IDV VIKING, la Svezia avvia la sperimentazione del veicolo terrestre autonomo di nuova generazione

IDV (Iveco Defence Vehicles) ha reso noto che il proprio veicolo terrestre senza equipaggio VIKING sarà testato dalla Swedish Defence Materiel Administration (FMV) all’interno dell’Autonomous Multifunctional Ground Vehicle Demonstrator Programme.

L’iniziativa segna un passaggio rilevante nel percorso di valutazione operativa del mezzo, che negli ultimi mesi ha partecipato con successo a esercitazioni internazionali come “Stella Alpina” in Italia e i trial AUKUS TORVICE svolti tra Regno Unito, Stati Uniti e Australia.

Il VIKING rappresenta uno dei progetti più avanzati nel panorama europeo dei sistemi terrestri autonomi. Si tratta di un veicolo 6×6 con propulsione ibrida diesel plug-in, progettato per offrire massima flessibilità nelle operazioni militari moderne.

La possibilità di operare per circa 20 chilometri in modalità completamente elettrica, associata a un’impronta acustica e termica particolarmente contenuta, costituisce un vantaggio tattico decisivo in scenari contestati o in missioni che richiedono una presenza discreta.

L’autonomia complessiva, che supera i 200 chilometri grazie alla configurazione ibrida, consente invece impieghi estesi a supporto di colonne avanzate, unità di esplorazione o team specializzati.

Un altro elemento distintivo è rappresentato dalla capacità di trasportare carichi fino a 750 chilogrammi, caratteristica che amplia in modo significativo i possibili ruoli operativi: trasporto di materiali, evacuazione di feriti, impiego come piattaforma sensoriale o vettore di sistemi d’arma a basso profilo.

A definire le prestazioni del VIKING contribuisce anche il sistema MACE, l’architettura di controllo autonomo sviluppata da IDV, che integra funzioni di gestione della mobilità, pianificazione dei percorsi e supervisione remota. Il sistema sfrutta il motore di navigazione ATLAS basato su intelligenza artificiale, elemento che permette al mezzo di muoversi in modo affidabile anche in condizioni di negazione del segnale GNSS, garantendo continuità operativa in scenari complessi e degradati.

Il programma avviato dalle autorità svedesi servirà a valutare l’efficacia delle piattaforme senza equipaggio nell’assolvere ruoli diversificati, a comprenderne l’interazione con assetti con equipaggio e a verificare il contributo operativo nel contrasto a minacce autonome emergenti, comprese quelle provenienti dal dominio aereo, come droni e micro-UAS.

La Svezia, impegnata in un significativo rafforzamento delle capacità di difesa terrestre, guarda con particolare interesse alle soluzioni in grado di aumentare la protezione del personale in operazioni ad alta intensità e a elevare la resilienza logistica, elementi centrali nel quadro della trasformazione militare europea e NATO.