In occasione della parata militare per l’anniversario della vittoria sul Giappone le Forze Armate cinesi hanno fatto largo sfoggio di nuovi sistemi d’arma e tecnologia per dimostrare al mondo la potenza raggiunta dalla Cina.

Tra i numerosi nuovi sistemi d’arma uno che merita attenzione il laser LY-1 che è stato esibito a bordo di veicoli 8×8.
Non circolano molte notizie su tale sistema definito dagli speaker della parata come sistema leggero destinato ad abbattere droni e missili; vi sono notevoli somiglianze tra il LY-1 ed un analogo sistema installato a bordo di unità di superficie Type 071 della Marina del Esercito Popolare di Liberazione (PLAN), il che fa presumere che si tratti dello stesso o di una versione strettamente derivata del sistema laser imbarcato.

Seguendo la logica occidentale, un sistema del genere è pensato per contrastare in primis droni singoli ed in sciami, loitering munition, razzi e proiettili d’artiglieria fino a missili cruise che hanno velocità ridotta e ridotta manovrabilità.
E’ interessante la scelta del veicolo di dimensioni più che generose, un 8×8 blindato, che fa presumere il ricorso a tale piattaforma da parte degli ingegneri cinesi per sfruttarne le capacità di carico per posizionarvi l’indispensabile generatore di energia.
Come tutti i sistemi laser ad alta potenza fin qui presentati, prototipi e pochi sistemi HEL davvero operativi, l’israeliano Iron Beam su tutti, anche quello cinese dovrebbe operare da solo od inserito in una difesa multistrato con altri sistemi “classici” cannonieri e/o missilistici.
Vantaggi e limiti dei sistemi laser
I vantaggi dei sistemi HEL sono noti; concentrazione del fascio laser per pochi attimi più che sufficienti ad incendiare parti vitali del bersaglio, costi irrisori per singola illuminazione rispetto ad un effettore missilistico, caricatore praticamente inesauribile se il generatore è alimentato continuamente, massima precisione garantita.
Gli altrettanti limiti noti sono degrado delle prestazioni in caso di nuvolosità consistente, polvere consistente (a certe latitudini è una presenza costante) e la gittata ridotta; in mare si aggiungono i problemi legati alla salsedine, pioggia, onde che colpiscono la nave ed i suoi sistemi compresi i laser che hanno delicate ottiche e servosistemi.
Se si accettano tali limitazioni insuperabili allo stato dell’attuale tecnologia, il laser ad alta potenza ha la sua ragione d’essere per compiti C-UAS e C-RAM, meno per compiti di difesa antimissile perché i missili sono bersagli, con l’eccezione dei cruise, poco o per niente collaborativi che volano ad alta velocità supersonica od ipersonica in grado di eseguire anche manovre elusive.
L’esibizione pubblica del sistema LY-1 peraltro è la chiara dimostrazione che il divario tecnologico tra la Cina ed il mondo occidentale, una volta considerato una sorte di “Vallo di Adriano” pressoché insuperabile per Pechino è stato ampiamente colmato ed ora è l’Occidente che insegue la Cina su determinate tecnologie il cui sviluppo è stato ritardato per motivi di costi e per poca convinzione dimostrata da parte delle Forze Armate e dall’industria della Difesa, accumulando ritardo in diversi settori.