Il Railgun di General Atomics Electromagnetic Systems

Negli Stati Uniti la General Atomics Electromagnetic Systems (GA-EMS) ha recentemente presentato il suo sistema Railgun alla conferenza annuale AUSA ,l’Associazione dell’Esercito degli Stati Uniti a Washington, D.C.

La presentazione del Railgun ha destato scalpore poiché i programmi Railgun della US Navy e dell’US Army sono stati cancellati nel 2021, a seguito di cicli di prove e sperimentazioni non particolarmente convincenti.

La possibile adozione nell’ambito del Golden Dome

Noncurante di quanto accaduto, GA-EMS continua a sviluppare il suo sistema Railgun e ne prospetta nuovi impieghi innovati nella difesa aerea e missilistica.

Infatti, GA-EMS ha offerto il suo Railgun nell’ambito dell’iniziativa Golden Dome voluta dal Presidente Donald Trump, volta a rafforzare le difese statunitensi dalle minacce missilistiche e da quelle portate dai sistemi a pilotaggio remoto di tipo avanzato, con lo sviluppo di nuove tecnologie.

Capacità del Railgun

Secondo GA-EMS il Railgun presenta il vantaggio di un’altissima velocità iniziale dei proiettili al tugsteno connessa alla capacità di attacco a lungo raggio entrambe ideali per compiti di difesa aerea e missilistica (missili balistici e da crociera), soprattutto nella fase terminale degli attacchi missilistici, quella maggiormente critica per i sistemi di difesa.

Il Railgun, sostiene GA-EMS, sarebbe in grado di sparare proiettili che possono raggiungere una velocità fino a Mach 6; è prevista la possibilità di variare la capacità di energia del propellente per rendere idoneo il proiettile a contrastare in modo ottimale i vari tipi di minaccia.

I limiti attuali dei Railgun

I principali problemi legati alla tecnologia Railgun sono legati ai picchi di energia necessari per il funzionamento e la precoce usura della canna a rotaia impiegata.

Tali complessità finora hanno frenato l’adozione operativa di sistemi d’artiglieria elettromagnetici, non essendo stata giudicata matura la tecnologia per gli impieghi operativi.

Fonte ed immagine credit @ General Atomics Electromagnetic Systems (GAES)