Lo scorso 31 marzo la Japan Ground Self-Defense Force ha immesso ufficialmente in servizio due nuovi mezzi da trasporto e sbarco (LCU), Amatsusora (LCU 4152) e Aozora (LCU 4153).

I due nuovi LCU appartengono alla classe Nihonbare la cui capoclasse è stata immessa in servizio nell’aprile dello scorso anno; una quarta unità completerà la suddetta classe.
Caratteristiche degli LCU di classe Nihonbare
Il dislocamento di questi LCU è di 2.400 tonnellate con dimensione di 80 metri di lunghezza, 17 metri di larghezza e con pescaggio di circa 3 metri. L’equipaggio sarà composto da circa 30 uomini. Trattandosi di una piccola nave da trasporto e sbarco la velocità massima sarà di circa 15 nodi.

La nave è dotata di un bow thruster (elica di prua) per facilitare l’attracco e il posizionamento durante le operazioni di sbarco.
Le unità della classe Nihonbare sono in grado di trasportare diverse centinaia di tonnellate di materiali, compresa una dozzina di container standard da 20′ od una dozzina di veicoli nel ponte di circa 40 metri di lunghezza per 12 di larghezza destinata al carico.
Questi LCU hanno la capacità di sbarcare i mezzi ed i materiali direttamente sulle spiagge dalla rampa grazie alla prua completamente sollevabile.
Le unità non dispongono di armamento fisso ma, in caso di necessità, sono predisposte per l’impiego di mitragliatrici a controllo manuale da 12,7 mm.
Il Gruppo di trasporto marittmo delle Forze di Autodifesa
Le LCU di classe Nihonbare formeranno un Gruppo di trasporto marittimo delle Forze di autodifesa non gestito dalla Marina (JMSDF) ma direttamente dal Esercito Giapponese (JGSDF).

Tale Gruppo sarà completato da due navi da sbarco LSV medie di classe Yoko (3.500 tonnellate) da 120 metri di lunghezza e da quattro piccole unità di supporto alla manovra MSV (Maneuver Support Vessels), mentre le navi da assalto anfibio della classe Osumi resteranno in carico alla Marina.
Il nuovo Gruppo interforze avrà assegnato il compito principale di assicurare il trasporto di materiali, mezzi ed uomini alle isole più meridionali del arcipelago giapponese, quelle maggiormente esposte ai rischi di una possibile invasione od attacco.
Fonte e foto credit @Ministero della Difesa Giapponese