Corridoio militare dai Paesi Bassi alla Polonia

Paesi Bassi, Germania e Polonia hanno firmato una dichiarazione d’intenti per creare un corridoio militare transfrontaliero che consenta alle truppe di spostarsi più facilmente nei rispettivi Paesi.

Trattasi di un’iniziativa aperta anche ad altri Paesi per permettere un miglior afflusso di materiali e truppe, oggi alle prese con una serie di problematiche che ne ritardano l’andamento, per realizzare una sorta di “Schengen militare”.

L’obiettivo è eliminare gli ostacoli che rallentano i movimenti militari, come la presenza di infrastrutture non adatte e la burocrazia eccessiva.

Per raggiungere l’obiettivo prefissato, i tre Paesi vogliono standardizzare le condizioni per i movimenti militari, ad esempio dando priorità ai treni militari, semplificando le procedure ai valichi di frontiera e riducendo le regolamentazioni in vigore a cui si devono conformare i convogli militari.

Inoltre, i tre Paesi vogliono anche sviluppare il supporto logistico lungo il corridoio, organizzando le specifiche aree di sosta e realizzare le strutture per il rifornimento di carburante e sostentamento delle truppe in transito. Inoltre, i Ministeri della Difesa di Amsterdam, Berlino e Varsavia con le rispettive motorizzazioni ed organi tecnici stanno studiando soluzioni per il trasporto di attrezzature militari pesanti e di grandi dimensioni.

Questa iniziativa è importante per aumentare la mobilità delle truppe e delle attrezzature, sostenendo così l’efficacia della NATO e dell’UE.

Tale accordo si interconnette con il Progetto Rete di Log-Hub, deliberato in ambito PESCO o Permanent Structured Cooperation in cui la Germania ha il ruolo di coordinatrice, che è finalizzato a realizzare una rete logistica europea per immagazzinare attrezzature, materiali e munizioni e prepararli per il trasporto, progetto a cui partecipano ovviamente anche gli Stati Uniti ed il Canada, Paesi interessati al trasferimento in Europa di uomini (per via aerea) e materiali (per via marittima) dall’altra sponda dell’Oceano Atlantico.

Foto @Ministero della Difesa dei Paesi Bassi