La Grecia rinnova la difesa aerea multistrato

La Grecia ha avviato un importante programma di ammodernamento e potenziamento del sistema di difesa aerea multistrato.

L’obiettivo del Ministero della Difesa di Atene è la progressiva sostituzione dei vecchi ed ormai obsolescenti sistemi missilistici di origine sovietica/russa OSA-AK, TOR-M1 e S-300 PMU-1, nonché statunitensi MiM-23 Hawk giunti a fine vita operativa.

Gli OSA-AK e TOR-M1 sono in dotazione all’Esercito Greco insieme ai MIM-23 Hawk di cui sono disponibili sette batterie, mentre altri TOR-M1 e gli S-300 PMU 1 sono in servizio con l’Aeronautica Greca, rispettivamente, in quattro batterue con sedici lanciatori ed altre quattro batterie con trentadue lanciatori per missili 48n6.

Per gli OSA-AK, TOR-M1 e S-300, oltre gli anni si fanno sentire la carenza di parti di ricambio e la sempre maggiore difficoltà a mantenerli operativi ed impiegarli in ambiente NATO.

In questo quadro non particolarmente esaltante, il Governo di Atene ha deciso di avviare un programma noto come “Scudo d’Achille” o “Aspída tou Achilléa” teso alla sostituzione dei predetti sistemi.

Candidati alla successione sono principalmente sistemi missilistici sviluppati e prodotti dall’industria israeliana che, nel corso degli ultimi anni, è divenuta una fondamentale risorsa per le FF.AA. greche alle prese con l’ammodernamento dei propri equipaggiamenti e sistemi obsoleti, fornendo sistemi ed equipaggiamenti di tecnologia avanzata.

I sistemi missilistici israeliani valutati

Inoltre, l’industria israeliana, oltre ad applicare prezzi largamente concorrenziali, garantisce tempi rapidi di consegna (esigenze belliche del Paese permettendo) ed ampia collaborazione industriale, tutti fattori apprezzati in Grecia.

Al centro delle attenzioni greche vi sarebbero lo Spyder prodotto da Rafael Advanced Defense Systems (ADS), un missile intercettore a corto-medio raggio per sostituire OSA-AK e TOR-M1, il Barak MX prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI), sistema di difesa a medio raggio per sostituire le unità Hawk, con sistemi radar e di comando integrati ed il David’s Sling nella variante SkyCeptor, coprodotto da Rafael e IAI, un sistema da difesa aerea a lungo raggio per sostituire l’S-300, in grado di contrastare anche le minacce dei missili balistiche.

Questi sistemi andrebbero ad aggiungersi ed integrarsi con i sistemi MIM-104 Patriot già disponibili in sei batterie con trentasei lanciatori.

Il fattore economico

Ovviamente, per Atene il discorso economico è fondamentale; il programma sarà diluito in più di un decennio e si procederà a fasi; per prima sarà la Tracia e le isole più orientali a ricevere i nuovi sistemi; successivamente, si penserà al resto del Paese continentale ed insulare.

Per la prima fase si stima che il Governo di Atene stanzierà circa 4 miliardi di euro; considerando la provenienza extra-UE non potrà essere fatto ricorso al fondo SAFE se non in minima parte.

Foto credit @Rafael Advanced Defense Systems e @Israel Aerospace Industries