Nel panorama globale dell’addestramento militare, l’Italia si è imposta negli ultimi anni come uno dei poli più avanzati nella formazione dei piloti da caccia.
Il progetto dell’International Flight Training School (IFTS), frutto della collaborazione tra Aeronautica Militare e Leonardo, con il supporto di CAE e di numerosi partner industriali, rappresenta un modello di riferimento internazionale.
La sua missione, illustrata durante l’International Fighter Conference è chiara: fornire una formazione completa, tecnologicamente integrata e interamente proiettata verso la nuova generazione di velivoli da combattimento, dall’Eurofighter Typhoon al F-35 e, in prospettiva, alle piattaforme di Sesta Generazione come il GCAP.
Dalle radici del cambiamento alla nascita dell’IFTS

La trasformazione del sistema di addestramento dell’Aeronautica Militare ha origine a metà degli anni 2010, in concomitanza con la ricezione dei primi F-35A Lightning II presso la base di Amendola. Parallelamente, la comunità dell’Eurofighter stava evolvendo da un ruolo esclusivamente aria-aria a un profilo multiruolo, mentre si preparava il graduale phase-out della flotta del Panavia Tornado.
Dalle unità operative emerse la consapevolezza che la formazione dei nuovi piloti non era più adeguata alla complessità ed alle missioni dei moderni velivoli da combattimento.
Nei velivoli “legacy” l’attenzione del pilota era infatti concentrata per la maggior parte del tempo nella conduzione del velivolo ed in secondo luogo all’esecuzione della missione. La complessità degli scenari moderni e l’evoluzione tecnica dei velivoli, invece, ha ribaltato questa prospettiva. Il pilota è facilitato nel controllo del velivolo grazie agli avanzati strumenti di cui dispone, ma il contesto in cui opera e le minacce che deve affrontare richiedono l’esecuzione in tempi brevi di una complessa sequenza di operazioni, nonché la necessità di integrare dati che provengono da molte fonti diverse.
L’Aeronautica Militare, quindi, ha deciso di rivoluzionare la propria pipeline formativa, introducendo una quarta fase di addestramento, focalizzata sulla preparazione al combattimento multiruolo ed ha avviato la ricerca di un nuovo sistema integrato, capace di colmare il gap tra scuola e reparto operativo.
Un sistema integrato di addestramento

Il cuore dell’IFTS è l’M-346 Master, sviluppato da Leonardo, un addestratore avanzato con prestazioni ed avionica di livello superiore, concepito per replicare in modo realistico i moderni caccia di quarta e di quinta generazione. Tuttavia, l’innovazione non risiede solo nella piattaforma aerea, ma nell’Integrated Training System (ITS) che la circonda.
Questo ecosistema comprende una serie di strumenti a terra ed in volo che permettono di replicare moltissime situazioni dinamiche e complesse che, fino a qualche anno fa, potevano essere svolte solamente in modo più limitato.
La simulazione avanzata multi-livello, fino al Full Mission Simulator (FMS), prevede connessioni LVC (Live Virtual Constructive) che consentono l’interazione tra piloti reali e virtuali permettendo, dunque. di potere operare in contesti complessi simulando l’esecuzione di missioni reali.
Invece, l’Embedded Tactical Training System (ETTS) è un sistema elettronico installato a bordo del velivolo che simula radar, sensori ed armi, eliminando la necessità di componenti fisiche e riducendo drasticamente costi e manutenzione. Questo sistema permette al singolo velivolo di poter simulare gli equipaggiamenti principali adattandosi ai vari profili di missione anche se essi non sono fisicamente installati. Il pilota avrà comunque un feedback reale, come se l’aereo fosse dotato effettivamente di quel particolare sensore od armamento.
Inoltre, per quanto riguarda la programmazione delle missioni, il Mission Planning e Debriefing System (MPDS) di nuova generazione permette il monitoraggio in tempo reale ed analisi dei parametri di volo che possono essere analizzati successivamente durante la fase post-volo o di debriefing per analizzare la condotta del pilota ed individuarne le criticità.
Non di secondaria importanza è l’iter che il pilota deve affrontare per l’addestramento. Un sistema dotato di Intelligenza Artificiale, infatti, è in grado di analizzare le performance dell’allievo permettendo di verificare se esse siano in linea, oppure al di sotto di quanto richiesto. Dunque, il syllabus diventa dinamico ed interconnesso con l’esperienza del pilota andando a modificarsi in base al rendimento dell’allievo.
Il risultato è un sistema “military-driven, industry-powered” in cui i requisiti operativi sono definiti dall’Aeronautica Militare, mentre la gestione della manutenzione, simulazione e logistica è affidata all’industria, con Leonardo responsabile dell’aeronavigabilità e CAE dell’infrastruttura simulativa.
Tutto questo fa affidamento ad una architettura aperta che consente aggiornamenti costanti e l’integrazione di nuove tecnologie per consentire di evolvere l’addestramento di pari passo con i velivoli in servizio alle Forze Armate italiane e straniere, nonché di adeguarlo alle minacce riconosciute.
La pipeline addestrativa: eccellenza modulare e interoperabile
Il percorso di un allievo pilota prevede inizialmente la selezione e l’addestramento basico su aeroplani a elica SIAI-Marchetti T-260B, seguiti dalle fasi su jet presso Galatina in Puglia ed ora, principalmente, presso il nuovo campus di Decimomannu, in Sardegna.
Il sito, esteso su 130.000 m², comprende 35.000 m² di infrastrutture indoor, con simulatori, aule, centri di missione ed aree di supporto logistico. A oggi, vi operano 400 addetti tra personale militare e civile di media annualmente, con un forte coinvolgimento della comunità locale che può accedere a posti di lavoro ad elevata qualifica.

Dall’avvio operativo nel luglio 2022, l’IFTS ha raggiunto risultati significativi con oltre 16.000 ore di volo reali ed un numero equivalente di ore simulate, quasi 60 studenti in formazione contemporanea, per un totale di 130 piloti addestrati fino a oggi, 14 nazioni partecipanti, tra cui Stati Uniti e Croazia, con il 70% degli allievi provenienti da Paesi partner.
La dotazione dell’IFTS è di 28 velivoli M-346 complessivi, di cui 18 dell’Aeronautica Militare, 4 di Leonardo e 6 appartenenti alla Qatar Emiri Air Force riservati all’addestramento dei piloti qatarini.
Tecnologia e sostenibilità come moltiplicatori di efficienza
L’approccio integrato consente una riduzione dei costi operativi rispetto ai tradizionali velivoli da combattimento, permettendo di risparmiare molte attività di addestramento precedentemente svolte in fase operativa.
Il sistema ETTS, eliminando radar e componenti reali, garantisce affidabilità e minori emissioni, mentre la simulazione avanzata consente ripetibilità illimitata delle missioni senza impatto ambientale.
Secondo i feedback dei reparti operativi, la qualità dei piloti formati all’IFTS è sensibilmente superiore, con capacità multi-role consolidate prima del passaggio alle Operational Conversion Units (OCU), cioè a quella fase di addestramento in cui il pilota transita sul velivolo in dotazione al reparto a cui è stato assegnato.
Verso il futuro

L’IFTS non si ferma data la costante evoluzione del settore “operativo”. Le prossime evoluzioni riguardano l’adozione di un Large Area Display per allineare l’interfaccia del M-346 a quella di F-35 e Eurofighter, biometric e physiological monitoring, per valutare in tempo reale le performance cognitive e fisiche dei piloti, mixed ed augmented reality nei simulatori e nei voli reali, ampliando l’esperienza LVC, ed infine un addestramento multi dominio integrato, esteso a ISR, EW e missioni con assetti congiunti.
In prospettiva, il sistema sarà la base per la formazione dei futuri piloti del GCAP (Global Combat Air Programme), garantendo interoperabilità con le piattaforme alleate e piena compatibilità con le reti di simulazione europee e NATO.
Un polo strategico per la formazione globale

Con l’IFTS, l’Italia ha saputo trasformare una necessità nazionale in una opportunità strategica internazionale, offrendo un servizio d’eccellenza anche a Paesi partner.
Il modello “training-as-a-service”, pubblico-privato, scalabile e tecnologicamente evoluto, consolida il ruolo dell’Aeronautica Militare e dell’industria nazionale nel cuore del sistema di difesa occidentale.
L’Aeronautica Militare mantiene il controllo del contenuto dei corsi, della standardizzazione, dei test e degli esami, l’addestramento a terra ed in volo, nonché la selezione degli istruttori militari e civili.
L’industria, con Leonardo che fornisce il sistema di addestramento integrato e la canadese CAE i sistemi di simulazione, è responsabile della parte infrastrutturale, il supporto logistico del T-346 e del sistema di addestramento a terra.
L’IFTS è oggi un laboratorio di integrazione tra uomo, macchina e tecnologia, capace di preparare i piloti alle sfide del combattimento aereo del XXI secolo.