Negli Stati Uniti la Lockheed Martin ha annunciato di aver ottenuto un contratto a prezzo fisso da 233 milioni di dollari per la fornitura dei sistemi IRST21 Block II e dei primi pezzi di ricambio alla US Navy ed alla Air National Guard (ANG).

Lo IRST21 è il sensore di ricerca e tracciamento a infrarossi (IRST) di nuova generazione sviluppato da Lockheed Martin, un sistema a infrarossi a onde lunghe che rileva e traccia passivamente bersagli aerei a distanze maggiori oltre il raggio visivo (BVR).
Capacità migliorate del IRST21 Block II
Offrendo un rilevamento a più lungo raggio e dati sui bersagli più rapidi, lo IRST21 Block II aumenta la consapevolezza situazionale dei piloti, riduce i tempi decisionali e mantenendo i velivoli pronti a intervenire nei confronti delle minacce non appena quest’ultime si appalesino.
La variante Block II acquistata nell’ambito di questo contratto è dotata di ottiche, processori avanzati e algoritmi all’avanguardia nel settore che aumentano significativamente il raggio di rilevamento delle minacce e forniscono dati di tracciamento e puntamento a supporto degli ingaggi missilistici oltre il raggio visivo.
Solo per le esigenze della US Navy, Lockheed Martin prevede di fornire 170 sistemi IRST21.
IOC e installazione a bordo di F/A-18E/F, F-15 e F-16
Il nuovo contratto fa seguito alla recente dichiarazione di Capacità Operativa Iniziale (Initial Operational Capability) della US Navy per lo IRST21, che ha aperto la strada alla produzione a pieno regime della variante Block II, ora in fase di dispiegamento operativo.
Sull’F/A-18E/F Super Hornet della US Navy, lo IRST21 è montato sul muso del serbatoio del carburante centrale, integrando il radar AN/APG-79 del caccia bombardiere per mantenere l’efficacia in ambienti privi di radar o soggetti a pesanti attacchi elettronici.
Sugli F-15C/D e F-16C/D della ANG lo IRST21 è integrato in un Legion Pod modulare, montato esternamente e già pronto all’uso, che ne facilita il trasporto e porta la capacità di puntamento di sesta generazione anche sui velivoli di quarta generazione.
Fonte ed immagine credit @Lockheed Martin