Taiwan punta su 1.320 USV d’attacco Kuai Chi per rafforzare la deterrenza marittima

Secondo fonti militari riportate dalla stampa di Taipei, le Forze Armate di Taiwan intendono acquisire 1.320 unità del nuovo USV (Umanned Surface Vessel) d’attacco “Kuai Chi”, sviluppato a livello nazionale dal Chungshan Institute of Science and Technology (CSIST). Il programma sarà finanziato attraverso un budget speciale per la resilienza della difesa, distinto dalle voci ordinarie del bilancio, e prevede una produzione distribuita nell’arco di cinque anni.

Il Kuai Chi ha superato con successo le prove di valutazione nel corso dell’esercitazione annuale di tiro a fuoco congiunto “Sea and Air Precision Ammunition Firing Exercise”, tenutasi presso la base militare di Jiupeng, nella contea di Pingtung.

Il piano prevede la realizzazione e l’immissione in servizio di 1.320 USV suddivisi in tre lotti, destinati a tre comandi operativi distinti. Le unità saranno assegnate al nuovo Coastal Combat Command della Marina, la cui istituzione è prevista all’inizio del 2026, al Corpo dei Marines, che subirà un riassetto strutturale per integrare i droni, e al Comando Operazioni Speciali dell’Esercito. In questo modo, l’impiego degli USV verrà distribuito su più scenari operativi: difesa costiera, proiezione anfibia e azioni speciali.

Impiego operativo

Le prove condotte a Jiupeng hanno mostrato come il Kuai Chi non sia un sistema isolato, ma parte di un concetto di guerra “multi-domain unmanned”. Il test ha integrato diverse piattaforme: il Kuai Chi stesso, dotato del drone imbarcato Ching Feng I, droni FPV a impiego suicida e UAV Albatross II, utilizzati per fornire ricognizione e guida di precisione.

L’esercitazione ha simulato uno scenario ad alta intensità di guerra elettronica, in cui i droni aerei hanno prima disturbato e saturato le difese ravvicinate avversarie, permettendo successivamente al Kuai Chi di eseguire un attacco suicida esplosivo ad alto impatto contro bersagli dinamici. Questo impiego coordinato ha dimostrato la possibilità di condurre attacchi combinati senza equipaggio, aprendo la strada a una nuova dottrina di impiego offensivo basata sulla saturazione e sulla sorpresa.

Il programma rientra in un quadro più ampio di rafforzamento delle capacità difensive di Taipei. L’Executive Yuan ha infatti approvato un aumento del bilancio per la difesa a 949,5 miliardi di dollari taiwanesi (31 miliardi di dollari USA) per il prossimo anno, pari al 3,35% del PIL. Oltre ai fondi speciali destinati ai programmi UAV e USV, il bilancio regolare per il 2026 coprirà anche l’acquisizione del sistema norvegese NASAMS, lo sviluppo della nuova generazione di fregate taiwanesi e il cosiddetto “Zhenhai Project”, che prevede la costruzione iniziale di due fregate da 2.000 tonnellate con capacità antiaeree e antisommergibile.

Il presidente William Lai ha visitato la flotta 168 della Marina a Yilan, ribadendo il proprio impegno a favore del programma navale, che potrebbe includere unità di maggiore dislocamento (6.500 tonnellate), dotate di radar a scansione attiva, sistemi di combattimento avanzati e il nuovo lanciatore verticale Huayang. Queste navi saranno la spina dorsale delle future forze di superficie di Taiwan, a complemento della nuova flotta di USV e droni.

L’introduzione di oltre mille unità Kuai Chi rappresenta un salto qualitativo e quantitativo per la difesa marittima di Taiwan. Un tale numero di USV, integrati con UAV e sistemi di guerra elettronica, offre la possibilità di saturare le difese avversarie e moltiplicare le opzioni strategiche, a costi significativamente più bassi rispetto a quelli delle piattaforme tradizionali. L’isola sembra puntare a un modello di deterrenza asimmetrica, capace di integrare mezzi senza equipaggio a basso costo con piattaforme navali convenzionali di nuova generazione, trasformando radicalmente l’equilibrio operativo nello Stretto di Taiwan.