In un test che segna una svolta tecnologica per la guerra sottomarina, la Royal Navy ha effettuato con successo il lancio e il recupero di un veicolo subacqueo autonomo (UUV) da un sottomarino in immersione. Durante recenti prove nel Mediterraneo, il sottomarino d’attacco HMS Astute ha messo in atto per la prima volta una capacità nota come Torpedo Tube Launch and Recovery (TTL&R), impiegando un UUV Iver4 sviluppato da L3Harris.

L’operazione è parte del Project SCYLLA, un’iniziativa condotta sotto il Pillar 2 dell’AUKUS, finalizzata a sviluppare tecnologie avanzate per rafforzare la sicurezza collettiva negli scenari Indo-Pacifici ed Euro-Atlantici.
Un salto operativo: lanciare e recuperare senza emergere
La capacità TTL&R permette a un sottomarino di lanciare e recuperare un sistema esterno senza emergere, conservando così la propria furtività. La prova ha visto l’HMS Astute rilasciare l’UUV Iver4 da un normale tubo lanciasiluri e successivamente richiamarlo a bordo, il tutto restando completamente immerso.

Se il lancio rappresenta una sfida ingegneristica, il recupero è il vero banco di prova: l’UUV deve manovrare autonomamente all’interno di un ambiente tridimensionale e rientrare con precisione millimetrica nel tubo, progettato in origine per armi e non per il recupero di veicoli autonomi. I dettagli tecnici restano classificati, ma è plausibile che siano state apportate modifiche alle paratie del tubo per consentire la manovra.
Iver4: il “braccio” del sottomarino
L’UUV impiegato è una variante dell’Iver4 580, già consegnata alla Royal Navy nell’ambito del Project Wilton per operazioni di contromisure mine e mappatura dei fondali. Equipaggiato con sensori di navigazione di alta precisione, comunicazioni avanzate e capacità di riconoscimento automatico dei bersagli, l’Iver4 opera fino a 300 metri di profondità, con moduli posteriori sostituibili a caldo per una rapida riconfigurazione.
Una volta recuperato a bordo, il veicolo può scaricare i dati raccolti, essere ricaricato e ricevere nuove istruzioni di missione, consentendo rapidi rilanci operativi senza compromettere la posizione del sottomarino.
Implicazioni strategiche
L’introduzione del TTL&R amplia notevolmente lo spettro operativo di un SSN (nuclear-powered attack submarine) tra cui guerra dei fondali, mappatura, intercettazione o sabotaggio di infrastrutture subacquee, intelligence & sorveglianza, raccolta discreta di segnali o immagini in zone sensibili, inganno e distrazione, utilizzo dell’UUV come esca per deviare sensori o armi nemiche oppure per comunicazioni sicure per la trasmissione dati tra sottomarino e superficie, o con altri assetti remoti.
Queste capacità sono particolarmente rilevanti per sottomarini strategici (SSBN), che operano silenziosi e stazionari per lunghi periodi, ma anche per SSN impegnati in operazioni in acque costiere ad alta minaccia.
Una pietra miliare per AUKUS
Il successo del test rafforza l’ambizione congiunta di Regno Unito, Stati Uniti e Australia di creare una superiorità tecnologica sottomarina condivisa, sfruttando la sinergia tra assetti tradizionali e sistemi autonomi. HMS Astute ha dimostrato che è possibile integrare capacità autonome senza compromettere la furtività del sottomarino.
Con il supporto della Submarine Delivery Agency e la collaborazione con L3Harris, la Royal Navy si conferma tra le forze navali più innovative nella definizione del “battlespace subacqueo del futuro”, dove la supremazia non dipenderà solo dalla potenza di fuoco, ma dalla capacità di operare in rete, in silenzio e con intelligenza autonoma.