Nuovo attacco ibrido in Germania: camion Bundeswehr distrutti, Mosca nel mirino

La notte del 22 giugno 2025, un incendio ha danneggiato pesantemente quattro camion militari della Bundeswehr parcheggiati presso una officina civile ad Erfurt, in Turingia.

Le autorità, ancora impegnate nelle indagini, sospettano un sabotaggio ben organizzato, forse coordinato da agenti esterni. Secondo un video diffuso su un canale Telegram — con tanto di rivendicazione in lingua russa — sarebbero state distrutte attrezzature “destinate all’Ucraina” perché ritenute “inutili”.

I veicoli, però, risultano chiaramente recare la livrea, i simboli e le targhe militari tedesche.

Un bersaglio ripetuto

Erfurt non è un caso isolato. Sono tre gli episodi simili registrati negli ultimi tre anni. Nel 2023 un incendio coinvolse uno stabilimento MAN specializzato in camion militari mentre nell’estate 2024 un altro rogo distrusse veicoli per il fronte ucraino.

Questo schema è generalmente interpretato come una strategia mirata a interrompere la logistica bellica in transito verso l’Ucraina.

Una campagna più ampia

Secondo un’indagine dell’Associated Press, dal 24 febbraio 2022 sono stati documentati 59 attacchi sospetti attribuiti a Mosca o a suoi gruppi proxy in Europa, che includono incendi, sabotaggi ferroviari, cyberattacchi e spionaggio tradizionale. Non a caso, il sabotaggio sui treni in Polonia o il danneggiamento di cavi sottomarini nel Mar Baltico si inseriscono tutti nella stessa cornice .

Uno studio della CSIS rivela che negli anni ’23 e ’24 gli attacchi fisici in Europa hanno subito una crescita esponenziale, incentivati dalla struttura dei servizi segreti russi, in particolare il GRU, e realizzati attraverso cellule locali o ingaggi di terzi per mantenere un alone di “plausible deniability”.

Obiettivi e contromisure

Secondo Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’Unione Europea, queste operazioni rappresentano un programma a lungo termine: mirano a sabotare la coesione europea, indebolire il sostegno a Kiev e mettere in discussione la capacità difensiva della NATO. Parallelamente, il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, ha sollecitato un aumento della spesa militare fino al 5% del PIL, con l’obiettivo di migliorare la mobilità logistica e la resilienza agli attacchi ibridi.

Le contromisure adottate includono il rafforzamento del coordinamento tra servizi d’intelligence europei e NATO, la messa in sicurezza delle infrastrutture critiche (porti, ferrovie, depositi militari) e l’intensificazione della sorveglianza cyber‑fisica, con implementazione di difese attive come sistemi antincendio e controllo accessi.

Tuttavia, come evidenzia un documento della CSIS, l’Europa fatica ancora a reperire una strategia complessiva ed efficace.