F-35 della RAF, cosa non funziona nella flotta britannica: i motivi della scarsa disponibilità nel report del NAO

Con 37 velivoli attualmente in servizio, un impegno per 138 esemplari e un investimento che ha già superato gli 11 miliardi di sterline, il Regno Unito continua a puntare sull’F-35 come asset strategico per il proprio futuro operativo.

Tuttavia, secondo l’ultimo rapporto pubblicato dal National Audit Office (NAO), le capacità attualmente raggiunte sono inferiori rispetto agli obiettivi previsti, soprattutto per problemi legati a ritardi, carenze infrastrutturali e disponibilità operativa.

Una piattaforma avanzata, ma non ancora pienamente sfruttata

Il caccia multiruolo stealth F-35B rappresenta un significativo passo avanti rispetto agli aeromobili precedenti, grazie a una superiore capacità di sopravvivenza in ambienti contestati, sensor fusion e guerra elettronica. Nonostante ciò, il programma inglese deve raggiungere la piena capacità operativa (FOC), ora prevista per la fine del 2025, due anni dopo quanto stabilito inizialmente nel 2018.

A oggi, il Regno Unito ha ricevuto 38 velivoli su 48 previsti nel primo lotto (uno perso in un incidente), e prevede di concludere la consegna entro aprile 2026.

Tuttavia, la disponibilità effettiva della flotta nel 2024 è risultata significativamente al di sotto dei target stabiliti, sia per capacità completa (circa un terzo) che parziale (circa la metà).

Le causa delle scarsa disponibilità

Uno dei punti più critici emersi dal rapporto del National Audit Office è appunto la scarsa disponibilità operativa della flotta F-35 nel Regno Unito. A differenza di quanto si potrebbe pensare, il problema non è legato a difetti del velivolo, ma piuttosto a una combinazione di fattori interni, che spaziano da carenze organizzative a ritardi infrastrutturali e lacune logistiche.

Il primo nodo riguarda il personale tecnico. Il Ministero della Difesa ha ammesso di aver inizialmente sottostimato il numero di personale ad elevata specializzazione necessario per supportare il programma. Questo ha portato, negli anni, a un accumulo di vuoti in organico, in particolare nei ruoli chiave di supervisione, spesso scoperti o coperti in modo provvisorio. Nel 2024, la disponibilità di supervisori tecnici nel comparto manutentivo era ferma al 58%, contro un valore di riferimento dell’80% a livello RAF. A peggiorare la situazione contribuisce anche il fatto che la sede principale del programma, RAF Marham, non è considerata una destinazione appetibile: turni impegnativi, missioni lunghe e alloggi fatiscenti scoraggiano molti. Sebbene sia stato approvato il reclutamento di 168 nuovi tecnici, il Ministero prevede che saranno pienamente operativi solo nel 2028.


Il secondo grande ostacolo è rappresentato dalle infrastrutture. RAF Marham, pur essendo stata designata come base di riferimento per l’F-35, presenta ancora gravi carenze. Lo squadrone 809 NAS, ad esempio, non dispone di strutture proprie e si trova costretto a condividere hangar, officine e spazi logistici con il 617 Squadron, il che limita fortemente l’autonomia operativa. La costruzione del centro di valutazione della firma radar (Aircraft Signature Assessment Facility), fondamentale per garantire che i velivoli mantengano nel tempo le loro caratteristiche stealth, è stata rinviata più volte e non sarà completata prima degli anni 2030.

La logistica, poi, rappresenta un altro tallone d’Achille. Il sistema internazionale Global Support Solution, da cui il Regno Unito dipende per la fornitura di ricambi, non riesce a soddisfare pienamente la domanda. Tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, molti F-35 britannici sono rimasti a terra per lunghi periodi, a causa sia della mancanza di componenti, sia per il tempo necessario alla manutenzione straordinaria, aggravata da un fenomeno di corrosione precoce riscontrato sui velivoli operati in ambiente marittimo.

La conseguenza è evidente: la flotta britannica ha prestazioni inferiori rispetto alla media internazionale. Se si confrontano i dati dello stesso periodo, si scopre che gli F-35B della RAF hanno registrato una disponibilità operativa compresa tra il 40% e il 60% in meno rispetto agli equivalenti statunitensi. Una differenza significativa, che evidenzia quanto siano determinanti le capacità gestionali e logistiche, più ancora delle prestazioni della piattaforma stessa.

Infine, tutto questo si ripercuote anche sull’addestramento dei piloti. Con così pochi velivoli disponibili, il numero di ore di volo reali si è drasticamente ridotto: nel 2024, l’intera flotta britannica ha totalizzato solo 3.100 ore di volo, una media insufficiente per garantire il mantenimento delle competenze a tutti i piloti in servizio. A compensare, il MoD fa ampio uso di simulatori, ma anche il numero di ore di addestramento “virtuale” è rimasto al di sotto delle aspettative.

Costi in crescita e capacità ancora limitate

Secondo la NAO, il Regno Unito ha già speso almeno 11 miliardi di sterline per l’F-35 — cifra superiore alle previsioni iniziali del business case del 2013. L’intero ciclo di vita per 138 aeromobili fino al 2069 dovrebbe arrivare a 71 miliardi di sterline, considerando anche costi di personale, carburante e infrastrutture (esclusi gli sviluppi delle armi). Un investimento mastodontico, il cui ritorno in termini di capacità militare viene definito minore rispetto alle aspettative iniziali almeno per ora.

Una forza con potenziale, ma ancora in costruzione

Nonostante le criticità, il report riconosce che l’F-35 britannico ha già dimostrato di potenziare significativamente anche altre piattaforme come i Typhoon e le portaerei classe Queen Elizabeth, attraverso la condivisione delle informazioni e la soppressione delle difese aeree nemiche. L’operazione Highmast — dispiegamento di Carrier Strike Group con fino a 24 F-35 — fungerà da banco di prova per la dichiarazione finale della FOC.

Il Regno Unito mantiene inoltre una posizione privilegiata nel programma globale, con il 15% del valore di ciascun F-35 prodotto da industrie britanniche e 38 funzionari presenti nel Joint Program Office, più di qualsiasi altro partner.

Prospettive future: F-35A nucleari e una gestione più efficiente

Nel giugno 2025, il governo britannico ha annunciato l’intenzione di acquisire 12 F-35A a capacità nucleare da integrare nella missione di deterrenza NATO.

La NAO raccomanda al MoD di migliorare la misurazione del valore complessivo del programma, razionalizzare le linee decisionali e garantire maggiore continuità nei ruoli dirigenziali per evitare blocchi burocratici e ritardi futuri.