Una collaborazione storica tra Leonardo e Baykar segna una svolta nell’industria europea della difesa: è stata ufficialmente annunciata la nascita di una joint venture tra le due aziende per sviluppare e produrre sistemi aerei a pilotaggio remoto (UAV) di nuova generazione.
Il progetto prevede l’avvio delle attività produttive già nel 2026, con stabilimenti localizzati in Italia – tra Ronchi dei Legionari, Albenga e Grottaglie – e un focus sull’integrazione tecnologica su piattaforme strategiche come Akıncı e TB3.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: colmare il divario tecnologico-industriale dell’Europa nel settore dei droni militari rispetto alle potenze globali, rispondendo alla crescente domanda di capacità autonome avanzate all’interno della NATO e nel contesto geopolitico internazionale.
“Abbiamo trovato una complementarità straordinaria tra le due aziende, non solo in termini tecnologici ma anche culturali. Le nostre soluzioni radar, avioniche, sensori e sistemi di comando si integrano perfettamente con le piattaforme UAV di Baykar. Non partiamo da zero: stiamo già lavorando”, ha dichiarato il CEO di Leonardo.
Produzione Made in Italy, export globale
La produzione sarà localizzata in Italia, con Ronchi dei Legionari dedicata allo sviluppo dell’Akinci e delle future piattaforme Leonardo, Albenga come centro per l’integrazione, e Grottaglie per attività di ricerca sui materiali compositi. L’intero processo sarà certificato in Italia a partire dal 2026, con l’obiettivo di estendere rapidamente l’omologazione all’intera UE.
Non si tratta solo di una sinergia industriale, ma anche di un messaggio politico forte: l’Europa ha bisogno di alleanze strategiche solide nel campo della difesa, capaci di generare valore, innovazione e sovranità tecnologica.
“Questa joint venture è una risposta concreta alla frammentazione del settore UAV europeo. Siamo convinti che l’unione delle forze, piuttosto che la competizione interna, sia la strada per rendere la NATO più solida e autonoma”, ha sottolineato Haluk Bayraktar, presidente di Baykar.
Tecnologie avanzate e intelligenza artificiale al centro del progetto

Il cuore del progetto sarà l’integrazione di tecnologie d’avanguardia, dai payload elettro-ottici radarizzati ai sistemi di volo autonomi, fino all’intelligenza artificiale applicata al comando e controllo. In parallelo, è in corso l’analisi di componenti interoperabili, compresi i sistemi anti-jamming e l’integrazione di assetti navali e terrestri.
Non solo: il piano industriale prevede lo sviluppo progressivo di motori proprietari e una roadmap condivisa di certificazione e accesso ai mercati esteri.
Governance snella, ambizioni globali
La joint venture sarà strutturata in modo estremamente agile: un team di 10-15 persone guiderà l’integrazione tecnologica e la strategia commerciale, mantenendo una struttura snella e flessibile, capace di adattarsi alle sfide del mercato e ai requisiti di certificazione.
“Non stiamo fondendo assetti industriali. La forza di questa alleanza è proprio nella leggerezza operativa e nella rapidità decisionale. In pochi mesi abbiamo fatto due diligence e iniziato a lavorare insieme: questa è la velocità che serve oggi nel settore difesa”, ha evidenziato un dirigente Leonardo.
Un progetto strategico per la sicurezza europea
Con una prospettiva di mercato stimata in decine di miliardi di euro, la joint venture punta a posizionarsi come uno dei player leader nel segmento UAV globale, sfruttando le reti commerciali già consolidate di entrambi i partner e proponendo soluzioni interoperabili su scala NATO.
Immagini: Bayraktar