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SIRENA è un progetto che mira ad un primato di sovranità tecnologica nazionale e che rappresenterà anche un importante riferimento in ambito mondiale.
Per Domitilla Benigni, CEO&COO di ELT Group, l’aggiudicazione del progetto SIRENA è un risultato molto importante per ELT Group che pone l’azienda in prima linea nella dimensione Underwater per lo sviluppo di un prodotto nuovo per il mercato nazionale e con pochi concorrenti su quello mondiale.
Per il CEO&COO di ELT Group il progetto SIRENA si configura come una grande opportunità nel mondo dei veicoli Unmanned subacquei e conferma il consolidamento della mission storica dell’azienda di protezione degli asset, sottolinenado al contempo il grande slancio dato dal Polo Nazionale della dimensione Subacquea per lo sviluppo di soluzioni innovative in un ambiente decisamente sfidante quale quello Underwater.
Al progetto SIRENA partecipano numerose aziende nazionali e centri di Ricerca: Elettronica S.p.A., STAM S.r.l., Graal Tech S.r.l., CO.L.MAR S.r.l., ELDES S.r.l., Key-Biz S.r.l., BLUETHINK S.p.A., CNIT – Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni, Università di Genova – ISME Interuniversity Center of Integrated Systems for the Marine Environment ed Università degli Studi di Napoli (UNINA) – Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati (CeSMA).
Fonte comunicato @ELT Group
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E’ quanto segnala la nuova ricerca “Above and belowe water drones market”, realizzata dalla società di consulenza strategica PwC Strategy& Italy, che sarà presentata in anteprima domani durante “Sea Drone Tech Summit – Digital Conference 2025”, seconda edizione della conferenza online sulle ultime novità nel settore della robotica marina, che si svolgerà in diretta streaming con la partecipazione dei massimi esperti in ambito civile e militare.
Sempre in Italia, nel 2030 il mercato dei robot sottomarini (UUV, Unmanned Underwater Vehicles) arriverà ad un valore di 136,8 milioni, mentre i natanti di superficie senza equipaggio (USV, Unmanned Surface Vessel) toccheranno gli 80,8 milioni.
In particolare, nel nostro Paese il comparto della robotica marina per la Difesa ha raggiunto nel 2024 un valore stimato di 38,6 milioni, destinato a crescere in maniera importante fino a raggiungere i 98,2 milioni nel 2030. In aumento anche le previsioni del mercato mondiale: nel 2030 toccherà infatti i 18,9 miliardi di euro, di cui 11,9 miliardi per il settore UUV e 7 miliardi per il settore USV.
Secondo il report di PwC Strategy& Italy, la crescita italiana è trainata da alcuni fattori strutturali: la crescente influenza del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea (PNS), grazie alle collaborazioni con organismi ed enti pubblici, regioni e realtà industriali; la pubblicazione da parte del PNS di più di 10 bandi per progetti di ricerca e sviluppo per tecnologie sottomarine strategiche; gli investimenti pubblici e le molteplici iniziative divise tra programmi, progetti e collaborazioni, che coinvolgono grandi player, pmi e spin-off universitari.
In aggiunta, la ricerca evidenzia che, a fronte di una prevalenza delle applicazioni civili in valore assoluto, il settore della Difesa è atteso più che raddoppiare entro il 2030 a livello globale, sostenuto da programmi, hub di ricerca e iniziative per la resilienza di cavi e condotte sottomarine. Il filone sulla sicurezza delle infrastrutture critiche guadagna centralità nel quadro geopolitico attuale, mentre start-up e spin-off aumentano la competizione tecnologica su payload, navigazione autonoma e autonomia operativa.
L’avanzamento di intelligenza artificiale, sensoristica, autonomia e nuovi materiali amplia le applicazioni nei settori come la sorveglianza costiera, ispezioni offshore, monitoraggi ambientali e sicurezza portuale, con impieghi dual-use civili e militari in continua espansione.
Il programma di “Sea Drone Tech Summit – Digital Conference 2025” vedrà domani la partecipazione dei principali stakeholder della robotica marina in Italia: interverranno esperti degli uffici del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Marina Militare, CNR, ENEA, Interuniversity Center of Integrated Systems for the Marine Environment (ISME), Fincantieri, Sonsub (gruppo Saipem) e EdgeLab.
Tra l’altro, sono previsti interventi sulle norme previste dal Ddl sulla Sicurezza delle Attività Subacquee, attualmente in discussione alla Camera, e anche sulle attività e le prossime iniziative del PNS. “Negli ultimi anni, l’attenzione per il settore underwater è molto cresciuta in Italia e in tutto il mondo, spinta soprattutto dagli eventi bellici tra Ucraina e Russia e dalla necessità di garantire la sicurezza delle infrastrutture subacquee”, spiega Luciano Castro, Presidente di Sea Drone Tech Summit. “L’obiettivo della Digital Conference è dunque di riunire la community italiana della robotica marina in ambito civile e militare per fare il punto sullo sviluppo di questo comparto strategico, in cui il nostro Paese può giocare un ruolo di leadership a livello tecnologico e applicativo”.
Gli eventi di Sea Drone Tech Summit sono promossi dall’associazione lfimedia e organizzati da Mediarkè, in collaborazione con Municipio Roma X, Università Roma Tre (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica e Dipartimento di Ingegneria Civile, Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche), ISME e Cluster Tecnologico Nazionale Economia del Mare (Cluster BIG).
Negli anni pari è organizzato un congresso in presenza a Ostia (Roma), sostituito negli anni dispari da una conferenza online. Per partecipare domani alla diretta streaming, è necessario pre-registrarsi compilando questo modulo: https://www.seadrone.it/partecipazione.html. La registrazione della conferenza sarà successivamente pubblicata sui canali social.
Fonte ed immagine credit @Sea Drone Tech Summit Digital Conference 2025/Ufficio Stampa
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Sono state registrate 72 richieste di partecipazione, per un totale di 165 operatori economici, di cui 12 grandi imprese, 110 PMI e 43 tra università e centri di ricerca. Un dato di assoluto rilievo riguarda la capacità del PNS di ampliare in modo significativo il proprio ecosistema: 124 dei soggetti partecipanti sono nuove realtà (7 grandi imprese, 87 PMI e 30 tra università e centri di ricerca). In poco più di un anno e mezzo dalla sua istituzione nel dicembre 2023, il Polo ha più che raddoppiato il numero di realtà industriali e accademiche coinvolte, passando da un ecosistema composto da 119 operatori economici, creatosi con i primi bandi, a 251.
Questo risultato riflette la vitalità del comparto e conferma l’efficacia delle nuove policy di incentivazione introdotte dal nuovo bando, con premialità mirate a favorire, in particolare, la partecipazione delle PMI, anche al di fuori delle filiere di settore già consolidate. Ne è derivata una composizione innovativa delle compagini proponenti, capace di stimolare sinergie tra grandi player industriali, piccole e medie imprese e mondo accademico.
Il BATCH 3, che comprende 10 progetti di ricerca e sviluppo per un valore complessivo pari a 50 milioni di euro (tutti co-finanziati al 50%), si concentra sugli obiettivi cardine della missione del PNS:
I progetti spaziano dallo sviluppo di effettori per la protezione delle infrastrutture subacquee a sonar ad apertura sintetica, da sistemi di propulsione innovativi per veicoli autonomi a materiali resistenti per ambienti estremi, fino a soluzioni pionieristiche come un Lidar subacqueo per l’imaging ottico. A questi si aggiungono 5 progetti aperti settoriali, i cosiddetti “unsolicited”: progetti senza un tema definito, ma con l’obiettivo di sviluppare tecnologie che rientrino nelle aree strategiche del Polo attraverso lo sviluppo di nuove idee e il consolidamento di soluzioni già mature.
Con il Batch 3, salgono a 18 i progetti complessivi avviati dal PNS, che convogliano su due traiettorie tecnologiche prioritarie per l’accesso all’ambiente sottomarino: un’infrastruttura di rete subacquea e un veicolo autonomo multi-missione per operazioni a elevate profondità. I primi dimostratori saranno disponibili a partire dal 2026, sviluppati grazie alla sinergia tra imprese, università e centri di ricerca.
Il Polo Nazionale della dimensione Subacquea, con il BATCH3, conferma così il proprio ruolo di hub strategico dell’innovazione subacquea in un contesto caratterizzato da crescente competizione tecnologica e da sfide geopolitiche che rendono urgente lo sviluppo di capacità di nazionali autonome e resilienti nel dominio underwater.
Fonte e foto credit @Marina Militare – Ufficio Stampa
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La capacità di operare compiutamente negli abissi marini è mirata alla salvaguardia delle infrastrutture strategiche subacquee (gasdotti e dorsali di cavi per il trasposto di dati ed energia) e al conseguente accesso a risorse energetiche e minerarie al momento inaccessibili.
I 18 progetti avviati dal PNS in un anno e mezzo hanno contribuito alla realizzazione di due assetti fondamentali, chiave d’accesso all’ambiente sottomarino: un sistema di controllo e sorveglianza subacqueo e un veicolo autonomo multi-missione.
Alle prime 8 call hanno partecipato oltre cento realtà industriali e accademiche e, a partire dal 2026, saranno disponibili i primi prototipi sviluppati dalle società aggiudicatrici, tra cui si annovera la presenza di PMI e università.
Tre dei progetti a bando, per un importo medio di 10 milioni di Euro ciascuno (è previsto il co-finanziamento al 50%), riguardano lo sviluppo di effettori in grado di proteggere le infrastrutture subacquee, di un sonar ad apertura sintetica e di un sistema di propulsione innovativo per veicoli autonomi subacquei.
Due progetti, per un importo rispettivamente di 5 e 6 milioni di Euro ciascuno (anch’essi co-finanziati al 50%), riguardano lo sviluppo di materiali idonei a operare in ambienti subacquei estremi e di un Lidar (strumento di imaging ottico attivo basato su tecnologia LASER) in grado di migliorare la qualità dell’immagine a distanze superiori rispetto ai sonar.
I restanti progetti (due da 1 milione di Euro, uno da 2 milioni di Euro e l’altro da 4 milioni di Euro, tutti co-finanziati al 50%) sono aperti all’iniziativa dei proponenti. L’obiettivo è raccogliere proposte di ricerca innovative, sia a basso livello di maturità tecnologica (TRL-Technology Readiness Level), mirate a esplorare nuovi percorsi o tecnologie ancora in fase iniziale, sia a TRL elevato, volte ad accelerare la validazione in ambiente operativo di dimostratori già consolidati.
Con questo nuovo lotto di bandi, il PNS consolida il proprio ruolo di motore dell’innovazione nella dimensione subacquea in un contesto internazionale in cui la competizione tecnologica e la complessità dello scenario geopolitico rendono sempre più urgente lo sviluppo di capacità nazionali all’avanguardia, autonome e resilienti.
Fonte e foto credit @Marina Militare-Ufficio Pubblica Informazione e Comunicazione
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La tempistica della conversione in equity sarà soggetta al verificarsi di determinati eventi tipici di operazioni analoghe. Il perfezionamento dell’investimento in WSense sarà soggetto al soddisfacimento di alcune condizioni stabilite tra le parti nonché all’ottenimento delle autorizzazioni richieste per questo tipo di operazioni
La collaborazione tra le due società, avviata con la firma di un Memorandum of Understanding (MoU) il 21 dicembre 2023, ha già prodotto risultati concreti, tra cui l’aggiudicazione di tre bandi promossi dal Polo Nazionale della Dimensione Subacquea. Questi progetti prevedono lo sviluppo e l’implementazione di soluzioni avanzate per la comunicazione subacquea, sfruttando le competenze complementari delle due realtà. Inoltre, Fincantieri e WSense sono attivamente impegnate nella partecipazione a ulteriori bandi nazionali ed europei per l’innovazione nel settore Underwater e in proposte commerciali congiunte.
L’investimento in WSense, eccellenza italiana all’avanguardia nello sviluppo di soluzioni innovative per le reti wireless e i sistemi di monitoraggio e sorveglianza sottomarini, è un ulteriore tassello nella strategia di Fincantieri nell’Underwater, rafforzando in particolare il presidio delle tecnologie critiche per la comunicazione subacquea, un segmento sempre più rilevante anche in chiave duale.
Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha dichiarato: “Questo investimento rappresenta un ulteriore passo nella nostra strategia di innovazione e digitalizzazione. Le tecnologie di Wsense aprono a nuove possibilità per il monitoraggio e la sicurezza delle infrastrutture marittime e sono abilitanti per lo sviluppo dell’intera dimensione subacquea. Con questa operazione confermiamo il nostro impegno a investire in soluzioni pionieristiche che possano definire il futuro della cantieristica e della difesa subacquea, sostenendo al contempo lo sviluppo di un’eccellenza italiana e confermando il ruolo di guida di Fincantieri nel tessuto industriale del nostro Paese”.
“L’ingresso di Fincantieri nel capitale di WSense – ha commentato Chiara Petrioli, CEO di WSense – rappresenta un riconoscimento importante del valore tecnologico e strategico delle nostre soluzioni nel campo della comunicazione subacquea. È un’operazione che ci permette di accelerare la nostra crescita industriale e commerciale, rafforzando il posizionamento di WSense come attore chiave in un settore cruciale per la sicurezza, la sostenibilità e la competitività del Paese”.
Con questa operazione, Fincantieri consolida ulteriormente la propria posizione di leader nell’innovazione per il settore marittimo e subacqueo, confermando la volontà di investire in tecnologie di frontiera che possano garantire competitività e sicurezza in un panorama industriale in continua evoluzione.
Fonte ed immagine credit @Fincantieri
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Il PNS (https://www.pnsitalia.com) pensato e voluto dal Ministro della Difesa Guido Crosetto che l’ha inaugurato il 12 dicembre 2023, nasce come catalizzatore dell’intero settore subacqueo nazionale (istituzioni, industria, start-up, mondo accademico e centri di ricerca), per creare un virtuoso ecosistema utile a valorizzare la capacità di innovazione e la sovranità tecnologica della filiera subacquea italiana.
Il Protocollo è stato sottoscritto dall’Ammiraglio di Squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Presidente del Comitato di Direzione Strategica del Polo Nazionale della dimensione Subacquea, e dall’Amb. Mario Andrea Vattani, Commissario Generale di sezione per l’Italia per Expo 2025 Osaka.
“Il mare è da sempre un settore strategico e identitario per l’Italia, riconosciuto a livello internazionale” ha commentato il Commissario Generale per l’Italia, Amb. Mario Vattani. “A Expo 2025 Osaka celebreremo la Giornata del Mare, una festa nazionale del Giappone, portando al centro dell’attenzione globale il ruolo dei mari come spazio di connessione tra nazioni, di collaborazione scientifica, innovazione tecnologica e impegno per la sostenibilità”.
Tra le varie iniziative, il Protocollo prevede l’organizzazione di tavole rotonde e momenti di approfondimento congiunto dedicati alla blue economy, con riferimento ai giorni del 21 e 22 luglio 2025, in occasione delle celebrazioni per la Giornata del Mare.
Fonte comunicato Marina Militare-Polo Nazionale della Subacquea/Commissariato Generale per l’Italia Expo 2025 Osaka
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Il PNS (https://www.pnsitalia.com/) nasce come catalizzatore del cosiddetto cluster subacqueo nazionale (istituzioni, industria, start-up, mondo accademico e centri di ricerca), per creare un virtuoso ecosistema utile a valorizzare la capacità di innovazione e la sovranità tecnologica della filiera subacquea nazionale
La RAFVG punta al rafforzamento del settore della blue economy sul territorio regionale, contribuendo e sviluppando la collaborazione tra soggetti del FVG del settore marittimo (imprese, università, enti di ricerca) e il PNS, cofinanziando progettualità che abbiano ricaduta sul territorio regionale.
In tale contesto il MUR, quale soggetto promotore del PNS, svolgerà una funzione di impulso per la partecipazione ai Bandi delle istituzioni scientifiche sotto la sua vigilanza e di individuazione delle possibili connessioni con linee di finanziamento ministeriali.
L’accordo è stato sottoscritto dall’Ammiraglio di Squadra Giuseppe BERUTTI BERGOTTO, in qualità di Presidente del Comitato di Direzione Strategica del Polo Nazionale della Dimensione Subacquea, dal Dottor Vincenzo DI FELICE, in qualità di Direttore generale della Direzione generale per la Ricerca del Ministero dell’Università e della Ricerca, e dalla Dottoressa Ketty SEGATTI, in qualità di Direttore centrale dell’Unità Operativa Specialistica Ricerca, Innovazione, Fondo Sociale Europeo plus ed altri fondi comunitari della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Fonte e foto credit @Marina Militare
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All’evento sono intervenuti ben 28 relatori di alto livello, 14 espositori e oltre 230 partecipanti, tra cui esperti e professionisti del settore in ambito civile e militare, ma anche docenti e studenti del Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica (DIIEM) dell’Università Roma Tre, che proprio a Ostia ha un corso di laurea in Ingegneria delle Tecnologie per il Mare. Ai partecipanti al congresso, è giunto un videomessaggio del Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci.
“Il Governo si sta dotando di una legge che consentirà di disciplinare tutte le attività della dimensione subacquea”, ha annunciato il Ministro Musumeci. “Ho illustrato al Consiglio dei Ministri il disegno di legge, che andrà presto all’esame del Parlamento. Forse siamo la prima o tra le prime nazioni europee ad aver previsto una legge che consenta di regolare le attività dei soggetti pubblici e privati in un’area come la dimensione subacquea che diventa sempre più antropizzata. Abbiamo infatti bisogno di mettere in sicurezza chi va sott’acqua per attività scientifica o militare e anche, presto si pensa, per attività turistica, segno evidente che questo processo di antropizzazione va disciplinato per la sicurezza di tutti, a cominciare dagli interessi nazionali ed internazionali del nostro Paese”.
Le due giornate di “Sea Drone Tech Summit 2024” hanno visto una sessione plenaria iniziale e tre sessioni tecniche, dedicate rispettivamente ai robot subacquei, ai droni navali di superficie e ai droni aerei per applicazioni marine.
In apertura del congresso, è stata presentata la nuova ricerca sul mercato dei droni marini a livello internazionale realizzata dalla società di consulenza strategica PwC Strategy& Italy: questo studio ha evidenziato un’ulteriore crescita del valore di questo comparto in Italia, che ha raggiunto infatti i 76,2 milioni di euro nel 2023, in aumento rispetto ai 63,4 milioni stimati nel 2022, e che toccherà i 203,9 milioni nel 2030, superando la stima di 189,1 milioni dello scorso anno.
Importante è stata anche la presenza della Marina Militare, che ha illustrato le attività del Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS) e anche uno studio relativo alla nave porta-droni “Sciamano”.
Tra le tante novità, sono stati presentati robot subacquei per l’esplorazione scientifica dei fondali, le ispezioni degli scafi delle navi, il controllo di piattaforme petrolifere, la sorveglianza di tubazioni e cavi sottomarini e anche la mappatura dei parchi archeologici subacquei. Presentate inoltre piccole imbarcazioni senza equipaggio utilizzabili per il monitoraggio della qualità delle acque, la sorveglianza delle coste e i rilievi idrografici, oltre a droni aerei impiegabili per attività di intelligence, per la ricerca di sversamenti di inquinanti e per il soccorso in mare.
“Il nostro congresso biennale ha nuovamente riunito tutta la comunità italiana della robotica marina e subacquea, consentendoci di fare il punto sullo stato dell’arte di queste nuove tecnologie e anche di favorire la collaborazione tra enti pubblici civili e militari, università, centri di ricerca, aziende specializzate e startup innovative”, ha dichiarato Luciano Castro, Presidente di Sea Drone Tech Summit. “In attesa della prossima edizione in presenza del 2026 a Ostia, inizieremo subito a lavorare alla seconda Digital Edition che, nell’ottobre del 2025, vedrà un meeting in diretta streaming tra i principali protagonisti di questo comparto in ambito scientifico, industriale e militare”.
“Sea Drone Tech Summit 2024” ha ricevuto i patrocini da parte del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, della Marina Militare e del Municipio Roma X.
Gli espositori sono stati Marina Militare, Università Roma Tre (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica), Università di Firenze (Dipartimento di Ingegneria Industriale), Università di Verona (Dipartimento di Informatica), Istituto di Ingegneria del Mare (CNR-INM), Proambiente, Auryn Aero, CABI Broker, Codevintec, Eurosportos, IntelliMove, Laser Navigation, Novacavi e Setel.
Fonte e foto credit @Sea Drone Tech Summit-Ufficio stampa/Mediarkè srl
]]>Dopo l’intervento in sede di apertura del Summit del Contrammiraglio Vito Lacerenza, Capo del 5° Reparto “Sommergibili e Dimensione Subacquea” che ha portato ai relatori ed alla platea i saluti del Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio di Squadra Enrico Credendino, e che si è soffermato sull’importanza strategica assunta dai droni nel ambito del dominio sottomarino per la sorveglianza e difesa delle infrastrutture vitali come pipeline e cavi dai cui transitano buona parte delle comunicazioni e flussi Internet fondamentali per le economie, ha preso la parola per la Forza Armata il Capitano di Vascello Alberto Guerini, Capo Reparto Sperimentazione del Centro di Supporto e Sperimentazione Navale (CSSN) della Marina Militare e Capo Ufficio Tecnico-Scientifico del Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS).

Il CV Guerini nel corso della sua allocuzione ha reso noti i primi importanti risultati ottenuti dal PNS, in poco meno di un anno di vita, un vero e proprio catalizzatore del cd. “cluster underwater”, in grado di aggregare e valorizzare al contempo le eccellenze nazionali industriali, le piccole e medie imprese (PMI) e start-up assai attive in questo settore, i i centri di ricerca pubblici e privati nonché le università sotto la sapiente regia della Marina Militare.
L’attività del PNS tra la fine del 2023 ed il 2024 si è dipanata con i primi otto bandi di ricerca già pubblicati ed assegnati, con altri quattro in via di definizione e che saranno resi pubblici entro il primo trimestre del 2025; l’obbiettivo della Marina Militare è far sì che il PNS, tramite il CSSN, gestisca contemporaneamente fino a dodici bandi, ognuno dei quali di durata non superiore a due anni.
Il PNS fisicamente con il CSSN è sito a La Spezia presso l’area “San Bartolomeo” in cui sorgeva uno storico silurificio ormai non più attivo da tempo; nella stessa zona è presente il Centro di Ricerca e Sperimentazione della NATO il che rende l’area di San Bartolomeo un polo di ricerca di straordinario valore tecnico e militare.
Uno degli obbiettivi che la Marina Militare intende raggiungere tramite il PNS è ottenere, entro un periodo di cinque anni, le tecnologie mature per un veicolo subacqueo multifunzione a cui affidare tutta una serie di compiti, dal ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione), alle operazioni di bonifica subacquea da mine ed ordigni esplosivi, al supporto alle operazioni antisom con sonar ed altri dispositivi di ricerca, fino al impiego come piattaforma per il trasporto e lancio di effettori.
La Marina Militare ha individuato in cinquanta milioni di euro annui la dotazione minima per il corretto funzionamento del PNS e per il finanziamento dei bandi di ricerca che, per quanto riguarda quelli relativi a tecnologie e compiti militari, non rimarranno fini a sé stessi, come attività accademica, ma i cui risultati saranno travasati in applicazioni (sistemi) destinati a divenire operativi.
Per maggiori informazioni sul PNS e sulle sue attività si rimanda volentieri al sito ufficiale https://www.pnsitalia.com/
Gli aspetti dell’iniziativa “Sciamano Drone Carrier” sono stati trattati dal Capitano di Vascello Gianluca Marcelli, Capo Ufficio Innovazione Tecnologica dell’Ufficio Generale Spazio e Innovazione (UGSI) dello Stato Maggiore Marina.

Il CV Marcelli ha precisato che “Sciamano Drone Carrier” allo stato attuale è un’attività di studio e ricerche non finalizzata a dar vita ad una vera e propria nave.
Al centro dello studio vi è la integrazione a bordo delle navi di superficie, non più del singolo drone UAS, UVS od UUV, ma di veri e propri sciami di droni che, a loro volta, potranno essere impiegati per missioni aeree, di superficie e subacquee.
Allo studio della Marina vi è la possibilità di impiegare UUV come moltiplicatori di sensori, ad esempio sonar, per integrare le capacità di scoperta e contrasto antisom delle navi di superficie, fino all’impiego come piattaforme per il trasporto ed il lancio di effettori, od ancora per dar vita ad una rete di sorveglianza e controllo di determinate aree con questi droni che funzionano da antenne che trasmettono i dati in tempo reale ai centri di comando a terra od imbarcati.

La Marina Militare sta lavorando all’integrazione di questi sciami di droni nei Combat Management Systems (CMS) delle navi di superficie e qui sorge il problema delle comunicazioni tra droni e navi. Infatti, si debbono integrare sistemi di comunicazione COTS o Commercial Off-the-Shelf di cui è dotata la stragrande maggioranza dei droni commerciali e non solo con sistemi di comunicazione classificati, standard NATO (stanag), con un processo di certificazione che è stato definito complesso ed incerto.
Altro aspetto oggetto dello studio attiene allo stivaggio ed alla movimentazione di questi sciami di droni a bordo delle navi; a tal fine si stanno approfondendo diverse configurazioni, considerato che le unità di superficie di nuova generazione dovranno operare con un elevato numero di droni subacquei, di superficie ed aerei; tra quelle maggiormente prese in considerazione vi è la configurazione delle moderne navi anfibie da trasporto e sbarco che, grazie alla contemporanea presenza di hangar, garage e bacino ben si prestano all’impiego di sciami di droni.
In conclusione, secondo la Marina Mililtare le soluzioni emerse dallo studio potranno trovare una prima applicazione per determinati aspetti a bordo delle fregate Fremm EVO, sui PPX e sulle LPDX, con l’obbiettivo finale di sviluppare una nave-piattaforma digitale, una sorta di “Sistema di sistemi” in grado di integrare queste tecnologie “dirompenti”.
Fonte e foto credit @Marina Militare
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Il punto su questo settore sarà fatto a “SEA DRONE Tech Summit 2024”, quarta edizione del congresso nazionale sulla robotica marina, che si svolgerà nei giorni 29 e 30 ottobre presso il Polo Acquatico della Federazione Italiana Nuoto a Ostia (Roma). Vi parteciperanno i massimi esperti del settore in ambito civile e militare: è prevista la presenza di oltre 25 relatori di alto livello, circa 15 espositori tra enti, università e aziende e ben 20 modelli diversi di droni e robot per attività nei mari, fiumi e laghi.
Il congresso è organizzato dall’associazione Ifimedia e da Mediarkè, in collaborazione con il Municipio Roma X, l’Università Roma Tre (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica e Dipartimento di Ingegneria Civile, Informatica e delle Tecnologie Aeronautiche), l’Interuniversity Center of Integrated Systems for the Marine Environment (ISME) e il Cluster Tecnologico Nazionale Economia del Mare (Cluster BIG).
Il programma di “SEA DRONE Tech Summit 2024” prevede una sessione plenaria iniziale e tre sessioni tecniche, dedicate rispettivamente ai robot subacquei, ai droni navali di superficie e ai droni aerei per applicazioni marine.
Importante sarà la presenza della Marina Militare, che tra l’altro illustrerà le attività del nuovo Polo Nazionale della dimensione Subacquea (PNS) di La Spezia e svelerà anche il progetto della futura nave porta-droni “Sciamano”.
Prevista inoltre la presentazione in anteprima della seconda edizione della ricerca di PwC Strategy& Italia sul mercato della robotica marina.
Tra le tante novità, saranno presentati robot subacquei per l’esplorazione scientifica dei fondali, le ispezioni degli scafi delle navi, il controllo di impianti eolici off-shore e di piattaforme petrolifere, la sorveglianza di tubazioni e cavi sottomarini e anche la mappatura dei parchi archeologici subacquei.
Saranno esposte anche piccole imbarcazioni senza equipaggio, utilizzabili per il monitoraggio della qualità delle acque, la sorveglianza delle coste e i rilievi idrografici. Non mancheranno, infine, droni aerei impiegabili per attività di intelligence, per la ricerca di sversamenti di inquinanti ed anche per il soccorso in mare.
“Quest’anno il nostro congresso sta facendo registrare una notevole crescita, sia per quanto riguarda il numero dei relatori che degli espositori, confermandosi come l’unico evento in Italia capace di riunire l’intera community scientifica, industriale e militare della robotica marina”, ha sottolineato Luciano Castro, presidente di SEA DRONE Tech Summit. “Questo appuntamento consentirà dunque di fare il punto sullo stato dell’arte in Italia di queste nuove tecnologie e anche di favorire la collaborazione tra enti pubblici civili e militari, università, centri di ricerca, aziende specializzate e startup innovative”.
“SEA DRONE Tech Summit 2024” ha ricevuto i patrocini da parte della Marina Militare e del Municipio Roma X. Al momento, gli espositori confermati sono: Marina Militare, Università Roma Tre (Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettronica e Meccanica), Università di Firenze (Dipartimento di Ingegneria Industriale), Università di Verona (Dipartimento di Informatica), Istituto di Ingegneria del Mare (CNR-INM), Proambiente, Auryn Aero, CABI Broker, Codevintec, Eurosportos, IntelliMove, Laser Navigation, Novacavi e Setel.
Fonte ed immagine credit @SEA DRONE Tech Summit-Ufficio Stampa/Mediarkè
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