Warning: Cannot modify header information - headers already sent by (output started at /var/www/html/wp-content/themes/generatepress-child/functions.php:1) in /var/www/html/wp-includes/feed-rss2.php on line 8 Esercito Italiano – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it Il tuo portale mondo della Difesa Mon, 04 May 2026 01:20:52 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.0.1 https://aresdifesa.it/wp-content/uploads/2021/06/cropped-AresLogo-32x32.jpg Esercito Italiano – Ares Osservatorio Difesa https://staging.aresdifesa.it 32 32 Esercitazione Dragone Sethlans 26 per l’artiglieria dell’Esercito Italiano https://staging.aresdifesa.it/esercitazione-dragone-sethlans-26-per-lartiglieria-dellesercito-italiano/ Sat, 04 Apr 2026 09:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66414 Leggi tutto]]> Recentemente, si è svolta e conclusa l’esercitazione Dragone Sethlans 26 del Comando Artiglieria dell’Esercito Italiano, finalizzata ad addestrare il personale nella pianificazione e gestione del fuoco di supporto e nell’uso di tutti i sensori sul campo di battaglia.

L’attività si è svolta a Bracciano e nel poligono di Monteromano, coinvolgendo il personale del 5° Reggimento Artiglieria “Superga”, del 52° Reggimento Artiglieria “Torino” e del 185° Reggimento Artiglieria “Folgore”.

Durante le attività, anche i marescialli del 26° Corso di specializzazione ed i VFI del 2° blocco 2025 hanno dimostrato le conoscenze acquisite, perfezionando le procedure per l’osservazione del fuoco e operando sui sistemi d’arma di artiglieria, ottenendo il “battesimo del fuoco”.

L’esercitazione guidata dal Generale di Brigata Andrea Simone, Comandante del Comando Artiglieria è stata supervisionata dal Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento.

Per la sessione di fuoco sono stati impiegati cannoni/obici FH-70 da 155/39 mm a traino meccanico in dotazione al Comando Artiglieria.

Il programma di ammodernamento del FH-70

L’Esercito Italiano ha avviato un programma di ammodernamento del FH-70 che coinvolge 90 esemplari per estenderne la vita operativa anche nei nuovi scenari di combattimento.

Il programma è guidato da Leonardo che collabora con ARIS (Applicazioni Rielaborazioni Impianti Speciali) ed è incentrato sulla sostituzione del motore Volkswagen a benzina da 1700 cc con un motore diesel di nuova concezione fornito da ARIS maggiormente affidabile, con minori consumi e che assicura una migliore mobilità al pezzo.

L’altro versante del programma di ammodernamento degli FH-70 riguarda la digitalizzazione del sistema di comunicazione e del controllo di tiro; a tal fine, sono state adottate dall’EI le radio digitali Harris 152A e l’unità di controllo Larimart LRT350.

Miglioramenti sostanziali si sono ottenuti anche nella precisione del tiro con l’adozione del sistema LINAPS (Laser Inertial Navigation Artillery Pointing System) che prevede l’integrazione di un sistema di navigazione inerziale (INS) e puntamento laser di Leonardo che consente agli artiglieri di conoscere la propria posizione esatta e l’orientamento senza riferimenti esterni, riducendo drasticamente i tempi di messa in batteria del cannone e con la installazione di un radar per la misurazione della velocità alla bocca (MVR – Muzzle Velocity Radar) che consente di correggere i dati di tiro in tempo reale sulla base delle prestazioni effettive di ogni colpo sparato dal FH-70.

Fonte e foto credit @Esercito Italiano-COMFOTER

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Cinquecentomila ore di volo per la flotta globale di NH-90; l’impiego in Italia https://staging.aresdifesa.it/cinquecentomila-ore-di-volo-per-la-flotta-globale-di-nh-90-limpiego-in-italia/ Fri, 03 Apr 2026 08:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66379 Leggi tutto]]> NHIndustries, il consorzio che produce gli elicotteri NH-90 in versione navale NFH e terretre TTH, ha annunciato che la flotta globale ha superato il traguardo delle 500.000 ore di volo.

Ad oggi, l’elicottero è stato scelto da 14 Paesi, con oltre 600 esemplari ordinati delle due versioni principali.

Nel giugno 2024, NHIndustries e la NATO Helicopter Management Agency (NEMA) hanno sottoscritto un contratto del valore di 600 milioni di euro per sviluppare e certificare l’aggiornamento Block. 1 dell’NH-90.

Questo aggiornamento migliorerà le versioni NFH e TTH e estenderà la vita operativa dell’elicottero fino a 50 anni, con l’avvio del programma di ammodernamento SWR3 (Software Release 3).

L’aggiornamento includerà nuovi sistemi di comunicazione ed integrazioni tecnologiche avanzate, tra cui anche diverse soluzioni di armamento.

L’impiego in Italia degli NH-90

In Italia gli elicotteri NH-90 sono impiegati dall’Esercito Italiano e dalla Marina Militare; il primo ha ordinato 60 UH-90A in versione TTH, le cui consegne sono terminate a dicembre 2022; la Marina Militare ha ordinato 46 SH-90A NFH  per la lotta antisommergibile (ASW) e antinave (ASuW) e 10 MH-90A MITT (Maritime Italian Troop Transport) per il supporto tattico anfibio e le operazioni speciali del Gruppo Operativo Incursori (GOI).

Gli UH-90 dell’Esercito Italiano

Nelle fila dell’Aviazione dell’Esercito (Av.Es.) l’elicottero rappresenta la dotazione principale dei Reggimenti della Brigata Aeromobile “Friuli” (5° “Rigel” e 7° “Vega”) e del 3° Reggimento Esercito Operazioni Speciali “Aldebaran”.

Questi reparti impiegano l’UH-90A per compiti di trasporto tattico di truppe (fino a 20 soldati completamente equipaggiati), evacuazione medica (MEDEVAC), ricerca e soccorso (SAR) e supporto alle operazioni speciali.

L’armamento consiste in due mitragliatrici medie M134D Minigun a canne rotanti calibro 7,62×51 mm, montate sui finestrini laterali; in alternativa possono essere installate le mitragliatrici MG 42/59 sempre da 7,62×51 mm.

Protezione e suite elettronica del UH-90A

Cabina e sedili sono stati rinforzati per proteggere i piloti ed i soldati dal fuoco di armi leggere proveniente dal suolo; inoltre, l’UH-90A dispone di un sistema di difesa passiva (EWS) incentrato su ricevitore di allerta radar (RWR), sistema di allerta laser (LWR) e sensori per l’individuazione di missili in arrivo (MAWS) che operano con dispenser di chaff e flare per deviare missili a guida radar o ad infrarossi (MANPADS).

Gli UH-90A dispongono di una sofisticata suite di sensori avanzata che consente di operare in modalità ognitempo (giorno/notte e con scarsa visibilità) ed in ambienti ad alto rischi costituita da un sistema EO/IR (Elettro-Ottico/Infrarosso) in una torretta sferica sotto il muso (FLIR) che integra telecamere ad alta definizione e sensori termici per l’osservazione, il puntamento e la ricerca (SAR), da un radar meteo e di navigazione; i piloti impiegano l’Helmet Mounted Sight and Display (HMSD) caschi dotati di visore integrato che proiettano i dati di volo e le immagini dei sensori termici direttamente davanti agli occhi.

Gli NH-90 in servizio con la Marina Militare

Presso la Stazione marittima elicotteri (Maristaeli) Luni (Sarzana) è operativo un centro di simulazione all’avanguardia per l’addestramento degli equipaggi della Marina all’impiego degli SH-90/MH-90; è presente un sistema di simulazione Full Mission  di ultima generazione che consente l’addestramento integrato di piloti ed operatori di bordo in scenari complessi.

Questo simulatore è di qualità così elevata che offre una fedeltà tale (Livello D) che un’ora di simulazione risulta essere equivalente a un’ora di volo reale, migliorando la sicurezza ed abbattendo i costi di esercizio, preservando preziose ore di volo.

Nell’ambito del programma di ammodernamento SWR3 (Software Release 3) per gli SH-90/MH-90 è prevista l’integrazione del sistema Data Link 22, nuovi sistemi elettro-ottici (LEOSS-T) ed aggiornamenti al sonar, nonché del missile superficie-superficie Marte ER (Extended Range) e siluri leggeri Mk 54 che si andranno ad affiancare agli MU90 Impact già in linea ed ai Marte Mk2/S per contrasto antinave ed alle M134D Minigun a canne rotanti da 7,62×51 mm impiegate per il supporto di fuoco.

Il resto degli elicotteri SH-90A sono concentrati presso la Stazione marittina elicotter (Maristaeli) di Catania Fontanarossa.

Gli MH-90A combinano elementi della versione terrestre (come la rampa posteriore per lo sbarco rapido di truppe) con dotazioni navali (carrello e rotori ottimizzati per l’impiego su unità della Squadra Navale).

Questa versione del NH-90 è dotata di sistema elettro-ottico LEOSS-T e di sistema anticollisione laser LOAM (Laser Obstacle Avoidance System) fondamentale per le operazioni di eliassalto e di supporto alle Forze Speciali.

L’armamento degli MH-90A è costituito da mitragliatrici a canne rotanti M134D da 7,62mm, capace di un rateo di fuoco di circa 3.000-4.000 colpi al minuto e da M3M (FN Herstal), mitragliatrice pesante calibro 12,7×99 mm utilizzata per ingaggi a distanze maggiori o contro veicoli ed imbarcazioni leggere.

Fonte NHIndustries

Foto credit @Leonardo e @Esercito Italiano e @Marina Militare

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Esercitazioni, conclusa al COMVIE di Civitavecchia la “Orione 1/2026” https://staging.aresdifesa.it/esercitazioni-conclusa-al-comvie-di-civitavecchia-la-orione-1-2026/ Fri, 27 Mar 2026 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66166 Leggi tutto]]> Dopo due settimane, si è conclusa oggi l’esercitazione “Orione 1/2026”, tenutasi presso il Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito (COMVIE) di Civitavecchia, in favore del Posto Comando del Reggimento “Cavalleggeri di Lodi” (15°). Per il Dipartimento Esercitazioni del COMVIE, si è trattato della prima esercitazione del 2026 in favore di Unità dell’Esercito di prossima immissione in Teatro Operativo all’Estero.

L’esercitazione ha avuto lo scopo di verificare e consolidare le capacità operative del Posto Comando di Reggimento, immersosi in uno scenario di stabilizzazione altamente realistico nonché sfidante, che ha previsto la gestione di numerose attivazioni, a difficoltà crescente, al fine di ingenerare situazioni di combat stress negli esercitati.

In particolare, sono state testate la capacità di pianificazione operativa, la produzione ed emanazione di ordini, l’aggiornamento costante della Common Operational Pictures (COP) e la gestione del flusso delle informazioni e delle comunicazioni. Contemporaneamente, diverse sono state le attività di cooperazione civile-militare che hanno visto la partecipazione di numerose Organizzazioni Non Governative (NGO) e di alcune Autorità locali. Di particolare rilievo, il meeting con la Protezione Civile comunale nonché con il vicesindaco del Comune di Civitavecchia, ambedue svoltesi nel corso della seconda settimana.

Inoltre, l’esercitazione “Orione 1/2026” ha visto, a premessa, la realizzazione di una apposita sessione di familiarizzazione sul JCATS (Joint Conflict and Tactical Simulation), il principale software utilizzato dal Dipartimento Esercitazioni del COMVIE per la simulazione in ambienti sintetici.

Grazie a tale attività, il Comando potrà ora contare su un numero ancora maggiore di operatori, da impiegarsi nel corso delle future attività addestrative in favore delle unità operative dell’Esercito. Infine, grazie all’intenso lavoro preparatorio svolto dal suddetto Dipartimento, l’intera esercitazione è stata valutata secondo criteri Nato, in un’ottica di sempre maggior interoperabilità e proiettabilità delle unità dell’Esercito.

Il Comandante del COMVIE, Generale di Corpo d’Armata Francesco Olla, a conclusione dell’esercitazione, nel complimentarsi con il proprio personale per la professionalità dimostrata nella pianificazione e condotta dell’intera “Orione 1/2026”, ha evidenziato come “il ruolo del Comando Innovazione e Valutazione dell’Esercito in tutte le attività di preparazione delle forze risulti essere fondamentale, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo”.

Fonte e foto credit@Esercito Italiano-Comando Valutazione e Innovazione dell’Esercito

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Convegno sul presente e futuro della componente ala rotante dell’Esercito Italiano https://staging.aresdifesa.it/convegno-sul-presente-e-futuro-della-componente-ala-rotante-dellesercito-italiano/ Thu, 26 Mar 2026 07:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66091 Leggi tutto]]> Si è svolto presso la Biblioteca Centrale dello Stato Maggiore dell’Esercito Italiano il convegno organizzato dal Centro Studi Esercito avente come tema “L’evoluzione tecnologica e dottrinale dell’ala rotante“.

Il convegno ottimamente guidato dal Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina, già Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha rapprentato un importante terreno di confronto, fortemente sostenuto dallo Stato Maggiore dell’Esercito, che ha riunito autorevoli rappresentanti del mondo accademico, industriale ed ovviamente militare.

Questo primo articolo si concentra sugli interventi dei rappresentanti dello SME, delle Forze di Supporto al Combattimento e dell’AVES: in un secondo articolo saranno presi in considerazione gli interventi degli esponenti dell’industria, accademici e del CSE.

Presente e futuro della componente elicotteristica dell’AVES

Tra gli interventi più interessanti perché attinente alla situazione attuale e futura della componente elicotteri dell’Esercito merita particolare attenzione quello del Generale di Divisione Salvatore Annigliato comandante dell’AVES.

L’AVES dell’Esercito Italiano è una componente fondamentale delle forze armate, dimostrando nel tempo una grande adattabilità in vari contesti operativi.

Tale componente ha operato in teatri lontani come l’Afghanistan, e in altre aree come il Medio Oriente, Europa e Italia, supportando attività di ricerca e soccorso e collaborazione nella lotta antincendio.

Recentemente, è stata avviata una revisione della specialità, portando alla creazione di nuovi segmenti operativi. Per esempio, l’elicottero da esplorazione e scorta A129, nato come un modello controcarro, è stato evoluto in una versione multiruolo che mantiene capacità elevate nonostante l’età.

L’AW249 “sistema dei sistemi”

Il suo successore, l’elicottero AW249 che sta completando la fase di sviluppo, ha dimostarto un’ottima manovrabilità sul campo di battaglia ed avrà un peso di circa 7-8 tonnellate al decollo e rappresenterà il “sistema dei sistemi”, la summa tecnologica ed operativa nel settore degli elicotteri da combattimento.

Le prime consegne di questi elicotteri saranno effettuate da Leonardo entro la fine del 2027; questo elicottero avrà una capacità maggiore rispetto all’attuale AW129D ed un sistema di sensoristica che lo renderà molto versatile essendo progettato per operare in sinergia con droni (MUM-T – Man-Unmanned Teaming) ed altre piattaforme terrestri od aeree in bolle tattiche multidominio in cui l’Esercito Italiano sta progressivamente adattandosi ed evolvendosi anche alla luce delle risultanze degli attuali campi di battaglia.

Attualmente, oltre il prototipo sono stati realizzati tre esemplari di preserie, che successivamente saranno portati allo standard operativo, ora impegnati a completare la complessa fase di sviluppo e di certificazione; sotto contratto vi sono 17 esemplari di serie su un totale di 48 elicotteri di prevista acquisizione.

CH-47F ed NH-90

Inoltre, nelle fila dell’AVES opera il CH 47 nella sua versione avanzata, Foxtrot F Block I, che sta seguendo l’innovazione internazionale, in particolare analizzando le tendenze americane per sviluppi futuri. Oggi, questi elicotteri mostrano performance elevate grazie all’integrazione di nuove tecnologie.

Un’altra risorsa chiave è rappresentata dall’NH 90, un elicottero da trasporto tattico sviluppato con la Marina Militare, che può imbarcare fino a 12 soldati completamente equipaggiati ed opera in diverse condizioni. È dotato di sistemi avanzati per supportare i piloti in operazioni notturne e diurne. Tuttavia, è fondamentale riflettere sull’integrazione delle nuove tecnologie e sul miglioramento delle capacità esistenti.

Il nuovo LUH AW169 ed il vecchio AB-205

Recentemente, è stata ricevuta una nuova flotta di elicotteri LUH AW169, che porta innovazioni nei sistemi e rotori, oltre a sfruttare l’esperienza acquisita nella progettazione del modello AW249.

È importante anche considerare le flotte legacy, alcune delle quali sono più vecchie di molti membri del personale attualmente in servizio, come l’elicottero AB 205 ancora in servizio, che riveste un ruolo cruciale come supporto operativo. Un aspetto essenziale di questi elicotteri è anche la capacità di effettuare evacuazioni mediche, dimostrando così la loro versatilità e utilità.

Lo stato dell’AVES

Attualmente, secondo il Generale Salvatore Annigliato lo stato di salute dell’AVES è buono grazie all’esperienza accumulata. I piloti sono addestrati a volare in diverse condizioni ed a utilizzare infrastrutture avanzate. La vera sfida non risiede tanto nella manovra degli elicotteri, ma nella gestione di una crescente quantità di sistemi tecnologici che richiedono un notevole impegno cognitivo.

Il Comandante dell’AVES ha voluto sottolineare che è fondamentale evitare giudizi affrettati sulle capacità degli elicotteri, poiché ognuno di essi ha caratteristiche specifiche che devono essere utilizzate in base alle necessità operative. L’adattamento alle aspettative ed alle situazioni è cruciale, e il commento di esperti è sempre utile per rifinire l’uso di questi mezzi.

Le risultanze del conflitto in corso tra Russia ed Ucraina

Di notevole interesse anche l’intervento del Generale di Corpo d’Armata Giovanni Gagliano, Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento, che ha incentrato il suo intervento sullo spettacolare ed al tempo stesso drammatico impatto che hanno avuto i droni nei moderni campi di battaglia.

Infatti, il Generale Gagliano ha ricordato che nel conflitto in corso tra Russia ed Ucraina, sono stati abbattuti tra 250 e 300 elicotteri russi e 80-100 elicotteri ucraini. I numeri sono influenzati dalla disponibilità limitata di elicotteri da parte degli ucraini, non dalla loro bravura. Questo indica che il ruolo degli elicotteri deve essere ripensato, mantenendo però la loro utilità. Come sottolineato dal Generale Farina ad apertura del convegno, in alcune operazioni, come avvemuto in Venezuela, l’elicottero è stato fondamentale. Tuttavia, nei conflitti attuali, la flessibilità è essenziale dato che gli scenari operativi sono diventati sempre più complessi ed allo stesso tempo imprevedibili.

L’impatto spettacolare e drammatico dei droni nei conflitti in corso

E’ impressionante il numero di droni oggi operativi nel teatro bellico russo ed ucraino; attualmente, si stima che in Ucraina vi siano circa 10.000 droni in volo ogni giorno, e l’Ucraina ha prodotto 4 milioni di droni nel solo 2025.

I droni hanno causato il 70% delle vittime di questa guerra, evidenziando la loro importanza nei conflitti moderni.

Secondo lo SME Gli elicotteri devono essere integrati con i droni, creando un sistema di comando e controllo (C2) che possa gestire tutti gli assetti sul campo di battaglia. Ogni elemento, che sia un soldato o un veicolo, deve essere connesso e integrato in questa bolla multidomino.

Il ricorso necessario a sistemi di intelligenza artificiale

Per il Generale Gagliano si rende necessario un sistema in grado di sfruttare l’intelligenza artificiale per identificare minacce in tempo reale. Non si tratta solo di progetti futuri, ma di pratiche già sperimentate, come dimostrano le due Brigate già dotate di queste tecnologie, di cui una è la Brigata Paracadutisti Folgore.

Il Comandante delle Forze di Supporto al Combattimento ha rimarcato l’importanza della partnership tra industria e le forze militari chiamate a collaborare per integrare gli elicotteri e rendere i sistemi flessibili e pronti all’uso. L’integrazione rende un elicottero più efficace ed un moltiplicatore di forza nel campo di battaglia.

Nonostante l’auspicata adozione di sistemi di intelligenza artificiale sempre più sviluppati e funzionali, secondo lo SME l’operatore umano dovrà rimanere coinvolto, coordinando le operazioni tra risorse umane e sistemi senza pilota, cd. Human-in-the-Loop (HITL).

L’elicottero riveste ancora un ruolo fondamentale nelle operazioni

A chiudere gli interventi dei militari in servizio vi è stato quello del Generale di Corpo d’Armata Salvatore Cuoci, Sottocapo di Stato Maggiore che oltre a portare i saluti del Generale Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha sottolienato che negli ultimi tempi, vi è stato un rapido cambiamento nei conflitti, specialmente riguardo all’uso della tecnologia militare.

In passato, operazioni militari avvenivano in contesti di sovranità totale, con strumenti come l’elicottero considerati fondamentali. Oggi, l’argomento dell’elicottero rimane rilevante, così come la questione della sopravvivenza tecnologica, che richiede aggiornamenti costanti delle tecnologie impiegate.

Continua innovazione tecnologica

Dall’esperienza del conflitto ucraino, è emersa l’esigenza di modificare le tecnologie ogni due settimane, poiché le contromisure si evolvono rapidamente. È quindi cruciale collaborare per un’adeguata riconversione industriale. Attualmente, è necessario considerare tutti gli strumenti disponibili, come elicotteri e droni, poiché le Forze Armate erano progettate per un tipo di guerra diverso. Si parla di responsabilità nell’utilizzo delle risorse disponibili, per essere efficaci e pronti.

L’elicottero AW 249 nell’Esercito Italiano è paragonato al F-35 dell’Aeromautica Militare e della Marina Militare, trattandosi di un sistema avanzato in grado di operare in connettività e creare superiorità informativa. Con l’aumento dell’uso di droni, le operazioni dovranno fronteggiare nuove minacce, rendendo necessario un incremento delle capacità di sopravvivenza degli elicotteri e sistemi di armamenti che possano essere aggiornati in tempi rapidi e senza costi eccessivi; questa tematica si lega al problema dei tempi di approvvigionamento di attrezzature militari, che sono diventati più lunghi e costosi.

Verso un nuovo Esercito Italiano

Il Generale Cuoci ha concluso che è essenziale sviluppare un Esercito che possa rigenerarsi rapidamente, in modo da garantire la sostituzione delle perdite il che richiede un addestramento più breve e macchine tecnologicamente avanzate che non presentino un carico cognitivo eccessivo per i soldati. È una questione urgente da affrontare per migliorare l’efficacia delle Forze Armate.

Foto credit @Esercito Italiano

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African Land Forces Summit: cooperazione, formazione e interoperabilità al centro del confronto tra i leader delle Forze Terrestri di Africa e Paesi partner https://staging.aresdifesa.it/african-land-forces-summit-cooperazione-formazione-e-interoperabilita-al-centro-del-confronto-tra-i-leader-delle-forze-terrestri-di-africa-e-paesi-partner/ Mon, 23 Mar 2026 15:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=66031 Leggi tutto]]> Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, è intervenuto all’African Land Forces Summit (ALFS), organizzato dallo U.S. Army Southern European Task Force, Africa (SETAF-AF), dedicato al tema “Rafforzare la sicurezza condivisa attraverso l’intelligence, l’innovazione e l’industria”.

L’evento riunisce i Comandanti degli Eserciti di numerosi Paesi africani, europei e degli Stati Uniti, insieme a rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e dell’industria della Difesa, con l’obiettivo di affrontare congiuntamente le principali sfide in materia di sicurezza.

Nel corso del suo intervento, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha sottolineato come le attuali dinamiche del contesto internazionale siano sempre più complesse, caratterizzate da una crescente integrazione tra dimensione tecnologica e informativa, che impone risposte coordinate, tempestive e fondate su una visione strategica condivisa. “La cooperazione tra Paesi alleati e partner rappresenta un elemento imprescindibile: solo attraverso interoperabilità, sviluppo di capacità comuni e collaborazione strutturata possiamo costruire un sistema di sicurezza collettiva efficace e resiliente, contribuendo alla stabilità del Mediterraneo allargato e alla crescita di un’Africa sicura, prospera e protagonista della sicurezza globale”, ha evidenziato.

Con riferimento al partenariato con i Paesi africani, il Gen. C.A. Masiello ha ribadito la necessità di adottare un modello di cooperazione profondamente rinnovato, fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco: “Un approccio da pari a pari”, basato sul riconoscimento e sulla promozione delle straordinarie peculiarità e potenzialità dei popoli africani. Un modello che valorizza le istanze locali e promuove la costruzione condivisa delle soluzioni, nel segno dell’umiltà, del rispetto e della responsabilità comune”.

Fonte e foto credit @Esercito Italiano-Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

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Ammodernamento delle mine anticarro MATS dell’Esercito Italiano https://staging.aresdifesa.it/ammodernamento-delle-mine-anticarro-mats-dellesercito-italiano/ Thu, 19 Mar 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65920 Leggi tutto]]> RWM Italia SpA e l’Agenzia Industrie Difesa (AID) hanno provveduto a sottoscrivere un Memorandum d’Intesa lo scorso 25 febbraio teso ad ammodernare le mine anticarro MATS 1.4 in uso dall’Esercito Italiano che necessitano di un aggiornamento per rispettare standard recenti e prolungarne la vita operativa.

La MATS MK2 sarà sviluppata da RWM Italia, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza e l’efficacia in combattimento, mentre l’aggiornamento delle mine esistenti sarà effettuato presso le strutture di RWM Italia e AID, con un processo efficiente e vantaggioso economicamente.

La MATS è una mina anticarro o controcingolo del peso di circa 3,5/3,6 kg allestita con un involucro in plastica, impiegabile manualmente interrandola fino ad una profondità di 75 mm o seminabile con l’ausilio di mezzi meccanici o da elicotteri, contenente una carica esplosiva di circa 1,4/1,5 kg, solitamente di tipo Composition B.

La mina ha un diametro di circa 220 mm ed un’altezza di 90 mm; per il suo funzionamento ricorre ad una spoletta pneumatica resistente alle contromisure da sovrapressione esplosiva.

I lavori di ammodernamento inizieranno entro 12 mesi, creando nuovi posti di lavoro. Fabio Sgarzi Amministratore Delegato di RWM Italia SpA ha sottolineato l’importanza della collaborazione con AID per migliorare le capacità belliche, mentre Fiammetta Salmoni Direttore Generale di AID ha evidenziato come questo progetto rafforzi le capacità produttive della Difesa in Italia.

Fonte RWM Italia SpA

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All’Aquila le celebrazioni per i 165 anni dell’Esercito Italiano https://staging.aresdifesa.it/allaquila-le-celebrazioni-per-i-165-anni-dellesercito-italiano/ Mon, 16 Mar 2026 16:51:33 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65839 Leggi tutto]]>  Il 165º Anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano sarà celebrato all’Aquila, una città simbolo di storia, identità e rinascita, capace di trasformare le ferite del passato in forza per costruire il futuro.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha incontrato oggi il Sindaco, Pierluigi Biondi, per condividere questo momento di grande significato, che unirà istituzioni e cittadini in un’unica grande celebrazione: “Un grazie sincero va alla cittadinanza aquilana, per il calore umano e l’affetto con cui accoglie i nostri Alpini. Qui si respira un legame autentico: un mosaico di tradizioni, di valori e di sentimenti che racconta l’anima più profonda di questa terra. L’Aquila è una città che ha saputo rialzarsi, una città che custodisce la memoria ma guarda con determinazione al futuro. Per questo rappresenta un esempio per tutta l’Italia. Essere Soldato significa disciplina. Significa sacrificio. Significa senso del dovere. Significa mettere l’amore per la Patria sopra ogni cosa. È una scelta di vita totale, fatta di responsabilità, di servizio e di dedizione verso la comunità nazionale. Ed è proprio in questa visione che l’Esercito e L’Aquila si incontrano: due realtà diverse, ma unite dagli stessi valori profondi. Valori di coraggio, solidarietà e appartenenza, messi ogni giorno al servizio delle Istituzioni e dell’Italia”.

Dal 1° al 5 maggio L’Aquila diventerà il cuore di una serie di eventi dedicati all’incontro tra istituzioni e cittadini. Tra questi, l’apertura del “Villaggio Esercito” alla cittadinanza offrirà un’occasione speciale per avvicinarsi alle donne e agli uomini in uniforme, scoprendo soprattutto la dimensione umana che li guida ogni giorno: i valori, lo spirito di servizio, le esperienze e la dedizione che ispirano il loro operato al servizio del Paese.

Il 5 maggio, in Piazza Duomo, si terrà la cerimonia militare per celebrare 165 anni di storia e, soprattutto, lo spirito di chi continua a servire la Nazione con onore.

Fonte e foto credit @Esercito Italiano/Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

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Esercitazioni in Alaska per il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti https://staging.aresdifesa.it/esercitazioni-in-alaska-per-il-4-reggimento-alpini-paracadutisti/ Thu, 05 Mar 2026 12:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65544 Leggi tutto]]> Recentemente si è svolta a Fairbanks, in Alaska, l’esercitazione della 11a Airborne Division e dell’U. S. Army Alaska, coordinata dal Joint Pacific Multinational Readiness Center Alaska (JPMRC-AK), che ha visto la partecipazione degli operatori del 4° Reggimento Alpini Paracadutisti di Verona. L’attività, durata tre settimane, si è svolta in un contesto warfighting, con forze di pari livello tecnologico in ambiente artico, caratterizzata da alto realismo e complessità degli scenari operativi.

Durante tutto il periodo dell’esercitazione, si sono confrontate due unità di livello Brigata. Gli Alpini Paracadutisti, Ranger, dell’Esercito Italiano hanno collaborato con i Berretti Verdi del 10th Special Forces Group (SFG) per condurre Operazioni Speciali. Il focus addestrativo ha riguardato operazioni speciali in ambienti nevosi, comprese ricognizioni speciali e azioni dirette con diversi tipi di attacchi, così come attività di supporto a forze irregolari.

In particolare, gli Alpini Paracadutisti si sono cimentati in azioni “stand off” con guida terminale di munizionamento mediante illunazione laser dei bersagli da colpire e con l’utilizzo di droni FPV d’attacco, ed azioni “hands on” che prevedevano la demolizione di manufatti, il recupero di materiali od imboscate tese alle forze avversarie.

Tra le dotazioni individuali degli Alpini Paracadutisti spiccavano i nuovi fucili d’assalto Beretta NARP in calibro 5,56×45 mm.

A conclusione, i comandanti delle forze coinvolte hanno visitato Fort Wainwright per osservare le attività. L’esercitazione ha offerto agli Alpini Paracadutisti del 4° Reggimento l’opportunità di poter operare in contesti estremi, migliorando l’interoperabilità con le forze speciali e convenzionali di altissimo livello di altri Paesi.

Fonte e foto credit @Esercito Italiano – COMFOTER

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L’Esercito Italiano sceglie VBS4 e Mantle di BAE Systems OneArc per modernizzare la capacità di addestramento virtuale https://staging.aresdifesa.it/lesercito-italiano-sceglie-vbs4-e-mantle-di-bae-systems-onearc-per-modernizzare-la-capacita-di-addestramento-virtuale/ Tue, 03 Mar 2026 11:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65474 Leggi tutto]]> BAE Systems OneArc (OneArc™), leader mondiale nelle soluzioni di simulazione e addestramento militare, si è aggiudicata un contratto nel dicembre 2025 dal Ministero della Difesa italiano per modernizzare l’ecosistema di addestramento virtuale dell’Esercito Italiano con VBS®4, l’ambiente di addestramento virtuale e prove di missione di nuova generazione di OneArc, e Mantle®, la sua piattaforma di generazione del terreno ad alta fedeltà.

Il contratto quinquennale prevede un significativo aggiornamento tecnologico per la prontezza alla simulazione in Italia, sostituendo i sistemi legacy basati su VBS3 con una capacità VBS4 completamente modernizzata, nuove postazioni di addestramento, integrazione avanzata del tiro e strumenti di generazione del terreno di nuova generazione.

L’Esercito Italiano si affida ad ambienti virtuali per supportare l’addestramento procedurale critico di equipaggi di mezzi corazzati e aerei, operatori FIRES, tiratori scelti e Joint Terminal Attack Controller (JTAC). Questo sforzo di modernizzazione garantisce la continuità dell’addestramento, introducendo al contempo nuovi livelli di fedeltà, scalabilità ed interoperabilità.

Questo aggiornamento rappresenta un passo importante verso l’architettura di addestramento virtuale dell’Esercito Italiano, pronta per il futuro“, ha dichiarato Rahul C. Thakkar, Presidente di OneArc. “Con VBS4 e Mantle, l’Italia acquisisce una base in grado di supportare un addestramento complesso e multi-dominio, la generazione autonoma del terreno ed una maggiore prontezza JTAC, il tutto in linea con gli standard NATO in evoluzione“.

Con il passaggio a VBS4 e l’adozione di Mantle, l’Esercito Italiano acquisisce la capacità di condurre un addestramento procedurale sofisticato, multi-arma e multi-dominio su larga scala, senza vincoli di natura geografica, meteorologica o logistica.

L’aggiornamento garantisce un’interoperabilità a lungo termine con i principali partner NATO ed Alleati che già si affidano alle tecnologie VBS4, Blue IG® e Mantle per le prove di missione e l’addestramento collettivo.

Fonte BAE Systems

Foto credit @Esercito Italiano

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Leonardo punta su carri armati e IFV, produzione di massa dal 2027 https://staging.aresdifesa.it/leonardo-punta-su-carri-armati-e-ifv-produzione-di-massa-dal-2027/ Thu, 26 Feb 2026 14:00:00 +0000 https://aresdifesa.it/?p=65341 Leggi tutto]]> La trasformazione terrestre italiana entra nella fase operativa. Dopo le prime consegne iniziali di veicoli, il programma con Rheinmetall si prepara alla produzione su larga scala.

Secondo quanto emerso nella call finanziaria di Leonardo, le consegne di massa per gli IFV Lynx partiranno dal 2027, mentre per il nuovo carro armato principale Phanter, sul cui prototipo è iniziato ora il lavoro, si guarda al 2029–2030, con volumi nell’ordine delle 100 unità annue.

Roberto Cingolani ha spiegato che l’impatto vero sui margini arriverà con l’avvio della produzione seriale:

“You will see massive impact because there will be massive transfer of those technologies.”

Il nodo centrale non è solo la piattaforma, ma l’integrazione elettronica: sensori, C2, sistemi di protezione attiva e payload saranno la vera leva industriale.

Il programma non rappresenta soltanto una modernizzazione dell’Esercito Italiano, ma la nascita di un polo terrestre europeo con forti ricadute su supply chain, occupazione e autonomia strategica.

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