Nuovo missile balistico nordcoreano

In occasione della recente parata militare svolta a Pyongyang anche alla presenza di ospiti cinesi, russi e vietnamiti, le Forze Armate nordcoreane hanno fatto sfilare un nuovo missile balistico di tipo intercontinentale.

La parata eseguita per celebrare l’anniversario degli ottanta anni  di governo del Partito dei Lavoratori in Corea del Nord è servita per esibire il nuovo missile balistico intercontinentale (ICBM) Hwasong-20.

La Agenzia di stampa nordcoreana KCNA ha definito l’Hwasong-20 come il “sistema di armi nucleari strategiche più potente” finora realizzato dall’industria di Pyongyang, accreditato di poter raggiungere gli Stati Uniti continentali.

Tra ali festanti in un tripudio di bandiere, cori ed applausi da parte di migliaia di persone, sotto gli occhi compiaciuti del leader supremo nordcoreano, sono sfilati tre di questi nuovi missili intercontinentali.

Possibile capacità di trasporto di molteplici testate

Per le dimensioni mostrate, tali ordigni potrebbero essere capaci di trasportare più veicoli di rientro, ognuno costituito da una testata nucleare, come peraltro richiesto da Kim Jong Un per contrastare gli Stati Uniti.

Il missile è stato installato a bordo di un gigantesco TEL ad undici assi per renderlo mobile e meno vulnerabile rispetto ai silos rinforzati la cui posizione è facilmente rintracciabile grazie alla sorveglianza ed osservazione satellitare.

Nuovo motore a combustibile solido

Lo Hwasong-20 dovrebbe essere dotato di un motore in fibra di carbonio a combustibile solido di nuovo tipo, la cui esistenza è stata resa nota recentemente dagli organi di stampa ufficiali.

Il nuovo motore è stato descritto come più potente rispetto ai modelli precedenti.

Come per i precedenti modelli di missili balistici a lungo raggio ed intercontinentali, visti i numerosi lanci falliti, anche per questo nuovo modello mostrato da Pyongyang rimangono i dubbi sul reale funzionamento e sulla capacità delle testate di resistere all’attrito e al calore durante il rientro nell’atmosfera.

Fonte e foto credit @KCNA