F-35, Eurofighter e JAMMS per l’Aeronautica Militare del futuro

Durante la sua audizione alla Commissione Difesa della Camera, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, ha delineato la visione strategica per la componente aerea dello strumento militare italiano.

L’approccio, coerente con l’evoluzione degli scenari di minaccia e con gli obiettivi NATO, punta su modernizzazione, superiorità tecnologica e capacità di operare nel dominio multidimensionale, con uno sguardo concreto alle sfide emergenti nel campo della guerra elettronica e della difesa aerea integrata.

Superiorità di quinta generazione

Per garantire continuità operativa e capacità di difesa aerea avanzata, il Generale ha annunciato l’acquisizione di 24 nuovi Eurofighter, destinati a sostituire i velivoli più anziani in servizio, la cui vita operativa terminerà nel 2029.

A questi si aggiungeranno 25 ulteriori F-35, portando il totale degli esemplari italiani a 115 velivoli:

  • 75 nella variante A (convenzionale)
  • 40 nella variante B (a decollo corto e atterraggio verticale)

Il rafforzamento della flotta non risponde solo a esigenze quantitative, ma si inserisce in una visione di interoperabilità interforze e con gli alleati, garantendo la proiezione aerea in scenari ad alta intensità e la capacità di condurre operazioni complesse in ambienti contestati.

JAMMS

Una delle priorità assolute emerse dall’audizione è il programma JAMMS (Joint Airborne Multimission Multisensor System), definito da Portolano “essenziale” per il futuro delle capacità ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e della guerra elettronica italiana.

Il sistema prevede:

  • 6 velivoli CAEW per il controllo aereo e il comando;
  • 2 piattaforme JAMMS dedicate per l’intelligence multisensore;
  • 2 velivoli specializzati per l’Electronic Attack, capaci di operare nello spettro elettromagnetico e nel dominio cyber.

Queste piattaforme garantiranno early warning, jamming, sorveglianza terrestre e aerea, interdizione elettronica e supporto alle operazioni multidominio, rafforzando la postura nazionale e dell’Alleanza in scenari complessi.

Difesa aerea integrata e radar anti-ipersonici

Il Generale ha inoltre sottolineato l’importanza di adeguare la rete radar nazionale per supportare una difesa aerea e missilistica multilivello, anche in ottica NATO. In particolare, l’Italia investirà nello sviluppo e acquisizione di nuovi radar capaci di rilevare minacce balistiche e ipersoniche, ponendo così le basi per una piena integrazione con le architetture di difesa collettiva.

In parallelo, ha confermato che l’adozione di un sistema simile all’Iron Dome israeliano è oggi la priorità numero uno indicata dal Ministro della Difesa, proprio per colmare il gap nella protezione del territorio nazionale e degli assetti dislocati.

GCAP

Il Generale ha ribadito il pieno sostegno italiano al Global Combat Air Programme (GCAP), sviluppato con Regno Unito e Giappone. Questo progetto punta a dare vita a una piattaforma di sesta generazione, incentrata su sensoristica avanzata, capacità stealth evolute, autonomia decisionale e fusione in tempo reale dei dati. Un investimento che rappresenta non solo una sfida tecnologica, ma anche un pilastro per l’autonomia strategica e industriale nazionale.