In Belgio la Commissione Difesa del Parlamento Federale ha approvato una risoluzione per consentire di armare i droni in servizio con le Forze Armate.

La proposta ha ricevuto un ampio sostegno da parte dei partiti politici con poche eccezioni in termini di astensioni e di voto contrario.
La decisione rappresenta una svolta, dopo anni in cui la coalizione che sosteneva il Governo uscente aveva bloccato questa possibilità di impiego dei droni, sollevando argomentazioni di carattere etico.
Parte del successo è dovuto al fatto che è stato approvato un emendamento il quale garantisce che, nel corso dell’azione, i droni armati rimarranno sempre sotto il costante controllo di un operatore umano e non saranno affidati ad algoritmi di intelligenza artificiale (AI) in sua sostituzione.
Ora la decisione finale sulla possibilità di dotare di armamento i droni spetterà al nuovo Governo federale di prossima formazione.
Il Belgio ha acquistato gli RPA MQ-9B SkyGuardian di General Atomics Aeronautical Systems Inc. (GA-ASI) che, oltre ad eseguire missioni ISTAR, possono essere armati avendo le predisposizioni ed il software già pronti per l’impiego di munizionamento guidato per attacchi di precisione.
Il contratto del valore di 188 milioni di dollari (158 milioni di euro) siglato nel agosto del 2020 prevede la consegna di quattro MQ-9B SkyGuardian con due stazioni di controllo a terra, le parti di rispetto ed altre attrezzature di supporto.
Gli SkyGuardian belgi sono in carico al 80 UAV Squadron della Belgian Air Force a Florennes, base che ha ricevuto lavori di adeguamento per circa 23 milioni di euro con la costruzione di un hangar per la manutenzione, capace di contenere contemporaneamente due SkyGuardian, nonché palazzine per la conduzione delle missioni, oltre officine e magazzini per le parti di rispetto.
Foto credit @General Atomics Aeronautical Systems Inc. (GA-ASI)