La Gran Bretagna e la Norvegia opereranno insieme una flotta combinata di almeno 13 fregate ASW Type 26, insieme ad innovative unità di supporto offshore (OSV) quali “mother ship” per veicoli autonomi, al fine di condurre operazioni ASW contro la minaccia subacquea russa e proteggere le infrastrutture critiche sottomarine nel Nord Atlantico contro ogni sabotaggio od attacco.

Lo scorso 4 dicembre, in occasione della visita del Primo Ministro Norvegese Jonas Støre in Gran Bretagna, quest’ultimo ha firmato insieme alla controparte inglese Sir Leir Starmer, l’accordo di Lunna House (Lunna House Agreement) che è stato definito come il più importante atto di cooperazione nel settore della Difesa e navale dal dopoguerra ad oggi fra i due Paesi.
Battezzato con il nome del quartier generale della resistenza norvegese presso le isole Shetland (in Scozia) durante la Seconda Guerra Mondiale, l’accordo è incentrato sulla formalizzazione del piano per lo sviluppo e la gestione comune di una flotta congiunta ed intercambiabile di fregate ASW Type 26 tra la Royal Navy e la Sjøforsvaret ovverosia la Marina Reale Norvegese (RNoN, Royal Norwegian Navy).
La nuova flotta congiunta di fregate Type 26
Secondo quanto riportato dal comunicato di Whitehall, l’accordo è una diretta conseguenza dell’aumento del 30% dei casi d’attività delle unità russe che minacciano le acque britanniche negli ultimi due anni. Tale flotta comprenderà le otto unità classe City in fase di costruzione per la Royal Navy ed almeno cinque unità per la RNoN, dopo che il Governo norvegese ha selezionato lo scorso fine agosto il design della fregata Type 26 di BAE Systems e lo scorso settembre è stato siglato l’accordo che ha posto le basi per la partnership strategica nel settore navale da 10 miliardi di sterline tra il Regno Unito e la Norvegia per la costruzione in UK e la fornitura delle medesime unità.

Come evidenziato in occasione della firma dell’accordo il 4 settembre scorso in Norvegia, le unità destinate alle Marine Militari dei due Paesi dovranno essere il più possibile identiche ed avere le medesime specifiche tecniche. Il programma per la costruzione e messa in servizio delle nuove unità Type 26 è diventato un unicum e la prima unità per la RNoN, secondo i requisiti del relativo programma, è previsto che venga consegnata nel periodo 2029/2030.
La nuova componente comune costituirà la forza primaria di superficie ASW per le operazioni contro i sottomarini russi nell’Artico, nel GIUK (Greenland-Iceland-UK) ovverosia l’area dell’Oceano Atlantico del Nord compresa tra Groenlandia, Islanda e UK e nello stesso Nord Atlantico.
Cooperazione tra Londra ed Oslo nella gestione dei P-8A Poseidon
Al pari della cooperazione in atto per quanto riguarda la componente di velivoli ASW P-8A Poseidon in servizio con la Royal Air Force e la Royal Norwegian Air Force, – la cui base aerea della Royal Air Force di Lossiemouth che ospita personale norvegese è stata visita dai due primi ministri lo stesso giorno della firma dell’accordo, è previsto “che entrambe le Marine opereranno come un’unica forza – condividendo strutture di manutenzione, tecnologie ed equipaggiamenti, – per creare forze realmente intercambiabili, capaci di essere dispiegate rapidamente ovunque necessario.”

In occasione della visita presso la RAF Lossiemouth, i due premier hanno incontrato gli equipaggi dei velivoli ASW P-8, che hanno tracciato le unità russe operanti nelle acque del Regno Unito – incluso la nave da intelligence russa Yantar, individuata solo alcune settimane fa ai margini delle acque britanniche a nord della Scozia, che ha indirizzato sistemi laser contro gli equipaggi dei velivoli RAF coinvolti nelle operazioni di sorveglianza, senza fortunatamente creare problemi ai medesimi. A seguito di tale evento, il Ministero della Difesa britannico ha modificato le regole d’ingaggio, senza specificare in quale modo.
Le infrastrutture critiche del Regno Unito saranno quindi protette dai sottomarini russi attraverso un accordo di difesa unico nel suo genere, secondo il comunicato di Whitehall, che vedrà le Marine britannica e norvegese operare fianco a fianco nel Nord Atlantico.
“In questo periodo di profonda instabilità globale, mentre sempre più navi russe vengono individuate nelle nostre acque, dobbiamo lavorare con partner internazionali per assicurare la nostra sicurezza nazionale. Questo storico accordo con la Norvegia rafforza la nostra capacità di proteggere le nostre frontiere e le infrastrutture critiche da cui dipendono le nostre nazioni.
Attraverso la cooperazione navale congiunta nel Nord Atlantico, stiamo rafforzando la sicurezza, sostenendo migliaia di posti di lavoro nel Regno Unito e mostrando al mondo l’eccellenza della cantieristica britannica,” ha sottolineato il Primo Ministro britannico.
Ulteriori collaborazioni nel settore navale e non previsti dall’accordo
L’accordo di Lunna House, secondo quanto annunciato, vedrà anche una più profonda collaborazione industriale tra Regno Unito e Norvegia. Il nuovo accordo infatti conferma che il Regno Unito si unirà al programma norvegese per sviluppare innovative navi di supporto offshore, che fungeranno da mothership per sistemi autonomi per la guerra contro le mine e la seabed warfare.
Viene quindi a formalizzarsi in un accordo a livello governativo quanto era già rientrato nell’accordo industriale siglato dal gruppo britannico BAE Systems e norvegese Kongsberg lo scorso maggio a bordo della fregata St Albans della Royal Navy nel porto della capitale norvegese, secondo cui le due industrie avrebbero esplorato una cooperazione a lungo termine nei programmi congiunti esistenti e futuri in tutti i domini militari. Questi, secondo quanto riportato dal comunicato stampa congiunto, avrebbero potuto includere il progetto di OSV mothership Vanguard di Kongsberg, una partnership strategica per il supporto lungo l’intero ciclo di vita delle nuove fregate, missili d’attacco in profondità, sorveglianza e acquisizione obiettivi in ambito marittimo e la fornitura di sistemi di bordo alle fregate di entrambe le Nazioni. La partecipazione al programma norvegese, può essere vista come una delle diverse contropartita per la fornitura britannica delle fregate Type 26 unitamente alla partecipazione a quest’ultimo od altri programmi dell’industria norvegese.
Il Ministero della Difesa britannico e la Royal Navy hanno un requisito nell’ambito del programma MHC OSV (Mine Hunting Capability Offshore Support Vessel) per almeno tre unità di nuova costruzione tipo OSV destinate a compiti di mothership in grado di accogliere ed operare piattaforme autonome per l’impiego di veicoli a pilotaggio remoto ed autonomi subacquei destinati a compiti contromisure mine e seabed warfare. A tal riguardo, nell’ottobre 2024, l’agenzia della Difesa DE&S (Defence Equipment & Support) ha assegnato al gruppo norvegese Kongsberg Defence and Aerospace AS un contratto per un breve studio di verifica del progetto di nave commerciale preesistente (Kongsberg C2 Vanguard) proposto alla Marina norvegese, che consenta di sviluppare e ridurre i rischi di un potenziale requisito del Regno Unito per le navi di supporto offshore MHC (OSV) che intende acquisire.
Il progetto Vanguard
Il progetto Vanguard comprende due soluzioni di unità navali per impieghi rispettivamente oceanici ed in acquee ristrette, caratterizzate dai più elevati standard civili con i “necessari rinforzi militari”, nonché un sistema di commando e controllo ed una suite modulare di mezzi autonomi di diverso tipo – di superficie (USV), sottomarini (UUV) ed aerei (UAV), il tutto destinato a ridurre i costi d’esercizio ed incrementare la disponibilità.

La versione per operazioni oceaniche incorpora una mission bay centrale che consente di riconfigurare la piattaforma per diverse missioni grazie a carici paganti containerizzati, a cui s’aggiungono USV capaci di impiegare UUV, e con un ponte di volo per elicotteri ed UAV. Queste unità vengono rappresentate con un armamento incentrato su di un cannone di medio calibro, che viene rappresentato da un 76/62 Sovraponte di Leonardo unitamente un cannone Rheimentall Millenium da 35 mm, nonché se necessario armamento missilistico e munizionamento di diverso tipo.
Questa soluzione rappresenta quella più capace e spinta per l’impiego di prima linea ma la Royal Navy potrebbe anche preferire unità OSV commerciali adattate ed equipaggiate con veicoli unmanned come le unità della RFA e Royal Navy Proteus e Stirling Castle. Queste unità sono state realizzate in Norvegia con la possibilità anche in questo caso di costruzione in loco per la Gran Bretagna, anche se i ritorni per l’industria norvegese non sarebbero i medesimi, rispetto alla partecipazione al programma norvegese per la OSV mothership.
Sempre nel settore navale, l’accordo prevede l’adozione da parte della Royal Navy dei missili antinave con capacità strike NSM di Kongsberg. Poiché la Royal Navy sta già installando questi missili a bordo delle fregate Type 23 e caccia lanciamissili Type 45, dovrebbe trattarsi di un ampliamento della dotazione alle Type 26 e potenzialmente alle Type 31 e future unità navali.

In termini di sistemi d’arma, l’accordo prevede anche una più profonda collaborazione sui siluri Sting Ray, contribuendo ad aumentare le scorte di munizioni. La Marina Reale Norvegese dispone del siluro leggero nella versione Mod 1, ed il medesimo sistema dovrebbe essere adottato anche per le nuove fregate Type 26 per assicurare la comunanza che il presente accordo richiede. Lo stesso siluro potrebbe essere adottato anche dalla componente di velivoli ASW P-8A in servizio con l’Aeronautica Reale Norvegese in aggiunta all’Mk54 americano, consentendo in questo modo di mantenere una comunanza di sistemi d’arma anche con gli altri operatori di Poseidon, in primis la US Navy.

Il Ministero della Difesa britannico sta lavorando ad integrare il siluro leggero nella versione Mod 1 a bordo dei velivoli P-8A Poseidon, in aggiunta al sistema Mk 54 americano, che sarebbe stato acquistato in un numero limitato di munizioni. Il Ministero della Difesa britannico e BAE Systems stanno inoltre lavorando alla versione Mod 2 anch’essa destinata ad equipaggiare le unità navali e gli elicotteri della Royal Navy, nonchè i velivoli P-8A Poseidon della Royal Air Force. La Norvegia dovrebbe quindi essere coinvolta nello sviluppo del sistema d’arma.
Infine, per quanto riguarda sempre il settore navale, il comunicato stampa di Whitehall, evidenzia che il Regno Unito e la Norvegia guideranno l’adozione da parte della NATO di sistemi autonomi nell’Artico e Nord Atlantico. Un’affermazione che prelude ad un più intensa collaborazione in questo settore per potenziare le capacità unmanned di superficie, subacquee ed aeree.
Ulteriori settori di cooperazione possibile
Guardando ad altri settore di cooperazione, l’accordo prevede l’addestramento tutto l’anno dei Royal Marines in Norvegia, per prepararli a combattere in condizioni sottozero, nonché Wargame congiunti tra le Forze Armate dei due Paesi.

Non è dato sapere se l’accordo ricomprenda anche la componente di mezzi ad ala rotante destinata ad operare dalle nuove fregate per la RNoN. A tal riguardo, volendo mantenere la comunanza di mezzi, la scelta dovrebbe ricadere sulla piattaforma AW101 di Leonardo, che andrà ad equipaggiare anche le Type 26 della Royal Navy. La Norvegia impiega già l’AW101 per compiti di ricerca e soccorso a largo raggio ognitempo (NAWSARH) che vengono operati dall’Aviazione Reale Norvegese e quindi l’adozione di una piattaforma AW101 per l’impiego navale non creerebbe una duplicazione di linee di volo.

Poiché la suite di missione dell’AW101 (Merlin) della Royal Navy è frutto di un ammodernamento di mezza vita delle macchine in servizio, la suite di missione ASuW/ASW per le macchine norvegesi sarebbe di nuova generazione, potendo seguire l’evoluzione dell’accoppiata del sistema Sonar 2087 e Merlin Mk2 nell’ambito del programma ASW Spearhead della Royal Navy.
Allo stesso tempo la Norvegia ha acquistato sei elicotteri Sikorsky MH-60R per la Guardia Costiera norvegese, equipaggiati con suite ASW, destinati a rimpiazzare una prima tranche di elicotteri NH90 ritirati dal servizio a seguito della cancellazione del programma con NHIndustries, con la possibilità che il Governo norvegese si trovi a dover scegliere fra le due macchine, anche se l’AW101 assicura comunanza con la Royal Navy ed è ben più capace come dimostrato dalle operazioni sia della stessa Marina britannica in Nord Atlantico che dalla stessa Aviazione Reale Norvegese nel Nord del paese sia su terra che sul mare.
Anche l’evoluzione futura della componente elicotteristica e di mezzi non pilotati della Royal Navy dovrà essere presa in considerazione, affinché sia assicurata quella comunanza alla base dell’accordo siglato.
Foto credit @UK MoD, @Forze Armate Norvegesi, @BAE Systems, @Kongsberg Maritime, @Kongsberg Defence & Aerospace