Crisi energetica senza precedenti per Cuba

Cuba sta affrontando una crisi energetica senza precedenti e problemi alla rete elettrica in deterioramento con  tre blackout totali a livello nazionale registrati nel solo mese di marzo. In un’intervista, il viceministro degli Esteri cubano, Carlos Fernández de Cossío, ha affermato che l’Esercito cubano è stato mobilitato ed pronto a difendere l’isola dagli Stati Uniti e ha respinto le richieste del Presidente Trump di dimettersi insieme ad altri leader comunisti.

Il viceministro Fernández de Cossío ha dichiarato che le Forze Armate sono sempre pronte e si stanno preparando per possibili aggressioni militari, sottolineando che Cuba è un paese sovrano.

L’esponente governativo ha attribuito parte delle difficoltà alle misure coercitive degli Stati Uniti che impediscono le forniture di carburante dall’Estero, in particolare dal Venezuela che era un Paese amico ed alleato con Maduro, ex Presidente ora, in carcere nel Paese nord americano. A causa di queste restrizioni, Cuba non ha ricevuto petrolio da fornitori esteri negli ultimi tre mesi. Il Governo cubano ha affermato che l’isola produce solo il 40% del carburante necessario per la propria economia e questo ha generato una crisi energetica senza precedenti per il Paese.

La crisi energetica ha iniziato a creare problemi di tenuta di ordine pubblico con sporadici assalti della popolazione inferocita ai palazzi del Partito Comunista in alcune località del Paese perché i locali dirigenti sono accusati di ottenere le preziose forniture di carburante a discapito del resto della popolazione, così come anche sono stati presi di mira alcuni resort; anche la compagnia aerea statale cubana ha dovuto tagliare rotte ed ore di volo essendo impossibilitata a pagare il carburante necessario.

I black out si stanno ripetendo e diventano sempre più lunghi; il poco di energia disponibile è convogliata ad uffici pubblici, ospedali che segnalano problemi e per sostenere la modesta produzione industriale interna; i civili sono rimasti senza elettricità per ore ed il carburante è praticamente introvabile nelle stazioni di servizio.

Negli Stati Uniti il Presidente Trump ha recentemente dichiarato che il Governo cubano è sull’orlo del collasso e ha affermato che avrà presto “l’onore di prendere Cuba“. In risposta, il viceministro Fernández de Cossío ha sottolineato che l’indipendenza di Cuba non è in discussione e che il suo Governo non è soggetto a negoziazione.

Peraltro, a L’Avana nei giorni scorsi il Governo, alle strette di una situazione sempre più insostenibile, ha avviato timidi colloqui con gli Stati Uniti nel tentativo di allentare la pressione e trovare un accordo.