Il Ministro della Difesa greco Nikos Dendias ha affermato che la Grecia intende partecipare attivamente al programma della US Navy destinato alla costruzione delle fregate classe Constellation.
La dichiarazione, a margine di un incontro con il suo omologo cipriota, apre alla possibile acquisizione di sette fregate partendo da una vera e propria collaborazione con gli Stati Uniti.
L’intenzione sarebbe infatti quella di poter partecipare al programma fin da subito in modo da potere progettare l’unità navale secondo le esigenze della Marina.
Lo Stato Maggiore della Marina greca (ΓΕΝ) avrebbe già ricevuto il 16 gennaio 2024 una risposta positiva da parte dell’US Navy che si dimostrava interessata alla partecipazione di Atene al programma con la costruzione delle fregate presso cantieri navali greci.
Rimane però sempre sul tavolo delle trattative la fornitura gratuita da parte degli Stati Uniti di quattro Littoral Combat Ship (LCS) prossime alla dismissione preventiva da parte dell’US Navy.
I costi della classe Constellation non sono certo bassi e si parte dagli 1,28 miliardi di dollari per la prima unità per poi passare a 1,05 miliardi di dollari per la seconda nave. L’obiettivo ultimo è di arrivare una volta iniziata la costruzione in serie a poco meno di 900 milioni di dollari a fregata.
La Marina greca opera attualmente un totale di 13 fregate di cui quattro Classe Hydra derivate dal progetto MEKO-200HN (costruite tra il 1992 ed il 1998) e nove Classe Elli derivate dalla classe Kortenaer (cedute dall’Olanda gli anni 90′ e 2000).
A partire dal 2025 inizierà invece la consegna della prime delle tre (+1 in opzione) fregate FDI HN costruite da Naval Group con diverse modifiche rispetto a quelle che entreranno in servizio con la Marine Nationale soprattutto per quanto riguarda l’armamento,.
Le FDI HN sono costruite da Naval Group presso i cantieri navali di Lorient ed una certa aliquota di sistemi a bordo, soprattutto sottosistemi, sono costruiti da aziende greche.
L’intento con l’interesse per la Classe Constellation sarebbe quello di poter riportare in Grecia la costruzione delle navi presso cantieri navali nazionali così come avvenne per le MEKO-200 (tre su quattro) e per i sottomarini Type 214 (tre battelli su quattro).