Iniziano le consegne degli F-35B al Giappone

I primi tre caccia bombardieri F-35B Lightning II sono stati consegnati alla Forza di autodifesa aerea giapponese (JASDF).

Questi velivoli, allestiti nella versione del Lightning II in grado di eseguire di decolli corti e atterraggi verticali (STOVL), sono atterrati presso la base aerea di Nyutabaru a Miyazaki, nel sud dell’arcipelago giapponese.

I velivoli sono stati trasferiti in Giappone da piloti del Corpo dei Marines degli Stati Uniti; questi piloti statunitensi avranno il compito anche di istruire i piloti della JASDF al passaggio sulla nuova macchina.

Il programma F-35B giapponese

Entro la fine del 2026 la JASDF dovrebbe ricevere un totale di 8 esemplari di F-35B.

Il Giappone ha ordinato in prima battuta 105 esemplari a decollo ed atterraggio convenzionale F-35A ai quali ha aggiunto successivamente 42 esemplari della versione F-35B.

Gli F-35B, come gli F-35A, saranno dati tutti in dotazione alla JASDF che, peraltro, li impiegherà anche a bordo delle due portaerei della JMSDF, le JS Izumo e Kaga.

Similitudini tra JASDF, Aeronautica Militare e Royal Air Force

Pertanto, la JASDF seguirà l’esperienza dell’Aeronautica Militare che impiega entrambe le versioni del Lightning II e affianca sul Cavour e, prossimamente sul Trieste, gli F-35B della Marina Militare e della Royal Air Force che li schiera a bordo delle portaerei HMS Queen Elizabeth e Prince of Wales.

Da notare che ad un’identica soluzione, salvo sconvolgimenti, perverrà anche la Royal Air Force che dovrebbe ricevere dopo gli F-35B, secondo i più recenti programmi del Governo di Londra, anche gli F-35A per eseguire, laddove necessario, gli strike nucleari con la bomba B-61 in dotazione alla NATO, ampliando la deterrenza atomica britannica oggi limitata a quattro SSBN armati con missili balistici Trident D5.

Sempre da notare un’altra curiosa coincidenza: le tre Aeronautiche in questione riceveranno il caccia di 6a generazione frutto del programma GCAP al cui sviluppo partecipano i principali comparti industriali aeronautici di Giappone, Italia e Regno Unito.

Fonte e foto credit @Japan Air Self Defense Force