Ad Atene la Commissione per gli armamenti del Parlamento greco ha dato il via libera all’acquisto di un sistema di difesa aerea e anti-drone multistrato, un programma del costo totale previsto di circa 3 miliardi di euro, che sarà presentato insieme ad altri programmi il prossimo 23 marzo all’Assemblea per ottenere l’approvazione definitiva.

Il programma in questione prevede la realizzazione di una rete centralizzata di sensori, radar ed effettori, per proteggere la Grecia dalla minaccia di missili balistici, missili da crociera, droni, sciami di droni e loitering munitions.
La scelta israeliana
Per attuare quest’importante iniziativa le Forze Armate di Atene, in specie Aeronautica ed Esercito, si rivolgeranno alle industrie israeliane IAI, Rafael ADS ed Elbit Systems; infatti, al centro delle attenzioni greche vi sono i sistemi missilistici Spyder per la difesa a corto raggio (15-20 km di portata nella versione SR) ed anti drone/loitering munition, il Barak MX (da 35 fino a 150 km di portata a seconda della versione) per la difesa a medio/lungo raggio e contro missili da crociera ed il David’s Sling (portata fino a 300 km) che assicurerà la difesa a lungo raggio ed anche contro missili balistici.
Con tali sistemi israeliani le due Forze Armate provvederanno a sostituire gli attuali sistemi di difesa aerea di origine sovietica/russa OSA-AK, TOR-M1 e S-300 PMU-1 e statunitense MIM-23 I-HAWK ormai obsoleti e non in grado di affrontare le minacce attuali.
Questi sistemi saranno impiegati in interconnessione con i radar AESA ELM-2084 operanti in banda S che assicurano al contempo la sorveglianza a lungo raggio fino a 470 km ed il tracciamento fino a circa 1.000 bersagli.
L’ELM-2084 può essere impiegato anche per la localizzazione delle postazione di tiro di artiglieria, mortai e razzi avversari (C-RAM).
In questo quadro il sistema nazionale di comando e controllo greco dovrà essere in grado di interconnettere risorse terrestri e aeree, navi e sensori in un unico quadro operativo.
Foto credit @Rafael ADS Ltd