La Danimarca vuole velocizzare il dispiegamento del sistema terrestre di difesa aerea

In Danimarca il Ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, ha annunciato che il Governo sta lavorando fattivamente per avere un sistema di difesa aerea operativo a partire dal 2026.

A tal fine il Governo danese ha anche stanziato 50 miliardi di corone (circa 7,0 miliardi di dollari) per spese aggiuntive di difesa dal 2025 al 2026, al fine di portare la spesa per la difesa al 3,0% del PIL nazionale.

Questo aumento degli investimenti in difesa da parte di Copenhagen è una risposta diretta all’aggressione russa ed all’incerto sostegno degli Stati Uniti che hanno adottato con il Presidente Trump una politica di crescente disimpegno dagli affari europei.

Il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto ai Paesi europei di contribuire di più alla propria sicurezza, sollevando dubbi sul suo impegno verso la sicurezza europea.

Inizialmente programmato per il 2030, il Governo danese sta ora esplorando l’opzione di acquisire un sistema temporaneo di difesa aerea terrestre, valutando l’ipotesi di affitto, leasing od acquisto definitivo.

L’obiettivo del Ministro Troels Lund Poulsen è di siglare il contratto entro l’estate prossima per ottenere i primi sistemi già a partire dal 2026.

La partnership con la Norvegia e la possibile scelta del NASAMS

In questo senso vi è da segnalare che la scorsa settimana che i Governi di Danimarca e Norvegia hanno annunciato di voler intensificare la cooperazione in materia di difesa sullo sfondo di una situazione di sicurezza definita “difficile” in Europa.

Come noto in Norvegia opera la compagnia Kongsberg che produce il famoso sistema di difesa aerea ed antimissile (da crociera) National Advanced Surface-to-Air Missile System (NASAMS) ampiamente diffuso e largamente impegnato con ottimi risultati in Ucraina dove ha registrato un elevato tasso di ingaggi riusciti.

Il NASAMS 3, la versione più recente del sistema, è attualmente in produzione su larga scala da parte di Kongsberg per diversi utenti tra cui la stessa Norvegia, l’Ucraina, la Lituania ed i Paesi Bassi.

Questa versione è in grado di impiegare missili AIM-9X Block II Sidewinder a guida di calore, AIM-120B/C/D AMRAAM a guida radar attiva e l’AMRAAM-ER, la versione a raggio d’azione incrementato.

L’AMRAAM-ER è dotato del motore a razzo del Evolved Sea Sparrow Missile (ESSM), integrato con il sensore di guida AMRAAM; l’adozione del nuovo motore ha permesso di espandere il raggio di ingaggio, con un aumento del 50 percento della portata massima e del 70 percento dell’altitudine massima raggiungibile dal missile, conferendo al NASAMS 3 effettive capacità di difesa a medio/lungo raggio.

Foto credit @Kongsberg-Raytheon (RTX)