Lockheed Martin ha annunciato di aver lanciato con successo, in collaborazione con alcuni uffici del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (US DOD,) un intercettore PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE) utilizzando una piattaforma di lancio containerizzata MK-70 per ingaggiare un bersaglio che simulava un missile da crociera in volo.

Questo test segna la prima volta che il PAC-3 MSE è stato lanciato in questa configurazione, utilizzando il Virtualized Aegis Weapon System, per intercettare un bersaglio reale.
L’obiettivo di Lockheed Martin è di fornire una maggiore capacità di difesa aerea e missilistica integrata (IAMD) al sistema di combattimento Aegis della Marina degli Stati Uniti e degli alleati. Infatti, le capacità “Hit-to-Kill” del PAC-3 consentono di difendersi da minacce avanzate come missili balistici tattici, missili da crociera, missili ipersonici ed aerei.
L’Mk 70 è stato studiato per integrarsi con il sistema di lancio verticale Mk 41, largamente impiegato dalle navi della Marina degli Stati Uniti e delle Marine alleate che sono dotate del sistema di combattimento Aegis. Inoltre, l’Mk 70 è stato adottato anche dal US Army perché consente un rapido dispiegamento di capacità offensive su piattaforme e luoghi non tradizionali. L’MK 70 è un lanciatore containerizzato alloggiato in un container da 40″ (12 metri) equipaggiato con quattro Mk 41 VLS in grado di lanciare tutti i missili gestiti dal sistema Aegis, SM2, SM-3, SM-6, ESSM e TLAM.
L’azienda è impegnata nello sviluppo di tecnologie integrate per garantire che le forze armate statunitensi restino al passo con l’evoluzione delle minacce. Questi sistemi offrono agli Stati Uniti una comprovata capacità di difesa aerea e missilistica contro minacce avanzate e manovrabili.
Fonte e foto @Lockheed Martin