Danimarca e Germania hanno avviato trattative con gli Stati Uniti ed il costruttore aeronautico Lockheed Martin per l’acquisto di ulteriori caccia bombardieri di quinta generazione F-35 Lightning II.

Ampliamento della linea F-35A danese
Il Governo di Copenhagen punta ad acquistare altri dieci F-35A in aggiunta ai ventisette esemplari fin qui ordinati.
Le trattative sono in fase avanzata con una delegazione danese di alto profilo che si è recata negli Stati Uniti ed il relativo contratto potrebbe essere sottoscritto già a fine settembre; è stato lo stesso Ministro della Difesa danese Troels Lund Poulsen ad anticiparlo.
I primi ventisette esemplari sono stati ordinati dalla Danimarca nel 2016 nel ambito di un programma del valore di 3 miliardi di dollari.
Attualmente, sono stati allestiti a Fort Worth undici esemplari di cui poco meno della metà sono stati già trasferiti in Danimarca, con gli altri velivoli rimasti negli Stati Uniti per consentire l’addestramento di nuovi piloti e tecnici destinati ad impiegare il Lightning II.
Seconda tranche di F-35 per la Luftwaffe?
Da parte sua, la Germania si sarebbe attivata per ottenere ulteriori quindici velivoli che andrebbero ad aggiungersi ai trentacinque in ordine, i cui primi esemplari saranno consegnati alla Luftwaffe l’anno prossimo con il primo esemplare atteso in terra tedesca nel 2027.
La Germania nel 2022 ha deciso di acquistare gli F-35A dopo aver verificato i costi crescenti in termini di manutenzione e supporto della linea Tornado IDS per la quale, inizialmente, si prevedeva il mantenimento in servizio fino al 2035.
Gli F-35A ordinati a fine 2022 nel ambito di un programma del valore di 8,4 miliardi di dollari (comprensivo di armamenti avanzati, sistemi di simulazione ed adeguamenti delle basi aeree destinati ad ospitarli) permetteranno alla Luftwaffe di impiegare anche l’ultima versione del munizionamento nucleare B-61 della NATO, essendo stato completato con successo l’iter di certificazione del Lightning II per questo tipo di missione.
Soluzione in vista del probabile collasso del programma FCAS/SCAF?
E’ probabile che l’acquisto della ulteriore tranche di F-35A sia connessa alle polemiche ed alla situazione di crescente crisi del programma FCAS/SCAF per un velivolo da combattimento di generazione avanzata gestito da Germania, Francia e Spagna.
Infatti, sono emerse tutte le criticità di questo programma con la richiesta avanzata da Dassault Aviation (e del gruppo di industrie francesi di cui è capofila) di ottenere e gestire almeno l’ottanta percento dell’iniziativa, lasciando il residuale venti percento ad Airbus (ed alle industrie tedesche impegnate) ed alle imprese spagnole.
Ovviamente, una situazione del genere si scontra con le aspettattive e richieste tedesche il che fa presumere, in assenza di decisioni di ordine completamento diverso, un prossimo definitivo deragliamento del programma, almeno nella formula trinazionale fin qui stentamente percorsa.
Pertanto, per la Germania l’acquisto della nuova tranche di F-35A potrebbe essere una soluzione necessaria per sostituire in tempi brevi parte della rimanente linea di Tornado IDS, al contempo consentendo al Governo di Berlino ed all’industria tedesca (Airbus DE, Helsing, MTU e MBDA DE) di riposizionarsi e cercare nuove alternative.
Analisi
Per la Danimarca l’acquisto di nuovi esemplari sarebbe un ampliamento consistente della sua linea Lightning II; i piani originari formulati nel corso del primo decennio di questo secolo prevedano l’acquisto di 48 F-35A per sostituire parte degli F-16AM/BM allora in linea; peraltro, esigenze di bilancio e l’allora situazione internazionale in atto portarono la Difesa danese ad ordinare “solo” ventisette esemplari.
La grave crisi internazionale in atto, la necessità di difendere la Groellandia, le esigenze di difesa collettiva NATO ed il mantenimento dei buoni rapporti con gli Stati Uniti hanno comportato il cambio di rotta danese.
Diverse, come anticipato, le ragioni che stanno alla base della decisione tedesca, dalla sostituzione dei Tornado IDS giunti alla fine della loro vita operativa al premunirsi in vista di un possibile collasso del programma FCAS/SCAF; nell’eventualità che il contratto per la seconda tranche di F-35A effettivamente si materializzasse avrebbe prevalso la linea pragmatica, tipicamente tedesca di affidarsi agli Stati Uniti ed alla loro tecnologia per risolvere un problema immediato (o quasi) come avvenuto nei casi dei P-8A Poseidon, del Patriot, dello Standard SM-2 e del CH-47F Block II.
Peraltro, è evidente che Airbus e le altre importanti aziende della difesa tedesca impegnate oggi nel programma FCAS/SCAF, nel caso di abbandono dell’iniziativa trinazionale, si dovranno riproposizionare e si aprirebbero pertanto nuovi scenari fin qui non previsti (almeno non ufficialmente) nel complesso panorama delle collaborazioni internazionali.
Foto credit @Lockheed Martin