Francia, Grecia e Regno Unito hanno deciso di inviare forze di difesa aerea a Cipro dopo gli episodi che hanno coinvolti droni che hanno colpito la base di Akrotiri della Royal Air Force.

Questa base, pur essendo britannica e territorio d’oltremare del Regno Unito, si trova vicino a zone abitate da ciprioti, portando molte persone terrorizzate dalle esplosioni ad evacuare. Un drone di fabbricazione iraniana di tipo Shahed ha colpito la pista della base, probabilmente lanciato da Hezbollah, e altri droni sono stati intercettati dalle difese britanniche e da quelle cipriote a seguito del primo avvenimento.
Cipro ha una limitata capacità di difesa e ha avviato programmi per modernizzarla, ordinando nuovi equipaggiamenti tra cui anche il sistema israeliano Barak MX, un sistema molto sofisticato in grado di coprire anche le lunghe distanze, il cui acquisto ha sollevato polemiche da parte della Turchia che occupa la parte settentrionale dell’isola.
Atene si mobilita
La prima a mobilitare le sue per forze per rafforzare le difese cipriote è stata la Grecia che ha annunciato l’invio della modernissima fregata Kimon del tipo HN FDI e di una fregata classe Hydra dotata del sistema C-UAS Kentauros di produzione nazionale che è stato testato in condizioni operative nel Mar Rosso con ottimi risultati.
Inoltre, il Governo di Atene ha inviato sulla base aerea di Paphos a Cipro anche quattro caccia bombardieri F-16V armati di missili AIM-120 AMRAAM ed IRIS-T e, probabilmente, anche sistemi C-UAS ed ha ordinato alla Difesa di spostare le batterie di difesa aerea ed antimissile Patriot per avere maggiore copertura.
La risposta di Parigi
Alle decisioni greche sono seguite quelle francesi con il Presidente Emmanuel Macron che ha disposto l’invio della Languedoc una fregata di classe Aquitaine o FREMM FR della Marine Nationale armata con missili ASTER e di sistemi di difesa aerea dell’Armée de l’Air et de l’Espace; quest’ultima invierà anche caccia bombardieri Rafale in Medio Oriente per proteggere gli Emirati Arabi Uniti.
Sempre il Presidente Macron ha ordinato al Carrier Strike Group della portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle che si trova tra Mar Baltico e Mare del Nord per esercitazioni congiunte con gli Alleati di invertire la rotta e trasferirsi nel Mediterraneo.
Lo stesso Macron ha annunciato di aver avviato consultazioni con gli Alleati europei per verificare la sussistenza delle condizioni per organizzare un Gruppo navale per le operazioni nel Mediterraneo orientale.
Le decisioni di Londra
Per quel che riguarda il Regno Unito, il Ministero della Difesa ha deciso di inviare nell’area il cacciatorpediniere HMS Duncan di classe Daring o Type 45 dotato del sistema Sea Viper (ASTER 30) e con un paio di elicotteri Wildcat indicati per le missioni di supporto aeronavale armati con missili Martlet.
Inoltre, il dispositivo aereo che era stato preventivamente rafforzato prima dello scoppio del conflitto dalla Royal Air Force sulla base di Akrotiri è entrato in azione, con gli F-35B che hanno abbattuto droni in volo nella regione mediorientale sui cieli della Giordania mentre i Typhoon schierati in Qatar hanno abbattuto un drone diretto verso la capitale Doha con un missile aria-aria.
L’esplosione della Arctic Metagaz
Infine, in questo clima di crescente tensione bisogna segnalare l’episodio che ha visto coinvolta la nave gasiera Arctic Metagaz battente bandiera russa che, a sud dell’isola di Malta nel Meditteraneo Centrale, è in preda a vasti incendi causate da un’esplosione le cui cause sono da accertare, con le Forze Armate di Malta che hanno avviato le operazioni SAR per trarre in salvo l’equipaggio.
La nave era attenzionata da tempo essendo sospettata di far parte della cd. “dark fleet” che opera traffici di combustibili di contrabbando, stante le sanzioni imposte alla Russia a causa del conflitto in corso con l’Ucraina.
Foto credit @Royal Navy