La Bosnia-Erzegovina verso l’adesione alla NATO

A Sarajevo il Governo bosniaco ha adottato all’unanimità un programma di riforma per il Paese che sarà sottoposto all’attenzione della NATO in vista dell’ingresso della nazione balcanica nell’Alleanza.

Infatti, attualmente la Bosnia-Erzegovina non è ancora un membro della NATO, ma ha attivato le procedure per poter richiedere l’adesione.

Il programma di riforme approvato costituisce un passo tecnico fondamentale per proseguire la cooperazione e l’avvicinamento agli standard dell’Alleanza Nord Atlantica.

Ad oggi la Bosnia-Erzegovina è un Paese partner della NATO; di recente è stato concordato con la NATO il primo Individually Tailored Partnership Programme (ITPP) per il periodo 2025-2028, teso a rafforzare la resilienza e le capacità di difesa del Paese.

Dal 2010 la Bosnia-Erzegovina partecipa al Membership Action Plan (MAP), la cd. road map che dovrebbe portare il Paese a diventare membro effettivo della NATO; peraltro, questo programma più volte è stato ostacolato dalle divisioni interne con il mancato invio nei tempi e termini concordati dei relativi piani annuali.

Da parte sua la NATO ha sempre ribadito il suo impegno a sostenere e garantire la piena sovranità e l’integrità territoriale della Bosnia-Erzegovina, anche a fronte dell’approssimarsi di nuove crisi balcaniche tra Serbia, Kosovo ed Albania.

La Bosnia-Erzegovina oggi

L’architettura dell’attuale Bosnia-Erzegovina si basa sugli Accordi di Dayton che misero fine alla lunga e sanguinosa guerra balcanica della prima metà degli anni Novanta; quegli accordi sono un compromesso in base al quale il Paese è sostanzialmente diviso in due Repubbliche semi autonome, una a maggioranza serba e l’altra a maggioranza croata-mussulmana.

Le due Repubbliche/Federazioni condivono solo determinati aspetti, tra cui moneta, sicurezza, esercito e sistema giudiziario ed il Governo-Parlamento centrale e la Presidenza tripartita, ma ognuna ha un proprio Parlamento ed una propria Polizia; ad esse si aggiunge il Distretto di Brčko,un’unità amministrativa autonoma nel nord-est del Paese in cui sono presenti entrambe le entità.

La Repubblica Srpska e la Federazione croato-musulmana di Bosnia ed Erzegovina

L’ostacolo all’adesione del Paese alla NATO è rappresentato dalla Repubblica Srpska in cui vive la componente serba che da sempre si oppone all’ingresso della Bosnia-Erzegovina nell’Alleanza spalleggiata dalla Serbia, anche supportata dalla Russia che, dai tempi della crisi del Kosovo, si frappone all’allargamento della NATO nei Balcani.

Invece, la Federazione croato-musulmana di Bosnia ed Erzegovina, dove vivono musulmani e croati bosniaci, sia pure con alcuni distinguo, è in maggioranza favorevole all’adesione alla NATO; qui gli influssi di Croazia ed Albania, membri dell’Alleanza, hanno maggiore presa.

Nel corso degli anni scorsi ha destato una certa attenzione la penetrazione culturale ed economica da parte della Turchia e dell’Iran che, per ciascun per proprio conto, hanno tentato di stabilire la loro presenza nell’area.