Il programma FCAS/SCAF già in crisi per i rapporti tesi tra Airbus Defence and Space e Dassault Aviation si prepara a subire un altro possibile scossone.

Infatti, il Belgio, che nel programma franco-tedesco-spagnolo FCAS/SCAF ha il ruolo di osservatore, ha in corso attente valutazioni relative la sua permanenza nell’iniziativa.
Scontro al fulmicotone tra la Difesa belga e Dassult Aviation
Al Ministro della Difesa belga Theo Francken non sono piaciute per nulla le parole pronunciate dal CEO di Dassault Aviation, Eric Trappier che si era espresso contro la partecipazione di Bruxelles nel programma nel caso in cui il Belgio non avesse rinunciato ad acquistare i Lockheed Martin F-35A.
Peraltro, uscite del genere di Trapier non sono nuove ed avevano già suscitato forti polemiche all’epoca della scelta della Germania di acquistare gli F-35 Lightning II per sostituire una parte dei rimanenti Tornado IDS, quelli impiegabili per gli strikes nucleari.
Il Belgio, da parte sua, ha deciso di aumentare la flotta di F-35A portandola dai 34 esemplari inizialmente ordinati a 45 velivoli; questi 11 Lightning II ulteriori saranno assemblati in Italia presso la FACO di Cameri.
Tornando allo scontro in atto tra Franken e Trapier, il primo sul social network X ha definito “arrogante” il CEO di Dassault Aviation.
La perenne diatriba tra Dassault Aviation ed Airbus Defence and Space
Più in generale, è tutto il programma FCAS/SCAF a persistere nel limbo dei pessimi rapporti industriali tra Airbus Defence and Space (a forte connotazione tedesca) e Dassault Aviation che continuano a non accordarsi sulla suddivisione delle rispettive competenze, nonostante gli accordi intergovernativi sottoscritti, e che si riflettono anche sul programma Eurodrone dove Airbus è il main leader.
Nè la recente boutade di aumentare fino al 80% la quota riservata all’industria francese nel programma ha giovato a rasserenare gli animi.
Di fatto, solo il lato governativo di Francia e Germania sembra gettare acqua sul fuoco sulle polemiche e persiste nel credere nell’opportunità di proseguire nella collaborazione tra i due Paesi, pur nelle evidenti difficoltà in cui si dibattono il FCAS/SCAF ed il MGCS, quest’ultimo già in ritardo ed ora legato anche al destino finale dell’anima tedesca di KNDS che ha annunciato la volontà di cedere una parte del capitale sociale da lei controllato.
E’ notizia di questi giorni di una nuova iniziativa franco-tedesca questa volta spaziale per una capacità di rilevamento e allerta precoce.
Ritardi sempre più consistenti
I Governi di Parigi e Berlino, consci dei problemi, hanno annunciato che terranno nei prossimi giorni un vertice che dovrebbe permettere entro il prossimo dicembre di chiudere l’attuale fase interlocutoria e di avviare la fase realizzativa; sarà interessante capire su quali basi si giungerà o meno ad un nuovo accordo viste le attuali criticità non superate.
Il programma FCAS/SCAF è in forte ritardo sulla tabella di marcia con la Fase 1 di sviluppo preliminare lungi dall’essere conclusa e con la Fase 2, il cui inizio era previsto nel 2026 e che dovrebbe portare alla realizzazione del dimostratore di tecnologie, che non è stata nemmeno impostata.
Le tempistiche che prevedevano un’immissione in linea del FCAS/SCAF nel 2035 sono state prudenzialmente spostate al 2040 e probabilmente si andrà anche più in là.
Rafale F5 per la Francia, F-35A per la Germania e la Spagna?
Del resto, la Francia punta a sviluppare la versione F5 del caccia bombardiere Rafale una sorta di velivolo di generazione 4,5 ++, che avrà a bordo buona parte della tecnologia che sarà impiegata a bordo del FCAS/SCAF.
Da parte sua la Germania si è messa in sicurezza con l’acquisto degli F-35A velivoli di generazione 5 che probabilmente saranno integrati da una nuova tranche di esemplari Block IV.
Rimane la Spagna che partecipa al programma FCAS/SCAF con una quota di minoranza; a Madrid si scontrano gli interessi dei militari dell’Armada e dello stesso Ejército del Aire che vorrebbero acquistare rispettivamente gli F-35B e gli F-35A per sostituire Harrier II Plus ed EF-18 Hornet con la posizione del Governo che è contrario per questioni “ideologiche” e di rapporti con l’amm.ne statunitense.
In conclusione, al recente salone aeronautico di Le Bourget a Parigi la scelta di inserire in posizione defilata il mock up del FCAS/SCAF dietro i modelli di Rafale F5 e del nuovo loyal wingman derivato dal nEUROn fotografa perfettamente la situazione odierna del programma FCAS/SCAF in bilico tra continuazione e cancellazione.