In un momento di profonda trasformazione per la proiezione di potenza marittima, la US Navy ha ufficializzato una strategia d’acquisto radicale per le nuove Landing Ship Medium (LSM). Il fulcro di questa svolta non è solo tecnologico, ma procedurale: l’introduzione del Vessel Construction Manager (VCM), un’entità privata che agirà da “general contractor” per conto della Marina.
L’obiettivo è colmare rapidamente il gap capacitivo tra i piccoli mezzi da sbarco a corto raggio e le grandi unità anfibie, garantendo ai Marines la mobilità necessaria nel teatro dell’Indo-Pacifico.
Una solida partnership

La produzione iniziale vedrà il coordinamento del VCM su due fronti industriali di eccellenza:
- Bollinger Shipyards: Già incaricata nel settembre 2025 per l’ingegneria della nave capoclasse e l’approvvigionamento dei materiali a lungo termine.
- Fincantieri Marinette Marine: Il cantiere del gruppo italiano negli Stati Uniti è stato selezionato per la costruzione di quattro unità.
Questa suddivisione non è solo una ripartizione di carico, ma una strategia per rafforzare la base industriale americana, permettendo al VCM di decidere in seguito la migliore strategia per l’assegnazione delle restanti tre navi previste dal contratto base.
Il modello VCM
Il VCM deterrà il contratto principale con la Navy e gestirà direttamente i subappalti con i cantieri. Questo sistema crea un “cuscinetto” gestionale che:
- Riduce i rischi di costi e tempi: Utilizzando pratiche commerciali collaudate, il VCM ha il controllo contrattuale diretto sulle performance dei cantieri.
- Snellisce la supervisione: Il programma richiederà significativamente meno personale della Marina rispetto ai processi di acquisizione tradizionali.
- Accellera la produzione: La gestione parallela su più siti industriali permette di accorciare i tempi di consegna complessivi.
“L’approccio VCM non solo accelera i tempi di costruzione, ma rafforza la nostra base industriale coinvolgendo più cantieri contemporaneamente”, ha dichiarato il Contrammiraglio Brian Metcalf.
Design “Build-to-Print”

Per minimizzare i rischi tecnici, la Marina ha abbandonato lo sviluppo di un design ex novo. Nel dicembre 2025, è stato annunciato che la base tecnologica sarà il Damen Naval LST 100, un design commerciale già testato e maturo.
Fornendo ai cantieri un progetto “build-to-print” (ovvero pronto per la produzione senza necessità di ulteriori fasi di ricerca e sviluppo), la Navy garantisce una rapidità di esecuzione fondamentale per il concetto di manovra distribuita del Corpo dei Marines.
Il programma LSM mira a una flotta finale di 35 navi. Queste unità saranno la colonna vertebrale della logistica in ambienti contesi, permettendo ai Marines di operare in modo agile e sostenibile lungo le catene insulari.
In sintesi, la strategia LSM segna il passaggio da una gestione statale e burocratica a una visione agile e orientata al mercato, essenziale per mantenere il vantaggio marittimo in un’epoca di crescenti tensioni geopolitiche.