Il sistema laser HELIOS affronta con successo uno sciame di droni

Negli Stati Uniti si segnalano interessanti e costanti progressi dell’arma ad energia diretta ad alta potenza (HEL) HELIOS sviluppata da Lockheed Martin per la US Navy.

Infatti, il media The War Zone, ha riportato la notizia che il DDG-88 USS Preble, classe Arleigh Burke appartenente al cd. Flight IIA, della Marina statunitense, ha abbattuto quattro droni usando il sistema laser HELIOS durante una dimostrazione in mare.

La notizia dell’ingaggio multiplo avvenuto con successo è stata confermata da Lockheed Martin, citando il CEO Jim Taiclet.

Il sistema HELIOS

HELIOS o “High Energy Laser with Integrated Optical Dazzler and Surveillance” è un’arma a energia diretta da oltre 60 kilowatt progettata per neutralizzare droni e piccole imbarcazioni, funziona anche come abbagliatore dei sensori avversari.

Il sistema adotta una configurazione modulare di potenza e fibra ottica e nel prossimo futuro potrebbe essere potenziato a ben 150 kilowatt, rendendolo così idoneo a poter affrontare minacce ben diverse dai droni.

La USS Preble è stata la prima nave della Marina degli Stati Uniti ad impiegare il sistema HELIOS dal 2022, allorquando fu lanciato il programma.

Altri cacciatorpediniere hanno ricevuto abbagliatori laser meno potenti, e laser sperimentali sono stati testati su altre navi.

Nel 2024, la USS Preble aveva già abbattuto un drone (la foto di contorno al presente articolo), ma la recente dimostrazione è la prima confermata contro più obiettivi, uno sciame di droni, una delle minacce più gravi da affrontare per chi difende navi od obiettivi terrestri.

Vantaggi e svantaggi dei sistemi d’arma laser

La Marina statunitense ha avviato studi e sperimentazioni per rendere le armi a energia diretta i principali sistemi di difesa contro minacce a corto raggio.

Infatti, le armi ad energia diretta ad alta potenza rispetto ai missili offrono un costo per ingaggio irrisorio rispetto al prezzo unitario di effettore; non hanno problemi di caricatore perché è illimitato e dipendono solo dall’alimentazione elettrica; con uno o più impulsi o irragiamenti il laser è in grado di colpire con la massima precisione il bersaglio, bruciando le sue parti vitali, determinandone l’abbattimento prima che possa colpire.

Attualmente, il loro punto debole è rappresentato dalle condizioni meteorologiche (ad esempio la presenza di nuvole basse e vi sono dubbi anche della sua compatibilità con gli effetti prolungati della salsedine sui suoi sensori ed illuminatore) in cui potrebbe essere chiamato ad intervenire e la portata utile che, al momento, nei sistemi laser già operativi o di prossima immissione in servizio è limitata dalla potenza assicurata per il suo funzionamento.

La situazione in Europa

In Europa a partire dal prossimo anno, la Royal Navy riceverà i primi esemplari prodotti in serie del SeaDragon un sistema laser HEL che sarà installato a bordo dei cacciatorpediniere Type 45 o classe Daring per aumentare la capacità di contrastare droni, loitering munitions e missili cruise.

Sul SeaDragon il Ministero della Difesa del Regno Unito (Uk MoD) punta deciso, tanto dal prevederne una versione per impieghi terrestri per la difesa di infrastrutture militari e civili strategiche.

In Germania è stato dato il via libera alla sperimentazione a bordo delle fregate della Marina Tedesca di un sistema HEL messo a punto da Rheinmetall in vista di una sua adozione, al termine del ciclo di prove.

Anche in Francia, la DGA ha avviato un programma di ricerca e sviluppo di armi ad energia diretta per un loro possibile impiego a bordo delle unità di scorta FREMM FR e FDI della Marine Nationale integrandole nei rispettivi sistemi di combattimento, per renderle idonee a compiti anche C-UAS.

Foto credit @US Navy