Considerazioni sul programma di armamento degli F-35B della Marina Militare

Il Govermo ha presentato alle Camere il programma per completare le dotazioni di armamento dei velivoli Lockheed Martin F-35B Lightning II in forza alla Marina Militare, in vista del raggiungimento della completa capacità operativa per il caccia bombardiere a decollo corto ed atterraggio verticale a bordo della portaerei Cavour.

Alcune iniziali considerazioni possono essere espresse sul ammontare delle spese previste, sulle tempistiche di adozione e sulla quantità di materiale che sarà acquistato.

Aspetti finanziari e temporali

Il programma prevede una spesa complessiva 682 milioni di euro, di cui risultano finanziati 650,07 milioni di euro a valere sul bilancio ordinario del Ministero della Difesa in un periodo ipotizzato di quattordici anni, dal 2024 al 2037; pertanto, si prevedono tempi non brevissimi ma anche dilatati per consentire il completamento delle consegne degli F-35B che la Marina Militare sta acquistando in quindici esemplari (oggi siamo a poco meno della metà dei velivoli consegnati).

Resterebbe fuori la spesa di circa 32 milioni per completare il finanziamento del programma che dovrebbe essere finanziata, rimodulando la spesa in corso d’opera; per chi si occupa delle dinamiche della Difesa Italiana sa bene che questa somma è un’inezia nel ambito del programma in esame e rappresenta un’inversione di tendenza rispetto alle normalità che vede i programmi quasi sempre finanziati solo in parte e con tempistiche di gestione lunghissime.

Quindi, è evidente che lo Stato Maggiore della Marina intende dotare la sua componente aerea imbarcata di armamenti allo stato dell’arte ed in quantità idonea con un programma o pacchetto completo; intanto, presso il 32° Stormo dell’Aeronautica Militare procede l’iter addestrativo per il conseguimento della qualifica “Limited Combat Ready” dei piloti della Marina Militare a seguito del corso preliminare basico svolto negli Stati Uniti presso la base US Marine Corps di Beaufort e questo è un chiaro ed evidente segnale della collaborazione in atto tra le due Forze Armate per la gestione ottimale della macchina.

Profondità delle scorte

Altro aspetto interessante e che merita di essere sottolineato sono le quantità, peraltro non specificata, di armamenti che saranno acquistate per armare gli F-35B; l’Atto del Governo indica armamenti e sistemi di autoprotezione da acquisire in quantità tali da sostenere operazioni in uno scenario ipotetico di 6 mesi.

Sembra un deciso passo in avanti rispetto al passato ed è probabilmente il frutto dell’esperienza bellica maturata dalla linea di AV-8 Plus Harrier II che dai Balcani, all’Afghanistan fino alla Libia hanno consumato in tempi brevi le dotazioni esistenti nei depositi evidentemente di consistenza limitata.

Tipologie di armamenti previste

Passando alla tipologia di armamenti balza agli occhi che si tratta di un pacchetto completo di sistemi aria-aria ed aria-superficie nonché di sistemi di auto protezione.

Nel settore aria-aria la Marina Militare ha deciso di dotare i suoi F-35B, oltre degli AIM-9X Sidewinder ed AIM-120 AMRAAM, del missile a lungo raggio Meteor, mentre per l’aria-superficie spiccano il Joint Strike Missile (JSM) e lo Spear.

Per il Meteor e lo Spear è stato il Ministero della Difesa del Regno Unito (UK MoD) ad averne richiesto l’integrazione con l’F-35B a Lockheed Martin, mentre per il JSM si è trattato del Ministero della Difesa della Norvegia.

Meteor e Spear sono stati sviluppati ed allestiti da MBDA mentre il JSM è la versione aviolanciabile del Naval Strike Missile di Kongsberg coprodotta con Raytheon, oggi RTX.

Meteor e Spear 3

Il Meteor è un missile aria-aria a lungo raggio (Beyond Visual Range), dotato di propulsore ramjet, ha un peso di 190 kg, un diametro di 178 mm, una lunghezza di 3,7 metri, ha una portata superiore i 140 km e raggiunge una velocità massima superiore Mach 4. E’ dotato di seeker RF attivo, con sistema di navigazione e guida inerziale a metà corsa con aggiornamento via data link e guida terminale autonoma.

La capacità di rete e di portata di Meteor è ideale per la suite di sensori dell’F-35 per fornire capacità senza rivali nello spazio di battaglia.

Lo Spear 3, sviluppato da parte di MBDA UK e Leonardo, è un missile dotato di turbogetto come sistema di propulsione. Ha un diametro di 180 mm, un peso inferiore ai 100 kg, una lunghezza inferiore ai 2 metri, e dispone di seeker multi modale nonché sistema di guida GPS/INS. E’ un’arma dotata di testata multi effetti, ottimizzabile per i bersagli ingaggiati e studiata appositamente per ridurre al minimo gli effetti collaterali delle esplosioni.

Può essere impiegato in modalità Fire-and-Forget, in modalità di designazione laser semi-attivo nonché in rete completamente abilitata. E’ prevista anche una versione per la soppressione delle difese radar.

L’F-35B può trasportare un massimo di otto missili SPEAR all’interno delle baie interne (quattro per ognuna).

Joint Strike Missile

A sua volta il JSM è la versione per l’attacco al suolo del missile antinave NSM; è un missile aria-superficie per attacchi di precisione a lungo raggio impiegabile contro bersagli navali e terrestri.

E’ stato sviluppato in partnership tra Kongsberg Defence & Aerospace ed il Ministero della Difesa Norvegese ed è derivato dal Naval Strike Missile, un programma per un missile antinave e da difesa costiera per il quale negli Stati Uniti Kongsberg collabora con Raytheon.

Trattasi di un missile con velocità altamente subsonica, del peso di oltre 415 kg, lungo quattro metri con raggio operativo superiore alle 100 miglia nautiche.

Il missile è dotato di sensore passivo, ha un’impronta radar estremamente bassa grazie al profilo stealth adottato, è capace di volare sulla superficie del mare a livello radente, è capace di eseguire manovre evasive ed ha un profilo di volo programmabile. La testata ad alto esplosivo è stata progettata per evitare danni collaterali a seguito della detonazione.

Il JSM è in grado di rilevare ed identificare il bersaglio, ha capacità di riconoscimento autonomo del bersaglio (ATR), è in grado di discriminare il bersaglio anche in situazioni complesse ed è compatibile con le ROE o Rules of Engagement, i vincoli posti alle operazioni militari soprattutto in scenari molto complessi.

Laser JDAM e StormBreaker

Inoltre, tra le altri armi aria-suolo di cui è programmato l’acquisto vi sono le GBU-54 o “Laser JDAM” (Joint Direct Attack Munition) e le GBU-53 o Small Diameter Bomb – SDB II.

La GBU-54 è un’arma aria-superficie, costituita da una testata non guidata serie Mk-82 (corpo bomba da 500 libbre) equipaggiata con il kit di conversione “Laser JDAM” (Joint Direct Attack Munition) sviluppato da Boeing. Attraverso la combinazione del sistema di navigazione INS/GPS con un sensore di ricerca e designazione laser del bersaglio, è possibile ingaggiare obiettivi stazionari e mobili con estrema precisione anche con condizioni meteorologiche avverse.

La SDB II o StormBreaker è dotata di un sensore di ricerca multi-modalità che guida la bomba tramite infrarossi, radar a onde millimetriche e laser semi-attivo, oltre GPS sistema di guida di navigazione inerziale (INS);  ha la capacità di attaccare bersagli in movimento a distanza con condizioni meteorologiche avverse e volare per oltre 40 miglia, riducendo così il tempo di esposizione del velivolo attaccante alla possibile reazione avversaria.

Infine, la Difesa Italiana tiene aperta la porta al possibile acquisto di ulteriori sistemi d’arma attualmente in fase di sviluppo/certificazione di possibile futuro impiego sul velivolo F-35B, il che rappresenta un’ulteriore novità positiva nel normale modus operandi, nell’ottica della massima ottimizzazione del sistema F-35B/Portaerei Cavour.

Foto credit @Norwegian Defence Materiel Agency (Forsvarsmateriell)