Martlet. 

L’impiego del sistemi C-UAS tra Medio Oriente e Cipro

Gli operatori anti-droni (C-UAS) del RAF Regiment lavorano con reti di sensori e radar, guerra elettronica e sistemi per contrastare le minacce, tutto questo mentre sono sotto attacco.

I giovani artiglieri, alcuni di solo 18 anni e pochi mesi di addestramento, sono orgogliosi di rappresentare la nuova generazione del Corpo e si prendono la responsabilità di individuare, tracciare ed ingaggiare con successo i bersagli anche in condizioni pericolose, perché sono loro stessi soggetti ad attacchi mentre svolgono le loro missioni.

Per migliorare le difese aeree delle basi RAF nell’isola di Cipro la scorsa settimana il British Army ha inviato dal Regno Unito alcuni sistemi di difesa aerea Stormer.

Recentemente, diversi membri del RAF Regiment hanno superato la soglia delle cinque missioni di successo nel corso di una sola notte, abbattendo i droni ostili.

Il termine “asso” non è più formalmente usato, ma gli artiglieri del Reggimento RAF hanno dimostrato di meritare lo stesso rispetto per quanto fatto nel proteggere persone ed infrastrutture sotto minaccia, come i loro predecessori, i piloti delle linee caccia nel corso del Secondo Conflitto Mondiale.

Fonte e foto credit @Royal Air Force