La Norvegia ordina una coppia di sottomarini 212CD

In Germamia Thyssenkrupp Marine Systems (TKMS) ha annunciato che il Governo Norvegese ha approvato l’acquisto di due ulteriori sottomarini Classe 212CD.

Con l’avvenuta firma ufficiale del contratto, TKMS ha ricevuto così un’estensione completa dell’ordine per il programma 212CD in corso, uno degli ordini più grandi nella storia dell’azienda.

Questo nuovo ordine aumenta il numero di sottomarini previsti per la Marina Reale Norvegese da quattro ad un totale di sei battelli che si aggiungono ad un pari numenro di 212CD acquistati dalla Marina Tedesca.

Grazie alle avanzate capacità di consapevolezza della situazione, alla connettività migliorata con le unità alleate e ad una firma ancora più bassa, la classe 212CD stabilisce nuovi standard a livello mondiale come il sottomarino convenzionale più avanzato.

L’approccio cooperativo tedesco-norvegese non solo offre una soluzione compatibile con le forze NATO e conforme ai rigorosi standard operativi globali, compresi quelli nell’Artico, ma offre anche vantaggi in termini di cooperazione in ricerca e sviluppo, addestramento, equipaggi, logistica e manutenzione. Tutto ciò si traduce in effetti positivi in ​​termini di costi e valore aggiunto per l’industria tedesca e norvegese.

Come anticipato in precedenza, il Governo Tedesco ha firmato il contratto per l’acquisto dei suoi quattro sottomarini opzionali nel dicembre 2024. Ciò ha portato il numero di sottomarini 212CD ordinati da TKMS per la Marina Tedesca dai due originali ad un totale di sei sottomarini. Con l’estensione dell’ordine norvegese, il programma ha ora raggiunto il volume massimo previsto di dodici sottomarini del tipo 212CD.

La fase successiva prevede la possibilità di espandere il programma fino a includere potenzialmente fino a dodici sottomarini canadesi. TKMS sta collaborando con i suoi partner tedeschi e norvegesi nell’attuale gara d’appalto bandita dal Governo Canadese per raggiungere tale obiettivo.

Fonte Thyssenkrupp Marine Systems (TKMS)

Foto credit @Ares Osservatorio Difesa